Pensioni minime: da marzo scattano la maggiorazioni

Francesco Rodorigo - Pensioni

In pagamento da marzo gli importi aggiornati per le maggiorazioni sociali. Quanto spetta e a chi?

Pensioni minime: da marzo scattano la maggiorazioni

A marzo importi più alti per pensionati e pensionate.

A partire dal prossimo pagamento della pensione si applicano le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Si tratta della riduzione della seconda aliquota IRPEF e dell’incremento mensile legato alle maggiorazioni sociali.

Il prossimo mese arriveranno anche gli arretrati per gennaio e febbraio.

A chi spettano le maggiorazioni sociali e come cambia l’importo dell’assegno?

Pensioni minime: da marzo scattano la maggiorazioni

Come cambia l’importo della pensione da marzo 2026?

Con il prossimo assegno diventano ufficialmente operative le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026, cioè:

  • la riduzione della seconda aliquota IRPEF;
  • l’incremento mensile delle maggiorazioni sociali.

Va sottolineato che le novità non interessano tutti i pensionati, ma solamente quelli che ricadono nell’ambito di applicazione delle modifiche.

Per quanto riguarda l’IRPEF, infatti, la Manovra ha ridotto dal 35 al 33 per cento l’aliquota per lo scaglione di reddito tra i 28.000 euro e i 50.000 euro. Ad essere interessati sono quindi i titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione che ricevono almeno 28.000 euro annui. Il risparmio massimo previsto con questa nuova tabella di aliquote e scaglioni arriva a 440 euro all’anno.

Veniamo ora alla seconda novità: l’incremento di 20 euro mensili legato alle maggiorazioni sociali riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni ed agli invalidi civili totali maggiorenni con basso reddito.

A chi spettano le maggiorazioni sociali e come cambia l’assegno mensile

Come previsto dall’articolo 1, comma 179, della legge n. 199/2025, è in arrivo un aumento di 20 euro mensili per le pensioni minime.

Si tratta di un potenziamento del cosiddetto incremento al milione, la maggiorazione che già oggi spetta a tutti i pensionati e le pensionate in condizioni di disagio economico.

Nello specifico, la maggiorazione è riconosciuta:

  • ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e con reddito basso;
  • ai titolari di prestazioni assistenziali quali l’assegno sociale o la pensione sociale;
  • agli invalidi civili totali maggiorenni.

Dal 2026 è, dunque, in vigore l’incremento mensile di 20 euro legato alle maggiorazioni sociali. L’assegno, pertanto, aumenta di 20 euro mensili per 13 mensilità, per un totale di 260 euro annui.

A marzo, come detto, arrivano anche gli arretrati di gennaio e febbraio, l’aumento indicato nel cedolino sarà quindi di 60 euro in totale (20 euro per marzo e 40 per i primi due mesi dell’anno).

L’importo dell’assegno sociale per il 2026, dopo la rivalutazione annuale, è pari a 546,24 euro (450,17 euro per la pensione sociale). A questo si aggiungono i 20 euro mensili.

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, ad aumentare è anche il limite di reddito che consente l’accesso all’assegno sociale. Ricordiamo, infatti, che la prestazione di assistenza è concessa ai cittadini e alle cittadine con almeno 67 anni di età, residenti in Italia da almeno 10 anni, che si trovano in condizioni di disagio economico e che non hanno i contributi sufficienti per la pensione di vecchiaia.

Per richiederlo, infatti, è necessario rispettare precise soglie di reddito annuali che, per il 2026, sono pari a:

  • 7.101,12 euro per i non coniugati;
  • 14.202,24 per i coniugati.

Come previsto dalla Manovra questi valori vanno incrementati di 260 euro.

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