Nel pacchetto stipendi della Manovra 2026 anche la detassazione degli aumenti previsti dai rinnovi dei CCNL: flat tax al 5 per cento per i dipendenti fino a 33.000 euro
La Manovra 2026 riduce il peso del Fisco su alcune voci degli stipendi: tra le novità in arrivo nel 2026 per lavoratori e lavoratrici dipendenti anche una flat tax del 5 per cento al posto dell’IRPEF sugli aumenti di stipendio che derivano dai rinnovi dei contratti nazionali.
La misura è uno dei punti chiave del pacchetto di interventi adottato in risposta alla necessità di preservare il potere d’acquisto di cittadini e cittadine. Nel testo della Legge di Bilancio anche ulteriori agevolazioni sui premi di produttività e sulla detassazione del lavoro notturno e straordinario.
Si punta a ridurre il peso delle imposte sulle retribuzioni e sulle voci extra in busta paga.
Manovra 2026, Fisco più leggero sugli aumenti di stipendio: flat tax anche per i dipendenti
I dati ISTAT diffusi a inizio dicembre indicano che le retribuzioni reali ancora al di sotto di 8,8 punti percentuali rispetto al 2021 e intervenire per preservare il potere d’acquisto è una strada obbligata. Il Governo ha annunciato un mix di misure da inserire nella Manovra 2026 per un valore di circa 2 miliardi fin dall’apertura dei lavori.
Al centro delle novità previste per il 2026 una flat tax da applicare agli aumenti di stipendio dei dipendenti che derivano dal rinnovo dei contratti già conclusi nel 2024 e nel 2025 e che saranno firmati nel 2026.
L’obiettivo è quello messo nero su bianco già nel DPB: “favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario nel settore privato”.
La possibilità di applicare la tassa piatta al posto dell’IRPEF e delle addizionali nel corso del 2026 è riservata a coloro che hanno un reddito fino a 33.000 euro, limite innalzato durante i lavori parlamentari.
La detassazione inserita nella prima versione della Manovra era più ristretta: con un limite di reddito fino a 28.000 euro e la copertura dei rinnovi relativi solo al 2025 e 2026.
La novità si applica in via automatica, sarà il lavoratore o la lavoratrice eventualmente a rinunciare alla flat tax.
Ma, come si legge nel Dossier dell’Ufficio Studi di Camera e Senato pubblicato il 24 dicembre, sarà in ogni caso necessario chiarire più nel dettaglio il perimetro di applicazione.
Concerne “gli incrementi previsti dai contratti collettivi di lavoro nel settore privato; non si operano distinzione tra contratti nazionali e contratti territoriali o aziendali; si valuti l’opportunità di una definizione esplicita di tale profilo”.
Manovra 2026, dagli aumenti ai bonus: flat tax ed esenzioni per preservare gli stipendi
Sul piatto anche altre misure per preservare gli stipendi. Nella Manovra entra un potenziamento della detassazione dei premi di produttività e della partecipazione agli utili.
Con la scorsa Legge di Bilancio, per il triennio 2025-2027 questi importi aggiuntivi scontano una flat tax al 5 per cento, anziché al 10, fino a 3.000 euro: per i prossimi due anni l’aliquota passa dal 5 all’1 per cento e la soglia arriva a 5.000 euro.
| Importi interessati | Tipologia di Flat tax ed eventuali limiti di applicazione | Limite di reddito di lavoro dipendente |
|---|---|---|
| Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali | 5 per cento | 33.000 euro |
| Premi di produttività e partecipazione agli utili | 1 per cento fino a 5.000 euro | 80.000 euro |
| Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo | 15 per cento fino a 1.500 euro | 40.000 euro |
Una tassazione più leggera è prevista anche per il lavoro notturno, in turni e per le attività svolte nei giorni festivi e durante il riposo settimanale: agli importi erogati ai dipendenti, nel limite di 1.500 euro per tutto il 2026 e solo per chi ha un reddito fino a 40.000 euro, si applica un’imposta sostitutiva del 15 per cento. La detassazione segue, poi, regole specifiche per i dipendenti del settore turistico con la conferma del trattamento integrativo già previsto fino al 30 settembre prossimo.
Cresce, inoltre, da 8 a 10 euro l’importo massimo per l’esenzione dei buoni pasto.
Restano confermate, invece, le regole sul limite di esenzione dei fringe benefit, i bonus dipendenti che il datore di lavoro sceglie di erogare insieme agli stipendi.
A regime la soglia è pari a 258,23 euro, ma negli ultimi anni è stata via via innalzata. La scorsa Manovra per il triennio 2025-2027 ha portato la cifra a 1.000 e 2.000 euro per i genitori.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Flat tax sugli aumenti di stipendio dei dipendenti: la novità nella Manovra 2026