Fattura elettronica senza sanzioni fino a settembre 2019

Fattura elettronica a partire dal 1° gennaio 2019 senza possibilità di proroga, ma con l'estensione della moratoria sulle sanzioni fino al mese di settembre.

Fattura elettronica senza sanzioni fino a settembre 2019

Fattura elettronica senza proroga e senza sanzioni per un periodo più lungo: sono questi due dei punti fermi sui quali si è espresso il Governo.

La moratoria sulle sanzioni sarà prorogata fino al mese di settembre 2019, modificando quanto previsto attualmente dal Decreto Legge fiscale in corso di esame in Commissione Finanze della Camera.

Se è ormai chiaro che, per mere ragioni di gettito, la proroga della fattura elettronica è esclusa, l’entrata in vigore dell’obbligo per circa 3 milioni di partite IVA a partire dal 1° gennaio 2019 sarà ancora più soft.

Sebbene si allunghi il periodo durante il quale sarà possibile emettere la fattura elettronica entro il termine di liquidazione dell’IVA senza sanzioni, o entro la liquidazione successiva con sanzioni ridotte dell’80%, restano ancora molte le criticità da risolvere sui rischi legati alla privacy.

Fattura elettronica senza sanzioni fino a settembre 2019

È stato il Sottosegretario al Ministero dell’Economia, Massimo Bitonci, ad affermare che la Commissione Finanze del Senato è al lavoro per estendere la moratoria sulle sanzioni per i ritardi nell’emissione delle fatture elettroniche fino al mese di settembre 2019.

La modifica, che verrà introdotta in sede di conversione in legge del Decreto Legge n. 119/2018, accoglie soltanto in parte le richieste degli addetti ai lavori: il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili aveva espressamente richiesto l’esclusione delle sanzioni per tutto il 2019.

Attualmente, per l’avvio soft dell’obbligo di fatturazione elettronica, previsto a partire dal 1° gennaio 2019, sono due le novità introdotte dal DL fiscale che è bene ricordare:

  • fino al 30 giugno 2019 sarà possibile emettere le fatture elettroniche entro la prima liquidazione dell’IVA senza l’applicazione di sanzioni o entro la seconda con sanzioni pari al 20%;
  • a partire dal 1° luglio 2019 la fattura dovrà essere emessa entro il termine di 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.

Proprio su queste due misure il Governo intende intervenire ancora, prorogando al mese di settembre la possibilità di inviare la fattura elettronica in ritardo beneficiando della disapplicazione delle sanzioni.

Una misura che, tuttavia, non risolve le due problematiche legate all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019: il primo riguarda l’impreparazione al passaggio al digitale della maggior parte di imprese e professionisti, la seconda è il problema sulla privacy segnalato dall’Autorità Garante.

Fattura elettronica 2019, moratoria sulle sanzioni fino a settembre non risolve le criticità

L’avvio, seppur ad ostacoli, dell’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019 non può esser messo in discussione in quanto il precedente Governo vi ha imputato ben 2 miliardi di euro di maggior gettito.

Il Sottosegretario Bitonci l’ha ricordato ancora una volta, senza tuttavia proporre soluzioni concrete alle criticità sottolineate, da ultimo, dall’Associazione Nazionale dei Commercialisti.

I problemi legati all’avvio della fattura elettronica non riguardano soltanto la questione dei dati e la tutela della privacy. Il passaggio al digitale comporta una vera e propria rivoluzione in ambito fiscale e, tenuto conto che il tessuto produttivo italiano è fatto per lo più da PMI, il passaggio obbligato alla fatturazione elettronica non potrà che comportare problemi e difficoltà.

Proprio per questo i commercialisti, che in molti casi dovranno farsi carico degli obblighi legati alla nuova normativa per conto dei propri clienti, avevano richiesto oltre all’avvio graduale anche una moratoria più lunga sulle sanzioni, almeno fino al 2020.

Anche perché, in termini pratici, consentire l’emissione delle fatture entro il termine di liquidazione dell’IVA non comporta problemi di gettito nei confronti dell’Erario e il termine di 10 giorni appare un obbligo inutile ai fini della corretta imputazione dell’imposta.