Fattura elettronica, ANC: la sicurezza dei dati è più importante del gettito

Fattura elettronica, ANC: la sicurezza dei dati è più importante del gettito. Un comunicato stampa, diffuso il 20 novembre, per ribadire l'importanza di salvaguardare i dati e specificare che la principale preoccupazione riguarda quelli economici.

Fattura elettronica, ANC: la sicurezza dei dati è più importante del gettito

Fattura elettronica, ANC: la sicurezza dei dati è più importante del gettito. Il 20 novembre l’Associazione Nazionale Commercialisti ha diffuso un comunicato stampa in cui ribadisce l’importanza di salvaguardare i dati e specifica che la principale preoccupazione riguarda quelli economici.

La questione dei dati, che il Garante della Privacy ha chiesto di affrontare all’Agenzia delle Entrate in questo breve periodo che resta fino al 1° gennaio 2019, è solo uno dei punti sensibili della discussione sulla fattura elettronica e sui nuovi processi che innesca.

Dalle questioni culturali a quelle normative, i punti critici sono diversi:

  • La salvaguardia dei dati: la preoccupazione che si possa avere libero accesso a dati sensibili contenuti nella fattura elettronica è fondata su un precedente importante: lo Spesometro del 2017. In questa occasione il sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate ha permesso, per molti giorni, indebiti accessi ai dati di altri contribuenti contenuti nel sistema.
  • Uno scollamento normativo tra teoria e pratica: la norma stabilisce che la fattura elettronica deve essere inviata entro 10 giorni. Ai fini della corretta liquidazione dell’IVA, però, la fattura deve essere ricevuta e annotata entro il 15 del mese successivo, per chi applica il regime mensile, o entro il 15 dei tre mesi successi, per chi applica quello trimestrale. Il termine dei 10 giorni appare come un obbligo stringente ma inutile, ai fini fiscali l’importante è applicare l’IVA relativa al periodo, mese o trimestre, in cui l’operazione è stata effettuata.
  • La promessa della precompilata: l’obbligo della fattura elettronica è stato introdotto e presentato come un grande passo verso la semplificazione. In quest’ottica l’Agenzia delle Entrate prevede che, quando il sistema sarà andato a regime, si potrà generare una dichiarazione dei redditi precompilata sulla base dei dati contenuti nel cassetto fiscale, ma al momento, per come è progettato il sistema, appare alquanto utopico. Un esempio su tutti può riguardare le spese di carburante: ad oggi il software non può essere in grado di leggere la tipologia delle voci di spesa e di capire se, sulle spese di carburante, posso detrarre l’IVA al 100% perché si riferiscono a un uso del veicolo esclusivo per l’impresa o al 40% e quindi a un uso promiscuo.
  • Il divario digitale e l’alfabetizzazione informatica: l’obbligo di fatturazione elettronica fa dell’Italia una pioniera in Europa. Se è vero che questa novità innesca anche una rivoluzione culturale, non si può non tener conto del digital divide, da considerare sia in termini geografici che generazionali. Col capodanno 2019 si passerà dalla vecchia fattura cartacea, un semplice file con pochi e chiari campi necessari, alla complessità di un file XML che riporta molte e più complesse indicazioni, anche solo da leggere. E sarà un obbligo per tutti.

Fattura elettronica, ANC: la sicurezza dei dati è più importante del gettito

Il 16 novembre il Garante della Privacy ha avvertito l’Agenzia dell’Entrate che il nuovo obbligo di fatturazione elettronica presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali.

Il comunicato stampa dell’Autorità Garante per la Privacy che riporta queste parole è arrivato dopo che l’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto, a metà ottobre, una lettera per esprimere preoccupazione sulla salvaguardia dei dati, in primis quelli commerciali.

Il 20 novembre l’ANC torna a ribadire i timori e a rafforzare le motivazioni con il comunicato stampaIl gettito o altri interessi non possono prevalere sulla sicurezza dei dati del sistema economico del paese”, che di seguito riportiamo in versione integrale.

La questione della fattura elettronica obbligatoria dal 01 gennaio 2019 in Italia sta assumendo connotati sempre più grotteschi.

Da un lato, il Presidente dell’Autorità Garante della Privacy, che per la prima volta esercita il potere correttivo di avvertimento e investe del problema il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ponendo una forte preoccupazione circa il rischio di usi impropri da parte di terzi delle miriadi di dati estremamente sensibili quali quelli economici del Paese; dall’altro chi comunque preferisce proseguire in questa avventura per motivi di gettito o per altre ragioni non perfettamente comprensibili.

Il problema non è quello di essere o meno favorevoli alla digitalizzazione del Paese, aver o meno integrato e investito nelle procedure aziendali o di studio, chiedere un regime sanzionatorio “benevolo” per la prima fase di attuazione o ancora una introduzione graduale del nuovo adempimento. I problemi sono altri, e di carattere talmente elevato che inspiegabilmente sembrano rimanere sconosciuti anche agli addetti ai lavori, o ancor peggio ignorati, con l’obiettivo del solo gettito erariale, per far quadrare la manovra.

Le reali criticità in ordine alla privacy della nuova procedura, non sono costituite dai dati sanitari, o meglio, lo sono in minima parte, ma sono rappresentate dai dati economici di tutte le imprese Italiane, verosimile preda di soggetti privati che hanno l’obiettivo della gestione degli stessi per finalità totalmente estranee alla fattura elettronica.

“Come Associazione Nazionale Commercialisti”, dichiara il presidente Marco Cuchel “non vogliamo perdere di vista il vero punto dolente di tutta l’operazione, e cioè la fragilità del sistema circa la sicurezza dei dati. La nostra segnalazione al Garante della protezione dei dati personali, cui è seguito il noto provvedimento dell’Autorità nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, è centrata, non tanto e non solo sulla violazione dei dati attinenti alla sfera personale, ma, soprattutto, sul rischio che operatori economici privati, i quali si troveranno a gestire e custodire tutte le informazioni inerenti l’attività economica del Paese, fin nel minimo dettaglio, possano utilizzare impropriamente questi dati, mettendo a repentaglio l’economia nazionale”.

Ci lascia sconcertati e amareggiati la posizione del Ministero che, da parte sua, afferma la necessità di proseguire senza indugi nel percorso intrapreso, stante necessità di non perdere il gettito previsto dall’introduzione della nuova normativa.

“Ancora una volta” prosegue Cuchel “sembra prevalere il gettito a questioni ben più importanti che dovrebbero avere la priorità in uno Stato di Diritto, quali la salvaguardia dei dati aziendali riguardanti anche i brevetti. Tutto l’impianto della fattura elettronica deve essere riconsiderato, in quanto, ad oggi, non presenta un livello di sicurezza sufficiente. Riguardo a questo argomento dovrebbe essere di monito ciò che è successo in merito allo spesometro del 2017 , il cui sistema telematico per molti giorni ha permesso indebiti accessi, e su cui l’Agenzia ha dovuto riferire in Parlamento, e la più recente vicenda sulla sicurezza delle pec dei magistrati, sottoposte in questi giorni ad un attacco hacker”.

Vogliamo confidare che il buon senso prevalga, per questo apprezziamo particolarmente le parole del Presidente della Commissione Finanze al Senato Alberto Bagnai, che ha dichiarato che “sarebbe da irresponsabili trascurare le segnalazioni ricevute dalle Autorità indipendenti e dalle Associazioni di Categoria”.

Fattura elettronica: la sicurezza dei dati e il gettito sul piatto della bilancia

Con il comunicato stampa del 20 novembre, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha chiarito un punto importante: con i dati contenuti nelle fatture elettroniche e con il rischio che vi si possa accedere non è in ballo soltanto la privacy dei contribuenti, ma l’economia stessa, come processo e come progresso.

Una delle preoccupazioni più grandi per l’ANC è proprio il pericolo che qualcuno possa essere interessato a entrare in possesso dei economici delle imprese per finalità totalmente estranee alla fattura elettronica. Un esempio significativo del presidente Marco Cuchel riguarda i dati contenuti relativi ai brevetti, e il rischio che possano essere particolarmente appetibili.

Il Presidente dell’Autorità Garante della Privacy ha investito del problema della sicurezza dei dati il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che secondo l’ANC procedono spediti sul percorso che hanno intrapreso e sono preoccupati solo del gettito erariale.

In questa partita la fattura elettronica è una bilancia a due piatti: sul primo ci sono i dati economici delle imprese italiane e sul secondo il gettito fiscale. Per l’ANC, un equilibrio tra questi è la priorità.

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Comunicato stampa del 20 novembre 2018 - Associazione Nazionale Commercialisti
Scarica il comunicato Il gettito o altri interessi non possono prevalere sulla sicurezza dei dati del sistema economico del paese.