Detrazione IVA entro il secondo anno successivo, con contestuale ritocco ai tempi di registrazione delle fatture: la novità è parte delle misure contenute nel Decreto correttivo Omnibus in materia di riforma fiscale, approvato in esame preliminare nel corso del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026
Detrazione IVA, il Decreto correttivo Omnibus raddoppia i tempi a disposizione.
Nel testo approvato in esame preliminare nel corso del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 si torna al passato, con il contestuale ritocco dei tempi per la registrazione delle fatture.
Viene meno il termine legato alla presentazione della dichiarazione dell’annualità in cui è sorto il diritto alla detrazione, una semplificazione che fa dietrofront rispetto alla stretta introdotta dal 2017.
Detrazione IVA, verso lo stop al termine dell’anno: il raddoppio dei tempi è nel Decreto correttivo Omnibus
Attualmente, l’articolo 19 del DPR 633/72 prevede che la possibilità di portare in detrazione l’IVA parte dal momento in cui l’imposta diventa esigibile, con possibilità di ottenere il recupero dell’imposta al massimo con la dichiarazione relativa all’anno in cui sorge il diritto e a patto di procedere con la registrazione della fattura entro il termine di presentazione della dichiarazione stessa.
Queste le regole applicabili a partire dal 1° gennaio 2017, dopo le modifiche previste dall’articolo 2, comma 1 del decreto legge n. 50/2017 che ha dimezzato i tempi a disposizione.
Ad esempio, considerando una fattura d’acquisto datata dicembre 2025, per la registrazione e la detrazione dell’IVA c’era tempo al massimo fino al termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’annualità di riferimento, e quindi fino allo scorso 30 aprile 2026.
I lavori di revisione della riforma fiscale puntano però a un ritorno al passato, con un duplice intervento che agisce sia sul DPR 633/72 (il decreto IVA “storico”) sia sul nuovo Testo Unico dell’IVA (D.Lgs. 10/2026), in vigore dal 1° gennaio 2027.
Due anni per la detrazione dell’IVA e per la registrazione delle fatture d’acquisto
La modifica contenuta nello schema del Decreto correttivo Omnibus approvato in Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 è duplice.
Da un lato, all’articolo 19 del DPR IVA (e specularmente, all’articolo 56 del Testo Unico), alla lettera a) le parole “all’anno” vengono sostituite con “al secondo anno successivo a quello” . In sostanza, il diritto alla detrazione IVA, secondo le novità in fase di messa a punto, non scadrebbe più con la dichiarazione dell’anno in cui è sorta l’esigibilità, ma si estenderebbe fino alla dichiarazione del secondo anno successivo.
Di contro, ad essere modificato sarebbe anche l’articolo 25 del DPR IVA (articolo 88 del Testo Unico), prevedendo alla lettera b) che sul fronte dell’obbligo di registrazione delle fatture nel registro degli acquisti, il termine slitterebbe “al secondo anno successivo a quello di ricezione della fattura” .
Dal punto di vista pratico, ipotizziamo una fattura d’acquisto ricevuta il 15 novembre 2026. Secondo le regole previste attualmente, la registrazione della stessa e la detrazione dell’IVA segue il termine della dichiarazione dell’anno di riferimento, e quindi il 30 aprile 2027.
Con la nuova articolazione contenuta nello schema di decreto correttivo, il diritto alla detrazione potrebbe essere esercitato al massimo con la dichiarazione IVA del secondo anno successivo al 2026, e quindi nella pratica con la dichiarazione IVA relativa al 2028, da inviare entro il 30 aprile 2029.
In nuovo atto atteso per chiudere il cerchio sulla riforma fiscale mira quindi a rendere più ampi i tempi a disposizione, ripristinando in toto le regole che fino al 2016 hanno caratterizzato gli adempimenti a carico di imprese e professionisti ai fini della fruizione della detrazione dell’imposta.
Dopo l’ok del Consiglio dei Ministri il Decreto Omnibus atteso in Parlamento
Vale la pena specificare che l’approvazione del 10 giugno 2026 è solo il primo passaggio necessario per formalizzare le novità. Lo schema di Decreto Omnibus dovrà essere esaminato in Parlamento, e in particolare il testo sarà inviato alle Commissioni Finanze di Camera e Senato per l’acquisizione dei relativi pareri.
Le indicazioni delle Commissioni saranno poi valutate dal Governo, e il testo del decreto dovrà conseguentemente tornare in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo.
Al momento quindi anche le modifiche in materia di detrazione IVA restano in standby, in attesa che parta e si chiuda il percorso per l’ufficializzazione.
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