Controlli fiscali sempre più “intelligenti”: i commercialisti chiedono trasparenza

Rosy D’Elia - Fisco

L'intelligenza artificiale è un acceleratore dei controlli fiscali. Una spinta positiva, ma per i commercialisti serve trasparenza e dialogo tra addetti ai lavori e Amministrazione finanziaria

Controlli fiscali sempre più “intelligenti”: i commercialisti chiedono trasparenza

Le cifre record raggiunte dall’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione, con un recupero pari a 36,2 miliardi di euro, sono destinate a crescere sempre di più: nella ricetta adottata per potenziare i controlli fiscali è entrato in gioco un ingrediente fondamentale: l’intelligenza artificiale. E, ormai, è tutt’altro che segreto.

Lo stesso direttore Vincenzo Carbone non perde occasione per spiegarne l’applicazione nelle dinamiche fiscali, ricordando, però, come fosse un mantra che nessun atto sarà mai deciso dall’IA.

Via via, il Fisco avrà a disposizione sistemi sempre più performanti per scandagliare e indagare l’infinita mole di dati a disposizione: un processo da sostenere, ma anche da governare adeguatamente, per i Commercialisti che nell’audizione di oggi, 17 giugno presso l’anagrafe tributaria hanno chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’Amministrazione finanziaria.

Proposta definita da Giulio Centemero (Lega) “inerente, legittima, positiva” e che potrebbe tradursi nell’apertura degli ordini nelle squadre di lavoro già all’opera.

Controlli fiscali sempre più intelligenti: sempre più IA nelle verifiche

L’utilizzo di un cervello artificiale per far funzionare il sistema fiscale non è più una prospettiva distopica o un futuro lontano. È un fatto e appartiene al presente.

Nel 2026, ad esempio, le verifiche sull’IVA hanno già raggiunto nuovi standard di analisi e di rapidità, anche per garantire rimborsi più tempestivi. E nonostante i messaggi di rassicurazioni e cautele che arrivano dai vertici dell’Amministrazione finanziaria, l’intelligenza artificiale è destinata a guadagnare sempre più terreno.

Lo conferma anche l’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028 firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti il 25 febbraio scorso.

D’altronde, tra fatture elettroniche, scontrini, pagamenti elettronici e dati presenti nell’anagrafe tributaria la materia per condurre controlli fiscali sempre più puntuali e serrati c’è tutta. E se per una compagine umana risulta sconfinata, appare accessibile per i sistemi di IA.

L’opportunità di recuperare sempre più risorse dall’evasione e far quadrare al meglio i conti pubblici è concreta e da cogliere. Ma nel perimetro delle tutele da garantire ai contribuenti: è questa la posizione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che, durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, ha chiesto di partecipare al processo di introduzione dell’IA per “approfondire le tematiche di maggior interesse relative all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale da parte dell’Amministrazione finanziaria”.

Controlli fiscali, CNDCEC: serve trasparenza sull’IA

La garanzia dell’intervento umano nei controlli fiscali e l’analisi del rischio tramite pseudonimizzazione, cioè codici che non permettono l’identificazione diretta dei contribuenti, rappresentano delle tutele adeguate per i contribuenti.

Ma nell’accelerata artificiale delle verifiche fiscali bisogna tenere in maggior conto, ad esempio, la necessità di non discriminazione algoritmica, ovvero di rettificare i fattori che comportano inesattezze dei dati e la discriminazione, ad esempio, in base all’origine etnica, alle opinioni politiche, alla religione professata, allo stato di salute o agli orientamenti sessuali.

Per i commercialisti, rappresentati nell’audizione dal vicepresidente nazionale e delegato alla fiscalità Vincenzo Moretta, attualmente c’è un approccio ancora troppo timido alle misure necessarie per escludere i dati personali inesatti o non aggiornati.

L’Amministrazione Finanziaria si sta velocemente muovendo per implementare
e migliorare i sistemi di intelligenza artificiale destinati al contrasto dell’evasione e dell’elusione. Un processo inevitabilie e promettente che, però, non può prescindere dalla massima trasparenza.

“L’utilizzo dello strumento deve essere rispettoso della privacy e l’algoritmo deve essere conoscibile al fine di verificare che i criteri, i presupposti e gli esiti del procedimento robotizzato siano conformi alle prescrizioni e alle finalità stabilite sia nella fase legislativa che in quella amministrativa”, sottolinea Moretta.

Ed è proprio sulla garanzia di queste tutele che il CNDCEC si propone come interlocutore con l’Amministrazione finanziaria e, in un certo senso, come mediatore tra Fisco e contribuenti.