Decreto collegato alla Legge di Bilancio 2019: le novità nel testo approvato dal Governo

Francesco Oliva - Fisco

Il testo definitivo del decreto fiscale 2019 è stato approvato dal Governo in via ufficiale. Tra le novità è confermata la rottamazione ter, la pace fiscale al 20% e lo stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro.

Decreto collegato alla Legge di Bilancio 2019: le novità nel testo approvato dal Governo

Il testo del decreto fiscale 2019, insieme al disegno di legge Bilancio (da sottoporre ora all’iter parlamentare) e al decreto semplificazioni è stato approvato in via ufficiale e definitiva dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018.

Sono molte le novità previste e il capitolo più importante è sicuramente quello relativo alla pace fiscale, articolata in più opzioni: rottamazione ter delle cartelle, stralcio totale debiti fino a 1.000 euro per le cartelle comprese tra il 2000 e il 2010, definizione agevolata delle liti pendenti e dichiarazione integrativa al 20% per i redditi non dichiarati fino a 100.000 euro e non superiori al 30% delle somme dichiarate nell’anno precedente.

Nel testo definitivo del DL fiscale 2019 collegato alla Legge di Bilancio sono state confermate anche le novità sulla fattura elettronica semplificata, con interventi che vanno dalla riduzione delle sanzioni fino al maggior tempo concesso per la trasmissione.

Attraverso il testo del decreto fiscale verranno disciplinate alcune questioni fiscali prioritarie per l’Esecutivo ovvero la rottamazione cartelle ter più la nuova disciplina discarico riscossione, la pace fiscale, la flat tax, la trasmissione telematica corrispettivi e lotteria scontrini, la sterilizzazione aumenti accise prodotti energetici (RGS) e l’estensione dell’istituto del gruppo IVA ai Gruppi Bancari Cooperativi.

Con la Legge di Bilancio 2019, invece, viene confermato l’avvio del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza e della flat tax per le imprese fino a 65.000 euro di fatturato mediante l’estensione delle regole per l’accesso al regime forfettario.

Ecco le novità contenute nel testo definitivo del Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 diffuse con il comunicato stampa pubblicato dal Governo dopo il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018

Decreto legge fiscale 2019: ecco il testo arrivato al Consiglio dei Ministri

Il testo definitivo e ufficiale del DL fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 non è ancora stato pubblicato. Di seguito si mette a disposizione l’ultima bozza aggiornata al 13 ottobre presentata nella giornata di ieri al Consiglio dei Ministri:

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Decreto Fiscale 2019 - testo ultima bozza aggiornata
Scarica il testo del DL fiscale 2019 in bozza arrivato in CdM del 15 ottobre 2018 per l’approvazione definitiva

Si allega di seguito anche la seconda e la prima bozza del DL fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019

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Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019: seconda bozza dell’11 ottobre
Ecco la seconda bozza del testo del DL fiscale 2019 che dovrebbe essere oggetto di approvazione definitiva nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018
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Testo decreto legge fiscale collegato alla manovra di bilancio 2019 (bozza)
File pdf con la bozza del testo relativo al decreto legge fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019: le questioni oggetto di intervento sono la rottamazione cartelle più la nuova disciplina discarico riscossione, la pace fiscale, la flat tax, la trasmissione telematica corrispettivi e lotteria scontrini, la sterilizzazione aumenti accise prodotti energetici (RGS) e l’estensione dell’istituto del gruppo IVA ai Gruppi Bancari Cooperativi.

Il testo ufficiale e definitivo del decreto legge fiscale ha introdotto le seguenti novità, riassunte dal comunicato stampa pubblicato dal Governo dopo l’approvazione:

  • Rottamazione Ter - Si prevede, per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l’esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l’anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.
  • Stralcio definitivo debiti fino a 1.000 euro - Si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro.
  • Definizione agevolata - Sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea; delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate; degli atti del procedimento di accertamento; degli atti dei procedimenti verbali di contestazione; delle imposte di consumo.
  • Fatturazione elettronica - Si mantiene l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal primo gennaio 2019, riducendo per i primi sei mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.
  • Semplificazione per emissione fatture - Si dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono. Inoltre, si prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Sempre nell’ottica della semplificazione viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti.
  • IVA - Si prevede che il pagamento dell’Iva slitti al momento in cui la fattura viene incassata.
  • Giustizia tributaria digitale - Si favorisce il processo telematico anche per la giustizia tributaria.
  • Trasmissione telematica dei corrispettivi - Oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020.

Di seguito il video della conferenza stampa del Premier Conte con i Vice Presidenti del Consiglio Salvini, Di Maio e con il Ministro dell’Economia Giovanni Tria:

Pace fiscale, stralcio totale debiti fino a 1.000 euro: ecco le novità nel testo in bozza del DL fiscale

Novità di rilievo contenuta nel testo del Decreto Fiscale 2019 è rappresentata dallo stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione tra il 2000 e il 2010.

Le cartelle di importo minimo saranno annullate definitivamente alla data del 31 dicembre 2018.

Accanto a questa novità, la pace fiscale con flat tax integrativa al 20% è stata confermata e riguarderà solo chi ha presentato la dichiarazione dei redditi.

Essa si realizzerà attraverso una dichiarazione integrativa (termine tecnicamente utilizzato in modo improprio) che potrà essere presentata dai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi fino allo scorso 31 ottobre 2017.

Secondo le stime del Governo questo strumento consentirà di far emergere circa un terzo in più delle somme dichiarate l’anno precedente, entro il limite di 100.000 euro.

Sulla maggiore base imponibile dichiarata verrà applicata una flat tax del 20 per cento. Si consideri, a titolo di esempio, un contribuente che avrebbe dovuto pagare su quel maggiore imponibile un’aliquota del 43%, ecco: questo contribuente in questo modo avrà ottenuto uno sconto (condono) di più del 50%.

La pace fiscale sarà livellata su più misure: tra queste la rottamazione ter delle cartelle e la definizione agevolata delle liti pendenti.

Rottamazione cartelle esattoriali ter: le novità del decreto legge fiscale collegato alla manovra di bilancio 2019

Il decreto legge fiscale collegato alla Legge di bilancio 2019 prevede la riedizione e revisione della normativa sulla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, una vera e propria rottamazione ter.

Il debitore potrà beneficiare dell’abbattimento delle sanzioni comprese nel carico e degli interessi di mora, come nelle due precedenti “rottamazioni” (disciplinate dall’articolo 6 del DL n. 193/2016 e dall’articolo 1 del DL n. 148/2017), ma, rispetto ad esse, fruirà di condizioni più favorevoli, poiché:

  • potrà effettuare il pagamento delle somme dovute in un arco di tempo particolarmente ampio (cinque anni). La grande novità consiste nella possibilità di eseguire il pagamento, oltre che in unica soluzione entro il 31 luglio 2019, in dieci rate, scadenti il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno;
  • potrà utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della PA;
  • se eseguirà il pagamento in forma rateale, sarà assoggettato ad un tasso di interesse molto ridotto, pari allo 0,3%, anziché a quello del 4,5% (previsto dall’articolo 21 del DPR n. 602/1973 ed applicato nelle precedenti definizioni);
  • provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute potrà ottenere l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla definizione.

Pace fiscale, definizione liti pendenti: cosa prevede la bozza del decreto legge fiscale collegato alla Legge di bilancio 2019

Seconda questione fiscale che viene trattata dal decreto in oggetto è la famosa pace fiscale sulle liti aventi come controparte l’Agenzia delle Entrate.

A questo proposito, il testo definitivo del decreto legge fiscale collegato alla manovra di bilancio 2019 conferma le indiscrezioni delle scorse settimane.

In particolare, le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia.

Il valore della controversia è stabilito ai sensi del comma 2 dell’articolo 12 del decreto legislativo numero 546/1992.

In deroga a quanto previsto dal comma 1, in caso di soccombenza dell’agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa, sul merito ovvero sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1, le controversie possono essere definite con il pagamento:

a) della metà del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;
b) di un terzo del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Le controversie relative esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate al tributo possono essere definite con il pagamento del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, resa alla medesima data, e con il pagamento del quaranta per cento negli altri casi.

Non rientrano nella pace fiscale e sono quindi da considerarsi somme non oggetto della nuova definizione agevolata delle controversie tributarie:

a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015.

Il tasso di adesione alla pace fiscale è pari al 2,5%, ovvero la stessa percentuale prevista già dalla prima rottamazione delle cartelle (attenzione: si tratta sempre di dati contenuti in una bozza e quindi come tali oggetto di potenziale variazione).

Novità e semplificazioni fattura elettronica nel decreto fiscale 2019

Tra le novità contenute nel testo del DL fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 sono state inserite le misure di semplificazione relative all’obbligo di fatturazione elettronica previsto in avvio dal 1° gennaio 2019.

Le novità riguardano i tempi di emissione e trasmissione al SdI delle fatture elettroniche e si articolano in due differenti misure:

  • per il primo semestre del periodo d’imposta 2019, non si applica alcuna sanzione al contribuente che emette la fattura elettronica oltre il termine normativamente previsto (entro le ore 24 del giorno in cui ha luogo l’operazione) ma, comunque, nei termini per far concorrere l’imposta ivi indicata alla liquidazione di periodo (mensile o trimestrale). Le sanzioni sono, invece, contestabili, seppur ridotte al 20 per cento, quando la fattura emessa tardivamente partecipa alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo;
  • a partire dal 1° luglio 2019 le fatture elettroniche potranno essere emesse entro 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni, senza conseguenze in merito all’esigibilità dell’imposta e la conseguente liquidazione.

Flat tax e allargamento del regime forfettario: ancora non disponibile il testo della Legge di Bilancio 2019

Le novità relative alla flat tax saranno inserite all’interno della Legge di Bilancio 2019 e inizialmente la misura si tradurrà in un’estensione dell’attuale regime forfettario.

Flat tax per partite Iva e piccole imprese, quindi, consisterà nell’estensione delle soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15 per cento.

A nostro avviso, l’attenzione andrà posta su alcuni aspetti che condizionano in modo fondamentale le valutazioni di convenienza:

  • limite di ricavi > occorre valutare se i 65.000 euro siano o meno erga omnes ovvero se saranno introdotte distinzione in base al codice Ateco;
  • coefficienti di redditività > occorre verificare se i coefficienti di redditività del fatturato saranno confermati come quelli attuali oppure varieranno;
  • limite di età > occorre comprendere, infine, se verrà introdotto nuovamente ed eventualmente come funzionerà il nuovo limite di età (le indiscrezione delle ultime settimana si sono più volte riferite alla presunta reintroduzione del limite per gli under 35).

Obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi e lotteria scontrini

I temi fiscali trattati dal decreto si chiudono con la questione - che ha generato a dir la verità molta confusione nelle ultime settimane - dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi e lotteria scontrini.

Come affermato testualmente nella relazione tecnica allegata al decreto: “la proposta normativa è volta a completare la razionalizzazione e semplificazione del processo di certificazione fiscale, avviato con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, mediante l’introduzione, nella normalità dei casi, dell’obbligo generalizzato di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi”.

Al momento, quindi, non cambia nessuna delle scadenze previste:

  • 1° gennaio 2019: è la data ufficiale prevista per l’entrata in vigore della fattura elettronica obbligatoria B2B;
  • 1° luglio 2019: è la data proposta di introduzione dell’obbligo di scontrino elettronico per i contribuenti aventi volume d’affari superiore a 400.000 euro, con contestuale obbligo di invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi giornalieri;
  • 1° gennaio 2020: è la data proposta di avvio della lotteria degli scontrini, per partecipare alla quale occorrerà richiedere l’inserimento del proprio codice fiscale in sede di emissione dello scontrino da parte di un commerciante al dettaglio ed in tutti gli altri casi in cui viene rilasciato lo scontrino fiscale;
  • 1° gennaio 2020: è la data proposta di introduzione dell’obbligo generalizzato di scontrino elettronico e trasmissione telematica dei corrispettivi per tutte le partite IVA interessate alla fattispecie, prescindendo dal fatturato o da altri parametri di misurazione.