Nella strategia anti evasione dei prossimi anni il potenziamento dei controlli sulle fatture elettroniche è centrale. Ma anche su questa novità la Manovra procede a rilento
Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 36,2 miliardi di euro con le attività di contrasto all’evasione. Per il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti si tratta di un record da superare nei prossimi anni, spingendo sempre di più sull’acceleratore dei controlli su fatture, scontrini e pagamenti.
Tra le novità strategiche, oltre al collegamento obbligatorio tra POS e cassa, anche l’accesso ai dati della fatturazione elettronica da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Ma il cantiere per l’attuazione della Manovra, perfino su questa novità, procede a rilento.
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Controlli ampi sulle fatture elettroniche: sulla novità si attende il provvedimento delle Entrate
Entro la scadenza del 1° aprile l’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento ad hoc, avrebbe dovuto stabilire le modalità da seguire per estendere il patrimonio informativo accessibile dalla Riscossione.
Nell’ambito della riforma dell’amministrazione fiscale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Manovra 2026 ha potenziato i controlli sui dati della fatturazione elettronica.
In particolare, i file con le informazioni vengono memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento, o fino alla definizione di eventuali giudizi, anche per le attività di analisi mirate all’avvio di procedure esecutive.
Secondo quanto previsto dall’articolo 1 del decreto n. 127 del 2015, così come modificato dalla Manovra, vengono presi in esame gli importi dei corrispettivi delle fatture emesse da debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto nei sei mesi precedenti a quello in cui le informazioni sono messe a disposizione.
Sotto la lente, quindi, i pagamenti periodici indirizzati non solo al titolare di partita IVA intestatario del debito, ma anche ai soggetti coobbligati al versamento.
Perfino sul potenziamento dei controlli sulle fatture elettroniche la Manovra va a rilento
“L’obiettivo è potenziare l’utilizzo delle informazioni già nella disponibilità dell’amministrazione finanziaria, migliorando l’efficacia, la selettività e la tempestività degli interventi lungo l’intera filiera che va dall’emersione della base imponibile alla riscossione”, ha spiegato Giorgetti durante la celebrazione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate.
La novità, per il numero uno di via XX Settembre, “consente di concentrare l’azione di recupero sui casi di effettiva e persistente inadempienza, aumentando l’efficacia nel recupero delle somme dovute”.
Con questa misura, si punta a un recupero di 140 milioni di euro a partire dal 2027. Ma neanche sui punti strategici per l’Amministrazione stessa, l’attuazione della Manovra procede nei tempi.
Il provvedimento delle Entrate, da firmare entro il 1° aprile per rendere operativa la novità, è nella lunga lista di documenti in stand by: in totale sono 31 le scadenze non rispettate da Enti e Ministeri in questi primi quattro mesi.
| Totale decreti attuativi della Manovra 2026 | 102 provvedimenti |
|---|---|
| Decreti non adottati | 89 provvedimenti |
| Decreti con scadenza entro il 1° aprile | 37 totali: 31 non adottati, 6 adottati |
Manovra 2026 a rilento, novità in stand by
La necessità di prevedere istruzioni e dettagli per passare dalla teoria alla pratica interessa una serie di novità che possono essere definite particolarmente rilevanti per diverse ragioni.
È il caso dell’iper ammortamento che resta fermo da inizio anno e ha un peso specifico di circa 2,52 miliardi di euro nel triennio 2026-2028.
Ma la lentezza mal si sposa con le intenzioni di dare precedenza agli atti di maggiore rilievo economico-finanziario, dichiarate nella conferenza dei Capi di Gabinetto di tutti i Ministri a fine febbraio, ed è dovuta alla necessità di eliminare la clausola dell’acquisto di beni made in Europe per accedere all’agevolazione. L’attesa dovrebbe finire a maggio. La normativa, infatti, è stata corretta con il Decreto Fiscale approvato il 27 marzo.
Un altro esempio riguarda la possibilità per le donne che subiscono violenza maschile di accedere ai bonus legati all’ISEE: la misura è piccola dal punto di vista delle risorse da sbloccare, solo 6 milioni, ma urgente per natura. La sua attuazione resta ancorata a un provvedimento che doveva essere firmato entro il 31 gennaio scorso, ma a inizio aprile non ci sono notizie o aggiornamenti sui tempi di attesa.
I lavori della Legge di Bilancio 2026 dimostrano che, al di là del peso e della natura, nessuna misura è veramente esente dalla lentezza burocratica che caratterizza le novità quando serve mettere nero su bianco le regole che le rendono concrete. Che si tratti di una stretta sui controlli o di nuove agevolazioni, il percorso dalla teoria alla pratica è sempre lungo e tortuoso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Controlli sulle fatture elettroniche: pignoramenti sprint e regole a rilento