Bonus legati all'ISEE per le donne vittime di violenza maschile in attesa di istruzioni, iperammortamento bloccato dalla clausola made in europe: i Ministeri non rispettano le scadenze della Manovra
Come da tradizione, le attese per vedere concretizzate le novità dell’ultima Manovra sono sempre più lunghe di quelle previste: il decreto attuativo per accedere all’iperammortamento resta fermo per la clausola “made in europe”, ma anche le istruzioni per beneficiare dei bonus legati all’ISEE da parte delle donne vittime di violenza non sono state ancora firmate.
Fanno eccezione solo i bonus ZES, Zone Economiche Speciali, e ZLS, Zona Logistiche Speciali, avviati dall’Agenzia delle Entrate con due provvedimenti firmati in extremis il 30 gennaio dal direttore Carbone.
Bonus della Manovra 2026 fermi, bloccato il decreto dell’iperammortamento
Nonostante lo sprint iniziale, invece, il decreto per dare il via all’iperammortamento resta fermo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 5 gennaio ha trasmesso il testo al Ministero dell’Economia e delle Finanze per la firma, tempi record che sono stati vanificati dalla necessità di declinare la cosiddetta clausola “made in Europe”, che limita la fruizione dell’incentivo all’acquisto di beni prodotti nei Paesi UE o nello spazio economico europeo.
A spiegare le ragioni dei ritardi è stato Giovanni Spalletta, Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze del MEF nel corso del 9° Forum nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili che si è tenuto il 29 gennaio 2026.
“Non si esclude un intervento di governo per modificare o abolire” la condizione inserita durante l’iter parlamentare, ha evidenziato Spalletta. Nel frattempo tutte le aziende attendono di conoscere le modalità da seguire per poter accedere alla maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0, così come indicati negli allegati IV e V.
Restano da definire i contorni della maggiorazione fino al 180 per cento del costo di acquisto di beni strumentali nuovi da considerare, nella determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria deducibili, per gli investimenti che rispondono ai seguenti requisiti:
- riguardano beni strumentali destinati a strutture produttive che si trovano in Italia prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo
- vengono effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
| Percentuale | Fascia di investimento |
|---|---|
| 180 per cento | Fino a 2,5 milioni di euro |
| 100 per cento | Oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro |
| 50 per cento | Oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro |
Bonus legati all’ISEE per le donne vittime di violenza: tempo scaduto per il decreto
Al di là delle difficoltà di tradurre in pratica la teoria delle norme emerse per l’iperammortamento, anche misure apparentemente più lineari restano in stand by nonostante la scadenza del 31 gennaio fissata dalla Manovra.
È il caso delle novità che riguardano le donne vittime di violenza maschile che pure richiederebbero un intervento tempestivo, vista la rilevanza del fattore tempo.
La Manovra 2026 ha stanziato 6 milioni di euro per il 2026 e il 2027 per garantire i bonus legati all’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, alle donne vittime di violenza di genere destinatarie di interventi di protezione a prescindere dalla loro condizione economica.
Dall’assegno di inclusione agli sconti sulle bollette, si aprono le porte di una serie di agevolazioni per una durata di 12 mesi, ma senza le istruzioni operative restano solo le promesse.
D’altronde per il reddito di libertà rifinanziato dalla Manovra è stato necessario aspettare più di un anno.
Insieme al via libera sui bonus, entro il 31 gennaio si sarebbero dovute definire anche le modalità per sostenere in tutto il territorio nazionale attività educative volte al contrasto della violenza contro le donne nelle scuole.
In totale nel primo mese si sarebbero dovuti approvare 8 provvedimenti, soltanto i due previsti dall’Agenzia delle Entrate hanno visto la luce.
Bonus legati all’ISEE e altre novità in stand by: la consuetudine dei ritardi
Ma i ritardi non stupiscono, anzi, le scadenze fissate dalle norme nella maggior parte dei casi sono indicative e raramente vengono rispettate.
Emblematico è il caso della carta del docente che in questi giorni sta facendo discutere: l’ondata di novità avviata con la Manovra dello scorso anno sul calcolo dell’importo previsto per il bonus docenti, sulla platea e su altri aspetti ha messo in stand by l’accesso al contributo.
Entro il 30 gennaio 2026, data fissata in corso d’opera, si sarebbe dovuto approvare il provvedimento per dare applicazione concreta alle modifiche, ma la carta del docente per l’anno scolastico 2025/2026 ai primi di febbraio resta ancora inaccessibile.
L’attesa è consuetudine, anche quando sono le stesse norme a dettare i tempi. E lo dimostrano i dati rilevati il 12 gennaio 2026 sull’attuazione delle Manovra degli anni scorsi: dal 2023 ad oggi nessuna opera può dirsi ancora conclusa.
| Manovra | Decreti non adottati | Decreti censiti dal Dipartimento per il programma di Governo |
|---|---|---|
| L. n. 197 del 2022 | 11 | 104 |
| L. n. 213 del 2023 | 10 | 54 |
| L. n. 207 del 2024 | 47 | 107 |
Dati aggiornati al 12 gennaio
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus legati all’ISEE e non solo: i Ministeri non rispettano le prime scadenze della Manovra