Congedo di paternità 2019: con la Manovra sale a 5 giorni

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Congedo di paternità 2019, sale a 5 giorni con un emendamento alla Legge di Bilancio approvato in Commissione alla Camera. Prevista anche la possibilità di un giorno in più per astenersi dal lavoro in sostituzione della madre.

Congedo di paternità 2019: con la Manovra sale a 5 giorni

Congedo di paternità: con un emendamento alla Legge di Bilancio approvato alla Camera, nel 2019 sale a 5 giorni. Prevista anche la possibilità di un giorno in più per astenersi dal lavoro in sostituzione della madre.

L’articolo 4 della legge n. 92 del 2012 ha istituito per il padre lavoratore dipendente, anche adottivo e affidatario, il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre, da richiedere entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.

La Legge di Bilancio del 2017 aveva previsto in via sperimentale, per le nascite del 2018, l’aumento del congedo obbligatorio da due a quattro giorni. Una conquista, per i papà e per le mamme, da difendere.

La preoccupazione che non fosse confermata dalla Legge di Bilancio di quest’anno, infatti, ha acceso una forte discussione che ha portato anche alla promozione di diverse petizioni. Alcuni professori universitari e rappresentanti di associazioni hanno rilanciato alla proroga dello scorso anno chiedendo un congedo di paternità di 10 giorni.

Congedo di paternità di 5 giorni per il 2019

La via scelta dal Parlamento, però, sta nel mezzo. Con un emendamento alla Manovra, approvato in Commissione alla Camera, nel 2019 il congedo obbligatorio per i papà arriva a 5 giorni.

Il padre del bambino può richiedere il congedo obbligatorio entro il quinto mese di vita del bambino, o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamenti o adozioni sia nazionali che internazionali.

I giorni possono essere fruiti durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente, l’importante è che si rispetti il limite temporale dei 5 mesi.

Si tratta di un diritto autonomo del padre, quindi è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità.

I giorni a cui il padre ha diritto possono essere goduti anche in maniera non continuativa.

Congedo facoltativo, un giorno in più per i papà dal 2019

Oltre i 5 giorni di congedo obbligatorio, nel 2019 c’è anche la possibilità di astenersi un giorno in più dal lavoro, in sostituzione della madre lavoratrice: i giorni fruiti dal padre anticipano, quindi, il termine finale del congedo di maternità della madre.

Non è preclusa ai genitori, entrambi lavoratori dipendenti, di fruire insieme dei giorni di congedo. Ma deve essere sempre esercitato entro cinque mesi dalla nascita del figlio, o dall’ingresso in famiglia in caso di adozioni o affidamenti nazionali o internazionali, ed è subordinato al fatto che la madre rinunci ad uno o due giorni, indipendentemente dalla fine del periodo di astensione obbligatoria.

Infine, il congedo spetta anche se la madre, pur avendone diritto, rinuncia.

Congedo di paternità 2019: come richiederlo

Hanno diritto al congedo di paternità tutti i papà che sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente. A loro spetta un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione.

Il padre lavoratore dipendente deve comunicare almeno 15 giorni prima al datore di lavoro le date in cui vuole usufruire del congedo. Se richiesto in concomitanza dell’evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Nei casi di pagamento a conguaglio (articolo 3 del decreto ministeriale del 22 dicembre 2012), per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore dipendente deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di riferimento.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si può presentare seguendo tre modalità:

  • online attraverso il servizio dedicato;
  • tramite il contact center al numero 803 156 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • presso gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto.