Congedo di paternità fino a cinque giorni nel 2018: novità e come richiederlo

Redazione - Leggi e prassi

Congedo di paternità 2018: aumenta il numero di giorni di astensione dal lavoro concessi ai neo papà. Ecco novità, regole e come fare richiesta.

Congedo di paternità fino a cinque giorni nel 2018: novità e come richiederlo

Congedo di paternità per cinque giorni nel 2018: entra in vigore una delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2017 ma con specifiche regole e requisiti.

La novità prevista dalla Legge di Bilancio 2017, in vigore per i nati a partire dal 1° gennaio 2018, è duplice: da un lato viene disposta la proroga del congedo di paternità sperimentale anche per il 2017 e per il 2018 e, in secondo luogo, prevede l’aumento dei giorni di astensione dal lavoro retribuiti concessi ai neo papà.

Nel dettaglio, per il 2018 sono previsti quattro giorni di congedo di paternità obbligatorio ed inoltre i padri di figli nati dal 1° gennaio potranno beneficiare di un ulteriore giorni di astensione facoltativa.

Di seguito tutte le regole, le novità e come richiedere il congedo di paternità Inps nel 2018.

Congedo di paternità fino a cinque giorni nel 2018: novità e come richiederlo

Per i figli nati a partire dal 1° gennaio 2018 il congedo di paternità sarà pari ad un massimo di cinque giorni, retribuiti con un’indennità di importo pari al 100% della retribuzione giornaliera prevista totalmente a carico dell’Inps.

La durata del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è stata estesa con la Legge di Bilancio 2017, nello specifico con il comma 354 dell’articolo 1.

Sulla base delle novità in vigore dal 1° gennaio 2018, riportate anche sul sito dell’Inps, i quattro giorni di congedo di paternità potranno essere fruiti anche in via non continuativa ma in ogni caso entro i cinque mesi dalla nascita del figlio.

A questi si aggiunge un ulteriore giorno di congedo facoltativo, che potrà essere fruito però in via condizionale qualora la madre rinunci ad uno dei suoi giorni di congedo di maternità.

Quanti giorni di congedo spettano ai neo papà?

Sui giorni di congedo di paternità spettanti ai padri lavoratori dipendenti è necessario fare alcuni piccoli chiarimenti.

Per gli eventi di parto, adozione o affidamento avvenuti fino al 31 dicembre 2017 e anche qualora il congedo di paternità venga richiesto nel 2018 continueranno a spettare due giorni di astensione obbligatoria dal lavoro.

Al contrario, invece, i quattro giorni di congedo obbligatorio possono essere goduti esclusivamente per gli eventi di parto, adozione o affidamento avvenuti dal 1° gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018.

Il congedo facoltativo del padre è invece condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni di congedo maternità. I giorni fruiti dal padre anticipano quindi il termine finale del congedo di maternità della madre.

Il congedo facoltativo è fruibile anche contemporaneamente all’astensione della madre e deve essere esercitato entro cinque mesi dalla nascita del figlio indipendentemente dalla fine del periodo di astensione obbligatoria della madre. Infine, il congedo spetta anche se la madre, pur avendone diritto, rinuncia al congedo di maternità.

Come si richiedere il congedo di paternità Inps 2018

Per poter presentare domanda di congedo di paternità nel 2018 è necessario comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende fruire del congedo almeno 15 giorni prima della fruizione.

Se richiesto in concomitanza dell’evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Come fare domanda

Nei casi di pagamento a conguaglio (articolo 3 del decreto ministeriale del 22 dicembre 2012), per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore dipendente deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online all’Ente attraverso il servizio dedicato oppure tramite contact center al numero 803 156 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile, enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.