Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l'obbligo di collegamento tra POS e registratori di cassa, da marzo sarà pienamente operativo: tutte le sanzioni previste per chi non si adegua
Con il nuovo obbligo di collegamento tra POS e registratori di cassa dal 1° gennaio 2026, entrano in vigore anche nuove sanzioni per gli esercenti.
I dati degli scontrini e quelli dei pagamenti elettronici dovranno viaggiare insieme: i sistemi utilizzati dovranno essere connessi tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate con il servizio online che sarà messo a disposizione dai primi di marzo.
Si avranno a disposizione 45 giorni di tempo: chi non si adegua alle novità rischia multe fino a 4.000 euro e la chiusura dell’attività.
Collegamento tra POS e cassa: sanzioni fino a 4.000 euro per chi non si adegua
Sebbene sia già in vigore dal 1° gennaio, il nuovo obbligo che riguarda l’utilizzo dei POS e dei registratori di cassa diventerà pienamente operativo solo con il via libera dell’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di effettuare concretamente il collegamento tra i due sistemi.
Secondo la tabella di marcia annunciata, ci sarà tempo almeno fino a metà aprile per comunicare all’Amministrazione finanziaria gli strumenti utilizzati per la propria attività grazie alla procedura guidata online.
A regime si avrà tempo fino alla fine del secondo mese successivo all’attivazione.
| Periodo di attivazione di POS e RT | Scadenza per il collegamento |
|---|---|
| Fase transitoria: strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 | Entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione del servizio online |
| A regime: prima associazione di nuovi strumenti o eventuali variazioni successive | A partire dal 6° giorno del 2° mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese |
Per chi non rispetta le scadenze in calendario, e quindi non collega POS e registratori, è prevista una sanzione che va da 1.000 a 4.000 euro. La stessa già in vigore per chi non si dota di una cassa.
Ma non basta creare il collegamento. Il nuovo obbligo, infatti, nasce per agevolare i controlli sui dati che riguardano corrispettivi telematici e pagamenti tramite POS.
E infatti anche eventuali violazioni degli obblighi di memorizzazione o trasmissione dei pagamenti elettronici comportano una sanzione amministrativa di 100 euro per ciascuna trasmissione, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre. Proprio come previsto per i corrispettivi telematici.
La multa scatta in caso di omessa o tardiva trasmissione dei dati, ma anche quando si riportano informazioni incomplete o non veritiere.
Come chiarito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze lo scorso dicembre, ad esempio è prevista questa penalità anche quando si indica un metodo di pagamento diverso rispetto a quello effettivo senza annullare il documento commerciale e correggere tempestivamente l’errore.
Il calcolo delle somme dovute in caso di irregolarità, inoltre, non prevede il cumulo giuridico che consente di limitare le sanzioni in caso di più violazioni della stessa natura commesse con una sola azione.
Collegamento POS-RT: scattano anche le sanzioni accessorie in caso di più violazioni
Gli esercenti che non rispettano pienamente gli obblighi relativi al coordinamento dei dati su pagamenti elettronici e scontrini rischiano, inoltre, di incorrere anche nelle sanzioni accessorie previste per le irregolarità legate all’IVA.
In particolare, in caso di mancato collegamento tra cassa e POS può scattare la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nei locali ad essa destinati per un periodo da quindici giorni a due mesi, che per le recidive sale da due a sei mesi.
Si estendono, inoltre, le sanzioni accessorie per chi non emette scontrini o ricevute fiscali anche alle violazioni che riguardano la modalità integrata di registrazione e trasmissione di corrispettivi e pagamenti elettronici.
La sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività da tre giorni ad un mese con effetto immediato è prevista, se si verificano quattro casi di irregolarità in cinque anni:
- non vengono memorizzati o trasmessi i dati richiesti;
- vengono memorizzati o trasmessi in maniera non tempestiva;
- le informazioni risultano incomplete o non veritiere.
Se la contestazione riguarda importi complessivi per un importo superiore a 50.000 euro, lo stop può arrivare fino a 6 mesi.
È chiaro, quindi, che il collegamento tra POS e cassa non rappresenta una pura formalità ma una novità che entra a tutti gli effetti nel pacchetto di regole da rispettare per la corretta gestione di una attività.
| Violazioni | Sanzioni previste |
|---|---|
| Mancato collegament POS - cassa | Da 1.000 a 4.000 euro con sanzione accessoria con sospenzione dell’attività da 15 giorni a 2 mesi (fino a 6 mesi in caso di recidiva) |
| Mancate o tardive trasmissioni o errori sui dati | 100 euro per ogni singola violazione, fino a 1.000 euro per trimestre per violazioni formali + sanzione accessoria con sospensione dell’attività fino a 6 mesi in caso di 4 violazioni in 5 anni |
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Collegamento tra POS e cassa: sanzioni fino a 4.000 euro per chi non si adegua