L’Agenzia delle Entrate si riorganizza e fa spazio alla compliance

Rosy D’Elia - Pubblica Amministrazione

Riorganizzazione in corso all'Agenzia delle Entrate: nel 2026 cambia il cuore del rapporto con i contribuenti e la riforma fiscale porta una nuova direzione specialistica dedicata all'adempimento collaborativo

L'Agenzia delle Entrate si riorganizza e fa spazio alla compliance

Con una informativa datata 10 febbraio, l’Agenzia delle Entrate conferma la riorganizzazione in corso: cambia la Divisione Contribuenti, il cuore del rapporto tra Amministrazione finanziaria e cittadini e cittadine.

Una spinta arriva anche dalla riforma fiscale e, più in particolare, dal potenziamento dell’adempimento collaborativo che si basa proprio su un patto di fiducia e di dialogo tra Fisco e imprese, non più solo quelle con grandi volumi di fatturato ma anche quelle piccole e medie.

Stando alle prospettive tracciate dal PIAO, Piano Integrato di Attività e Organizzazione, 2026-2028, le novità previste per quest’anno sono tre:

  • la riorganizzazione della Divisione Contribuenti;
  • l’attivazione della Direzione specialistica Adempimento collaborativo;
  • attivazione del nuovo assetto degli uffici operanti nel territorio del Trentino Alto Adige.

Novità per l’Agenzia delle Entrate: si riorganizza la Divisione Contribuenti

Il ruolo della Divisione Contribuenti è centrale:

  • presidia e coordina le attività finalizzate all’adempimento degli obblighi tributari per le diverse macro-tipologie di contribuenti;
  • si occupa delle attività di consulenza, controllo e del relativo contenzioso;
  • gestisce gli interpelli e predispone le circolari;
  • elabora analisi del rischio e studi economico-statistici in materia di fiscalità;
  • cura e coordina le attività di contrasto agli illeciti e alle frodi fiscali, ma anche le attività di competenza relative alla riscossione dei tributi e alla gestione della crisi d’impresa.

In altre parole, il nuovo rapporto Fisco-contribuenti, obiettivo ultimo della riforma fiscale citato più volte dal viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo così come dalla premier, passa proprio da questo cuore delle Entrate. E di conseguenza deve funzionare al meglio.

“Razionalizzarne l’organizzazione e le attribuzioni in funzione degli ambiti di competenza presidiati e dei flussi operativi da garantire ai vari livelli (centrali, regionali, periferici)” per “realizzare economie organizzative in termini di risorse (efficientamento e specializzazione) e di nodi operativi (evitare riporti trasversali e/o ridondanti)”: sotto la spinta di queste esigenze nasce il nuovo assetto, che dovrà uniformarsi maggiormente agli “scenari operativi attuali”.

Agenzia delle Entrate, come funziona e come cambierà il dialogo con i contribuenti

Attualmente le direzioni centrali sono tre:

  • Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed Enti non Commerciali;
  • Piccole e Medie Imprese;
  • Grandi Contribuenti e Internazionale.

Con la revisione in corso, resta in essere solo quest’ultima e nascono due nuove direzioni centrali e una specialistica dedicata all’adempimento collaborativo.

Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Ruolo:

  • compiti di cura dell’interpretazione normativa per i tributi di competenza dell’Agenzia;
  • presidio e coordinamento delle funzioni di consulenza, interpello, contenzioso che riguardano le questioni di natura tributaria, gestione della crisi d’impresa nei confronti di tutte le diverse macrotipologie di tributi e contribuenti
Direzione Centrale Fiscalità Ruolo:

  • presidio e coordinamento delle strategie di controllo nei confronti delle persone fisiche, dei lavoratori autonomi, degli enti del terzo settore, delle piccole e medie imprese;
  • presidio delle attività di contrasto agli illeciti e alle frodi fiscali;
  • analisi del rischio (fatte salve le attività attribuite alla Direzione Centrale Grandi Contribuenti e Internazionale) ed elaborazione di studi economico-statistici in materia di fiscalità

In relazione a queste nuove unità cambierà anche la Direzione Centrale Grandi Contribuenti e Internazionale che ospiterà la Direzione Specialistica dedicata all’adempimento collaborativo con 4 aree, due a Roma e due a Milano.

L’Agenzia delle Entrate cambia: la spinta arriva dalla cooperative compliance

Accompagnare le imprese alla compliance diventa un’attività sempre più importante per l’Agenzia delle Entrate: a dimostrarlo anche il “forte investimento di risorse con l’ingresso nel mese di gennaio 2026 di circa 300 funzionari esperti in adempimento collaborativo e fiscalità internazionale”, evidenziato dal PIAO, con un costo di circa 11,5 milioni.

Nel 2024 la soglia minima per l’accesso all’adempimento collaborativo è passata da un miliardo a 750 milioni di euro e progressivamente scenderà a 100 milioni dal 2028, includendo potenzialmente sempre nuove imprese.

Nell’anno di debutto delle novità, secondo i dati forniti dalle Entrate, sono state ammesse 31 società al regime di cooperative compliance per un totale complessivo di 142 imprese in dialogo con il Fisco e un imponibile che sfiora i 45 miliardi di euro e un’imposta da versare per oltre 10 miliardi di euro.

Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2024

I dati sul 2025 saranno disponibili nelle prossime settimane, ma con l’avvio del regime opzionale anche per le PMI i volumi di imposte da monitorare e comunicazioni da gestire sono destinati ad aumentare sensibilmente. Ed è così che la riforma fiscale cambia anche l’assetto dell’Agenzia delle Entrate.

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