Stralcio delle cartelle, meno insidie con la proroga della pace fiscale al 30 novembre 2021

Stralcio delle cartelle, meno insidie per effetto della proroga delle rate della pace fiscale prevista dal decreto collegato alla Legge di Bilancio 2022. La nuova scadenza del 30 novembre 2021 consente di attendere la cancellazione dei debiti per poi versare l'importo dovuto, senza il rischio di errori nel ricalcolo fai da te.

Stralcio delle cartelle, meno insidie con la proroga della pace fiscale al 30 novembre 2021

Stralcio delle cartelle e pace fiscale: la proroga della scadenza prevista dal decreto collegato alla Legge di Bilancio 2022 agevola i contribuenti e spazza via le insidie dovute alla coincidenza dei termini.

Le rate relative alla rottamazione ter e al saldo e stralcio delle cartelle potranno essere versate integralmente entro la scadenza del 30 novembre 2021, nuovo termine che accoglie sia i pagamenti relativi al 2020 che quelli dell’anno in corso.

Si risolve così la questione relativa alla verifica fai da te dei carichi inclusi nello stralcio automatico e del ricalcolo, a rischio e pericolo del contribuente, delle rate relative alla pace fiscale.

La cancellazione dei debiti verrà effettuata entro il 31 ottobre 2021, e dopo l’ultimo atto formale per lo stralcio dei ruoli fino a 5.000 euro sarà più agevole capire quali sono le somme ancora dovute e quelle annullate in automatico.

Stralcio delle cartelle, meno insidie con la proroga della pace fiscale al 30 novembre 2021

Sarà possibile pagare tutte le rate relative alla rottamazione ter e al saldo e stralcio dovute originariamente nel 2020 e quelle in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 entro la scadenza del 30 novembre 2021.

Il decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2021 consente anche a chi non ha versato le rate entro i termini previsti dal decreto Sostegni bis di risalire sul treno della definizione agevolata. L’integrale versamento entro il 30 novembre fa venir meno la decadenza.

La novità, che rimodula nuovamente il calendario dei pagamenti della definizione agevolata, si collega alla procedura di stralcio delle cartelle, e risolve il problema sorto per effetto dell’“accavallarsi” dei termini di versamento con quelli relativi all’annullamento dei carichi.

Secondo quanto previsto dal decreto del Ministero dell’Economica del 14 luglio 2021, entro il 31 ottobre saranno cancellati i debiti di importo residuo fino a 5.000 euro alla data del 23 marzo, relativi al periodo temporale compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, per i contribuenti titolari di redditi non superiori a 30.000 euro nell’anno d’imposta 2019.

Lo stralcio automatico si applica anche ai carichi inclusi nella pace fiscale, e l’importo delle rate dovute entro la nuova scadenza del 30 novembre 2021 sarà quindi ricalcolato tenuto conto delle somme annullate in automatico.

Stralcio delle cartelle e pace fiscale, calcolo certo delle rate in scadenza il 30 novembre 2021

Era apparsa sin da subito tutt’altro che felice la scelta di far coincidere ed accavallare le scadenze relative alla rottamazione ter delle cartelle e al saldo e stralcio con quelle relative alla procedura di stralcio automatico dei ruoli fino a 5.000 euro.

Il calendario delle scadenze della pace fiscale disegnato dal decreto Sostegni bis, e la necessità di rispettare i termini di pagamento pena la decadenza dalla definizione agevolata, ha creato non poche insidie ai contribuenti titolari di carichi potenzialmente rientranti nello stralcio automatico.

Il motivo è legato alla verifica parziale effettuata dallo strumento online messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate Riscossione che, alla luce della possibilità di cancellazione anche delle cartelle incluse nella pace fiscale, consente ai contribuenti di verificare la presenza di carichi annullabili e ricalcolare, conseguentemente, l’importo delle rate dovute.

Una pace fiscale con verifica finale da parte del contribuente.

Il servizio online dell’AdER controlla infatti esclusivamente la data di affidamento del carico - se ricompreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 - e l’importo residuo alla data del 23 marzo 2021 - se non superiore a 5.000 euro.

È il contribuente a dover eseguire il controllo finale sull’ulteriore requisito richiesto, ossia il rispetto del limite di reddito pari a 30.000 euro riferito all’anno d’imposta 2019.

Un’operazione non certo semplice e per la quale le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sono arrivate soltanto il 24 settembre 2021, ossia una volta trascorse le prime due scadenze di luglio e agosto per il pagamento della pace fiscale.

La nuova scadenza del 30 novembre 2021 per il pagamento delle rate della definizione agevolata allontana dal rischio di errori nel ricalcolo delle somme dovute, al netto dei carichi inclusi nello stralcio, di pagare meno di quanto effettivamente dovuto e conseguentemente decadere dalla definizione agevolata.

Stralcio delle cartelle e pace fiscale, entro il 30 novembre 2021 la regolarizzazione in caso di versamenti carenti

La proroga prevista dal decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022 dovrebbe consentire anche a chi ha pagato somme inferiori rispetto a quanto effettivamente dovuto di risalire sul “carro” della definizione agevolata.

Salvo interpretazioni più restrittive, entro la nuova scadenza del 30 novembre 2021 dovrebbe esser consentito anche rimettersi in regola se, alla data del 31 luglio, 31 agosto o 30 settembre, sono state versate rate relative alla rottamazione ter e al saldo e stralcio delle cartelle inferiori a quanto effettivamente dovuto.

Una problematica che riguarda proprio chi ha effettuato la verifica circa i carichi ammessi allo stralcio tramite il servizio dell’AdER, commettendo però errori nel calcolo del limite di reddito. Una “sanatoria” ampia, che consentirà anche ai decaduti dalla definizione agevolata di risalire sul treno della pace fiscale.

Si evidenzia che il Decreto Fiscale, a ben vedere, non fa altro che applicare una previsione normativa prevista dal decreto Sostegni che, nell’introdurre lo stralcio delle cartelle, al comma 6 dell’articolo 4 stabilisce che fino alla data di annullamento - 31 ottobre 2021 - è sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo fino a 5.000 euro relativi al decennio 2000-2010.

Una sospensione che per quel che riguarda le rate della pace fiscale era rimasta su carta, ripescata in extremis dal collegato alla Legge di Bilancio 2022.

Informazione Fiscale S.r.l. - P.I. / C.F.: 13886391005
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018
Iscrizione ROC n. 31534/2018

Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy

Preferenze privacy
Logo registrato

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network