Lo SPID rilasciato da Poste diventa a pagamento dal 1° gennaio 2026 e avrà un costo di 6 euro all'anno. In quali casi si paga e quando invece resta gratuito
SPID a pagamento anche tramite Poste Italiane.
Dal 1° gennaio 2026, per gli oltre 24 milioni di cittadini titolari dell’Identità Digitale rilasciata da Poste sarà necessario procedere con il pagamento di un canone annuo al momento del rinnovo.
La prima richiesta di SPID resta gratuita e, parimenti, non sarà richiesto nessun costo a minori, anziani così come ai titolari di ID ad uso professionale.
SPID Poste a pagamento dal 1° gennaio 2026: in quali casi
La notizia è stata comunicata direttamente da Poste all’inizio del 2026: lo SPID non sarà più gratuito per tutti e, nel solco delle scelte già adottate lo scorso anno dagli altri provider dell’Identità Digitale, entra in campo una spesa annua a titolo di canone.
L’importo sarà pari a 6 euro. Nulla sarà dovuto per le prime attivazioni: il pagamento scatterà solo al momento del rinnovo annuale, e sarà quindi centrale monitorare la data entro la quale procedere con il versamento del corrispettivo.
Un’apposita email sarà inviata in anticipo, 30 giorni prima della scadenza, come alert sull’appuntamento alla cassa. In caso di mancato pagamento entro il termine previsto, lo SPID sarà di fatto sospeso ma non revocato.
Ci saranno 24 mesi di tempo dall’ultimo accesso per pagare e poter quindi tornare a usare le credenziali SPID rilasciate da Poste Italiane, senza necessità di corrispondere somme aggiuntive in relazione al periodo di sospensione.
Rinnovo SPID: quando si paga? I dettagli sul sito di Poste Italiane
Ad informare il titolare dell’ID della necessità di procedere al pagamento del canone di 6 euro per il rinnovo annuale sarà quindi direttamente Poste Italiane.
Accedendo al sito di Poste è comunque già possibile consultare la data da monitorare. Nello specifico, nel cruscotto che consente di gestire la propria Identità Digitale è evidenziata la data di scadenza della funzionalità di accesso.
Si tratta quindi in sintesi del termine entro il quale bisognerà procedere con il pagamento dei 6 euro richiesti per il rinnovo dello SPID, pena come detto la sospensione delle credenziali rilasciate.
Chi non paga: quando lo SPID di Poste resta gratuito
L’obbligo di pagamento non sarà in ogni caso per tutti. Come detto, nulla sarà dovuto per le prime attivazioni dello SPID: chi dal 1° gennaio 2026 necessita di richiedere per la prima volta le credenziali ID potrà utilizzarle fino al 2027 a titolo totalmente gratuito.
Lo SPID di Poste resta inoltre gratuito, anche in caso di rinnovo, per:
- minorenni;
- cittadini con almeno 75 anni di età;
- residenti all’estero;
- titolari di SPID ad uso professionale (già tenuti a pagare uno specifico canone).
Le alternative? Lo SPID a pagamento traina indirettamente la CIE
Procedere con il pagamento non sarà obbligatorio: sarà sempre possibile il recesso dal contratto, e quindi richiedere in sostanza l’annullamento delle proprie credenziali SPID.
Tenuto conto però che l’ID è ormai necessaria per numerosi adempimenti della quotidianità, non solo fiscali ma anche legati ad esempio al mondo della scuola, chi sceglierà di non versare i 6 euro annui e passare ad altri sistemi di identificazione dovrà muoversi per tempo.
A competere con lo SPID è la CIE, la Carta d’Identità Elettronica, che al pari delle credenziali rilasciate dai provider privati è la chiave per l’accesso ai servizi pubblici online.
Ecco quindi che l’addio alla totale gratuità dello SPID diventa una via per trainare indirettamente il passaggio all’ID di Stato.
Se ne è parlato a lungo nel corso del 2025: il Governo punta alla CIE per arrivare a una ID unica, che superi il modello frammentato previsto ad oggi. La CIE, a differenza dello SPID, è certificata dallo Stato, è più sicura e rispetta quindi gli standard richiesti dal regolamento eIDAS che disciplina l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche in Europa.
Lasciare lo SPID in favore della CIE diventa quindi una scelta del singolo, che tuttavia si inserisce in un percorso già avviato dal punto di vista amministrativo e che incrocia interessi privati e pubblici.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: SPID Poste a pagamento dal 2026: per chi e quando resta gratuito