Irpef 2020: aliquote, scaglioni e novità

Irpef 2020, scaglioni e aliquote per il calcolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Guida completa e analisi delle novità previste su detrazioni e bonus fiscali in busta paga.

Irpef 2020: aliquote, scaglioni e novità

Aliquote e scaglioni Irpef 2020: di seguito la guida completa al calcolo della principale imposta sul reddito.

Non ci sono particolari novità sull’Irpef 2020, che resta strutturata in cinque aliquote e cinque scaglioni di reddito. Le uniche modifiche ufficialmente in vigore dal 1° gennaio riguardano le regole per fruire delle detrazioni fiscali; in campo vi sono inoltre diverse ipotesi di trasformazione del bonus Renzi di 80 euro.

Prima di analizzare le novità è tuttavia bene capire cos’è e come funziona l’Irpef.

L’Irpef è l’imposta diretta, personale e progressiva che grava sul reddito da lavoro dipendente e di impresa, secondo quanto previsto dal testo unico delle imposte sui redditi (d.p.r. 917/1986), principale riferimento normativo in materia.

Restano cinque gli scaglioni di reddito da considerare ai fini dell’applicazione delle aliquote Irpef, che vanno dal 23% al 43%.

Dopo una Legge di Bilancio 2020 senza particolari novità, la riforma Irpef resta una delle priorità del Governo, ma sarà necessario intavolare uno studio approfondito prima di riformare il sistema fiscale italiano.

Se scaglioni Irpef e aliquote di tassazione restano immutati, alcune importanti modifiche riguardano invece il sistema di detrazioni ed agevolazioni sul reddito: è stato introdotto l’obbligo di tracciabilità delle spese detraibili ai fini Irpef, così come sarà introdotto un nuovo bonus in busta paga dal 2020.

Andiamo per gradi, analizzando innanzitutto quelle che sono le aliquote e gli scaglioni Irpef 2020, necessari per calcolare le imposte dovute sul proprio reddito, per passare poi alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio e a quelle attese.

Scaglioni e aliquote Irpef 2020

L’Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, è disciplinata dal Testo unico del 22/12/1986 n. 917, il TUIR, che delinea chi la paga, su quali redditi, e secondo quali importi.

Si tratta di un’imposta diretta, personale e progressiva:

  • l’Irpef è un’imposta diretta perché si applica al reddito percepito;
  • è personale perché è dovuta da tutti i soggetti residenti nello Stato titolari di redditi propri;
  • è progressiva, in quanto cresce all’aumentare del reddito.

La progressività dell’Irpef è garantita dal suo sistema per aliquote e scaglioni.

Ecco la tabella con gli scaglioni e le aliquote Irpef 2020:

Scaglioni Irpef 2020Aliquota Irpef 2020Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Non paga l’Irpef chi percepisce redditi in no tax area, ovvero fino a 8.174 euro all’anno.

Gli scaglioni di reddito sono la base di partenza per il calcolo Irpef 2020. Sarà applicando le aliquote alla base imponibile che si potrà calcolare l’imposta complessivamente dovuta.

Di seguito un esempio pratico e le istruzioni passo per passo per capire come funziona la tassazione Irpef.

Scaglioni e aliquote Irpef 2020: guida al calcolo

Una delle caratteristiche dell’Irpef è la sua progressività e proprio per questo, in sede di calcolo dell’imposta dovuta, a partire dal secondo scaglione in poi le aliquote si applicano solo sulla parte di reddito che eccede quello dello scaglione precedente.

Ecco tutte le regole e le istruzioni per fare il calcolo Irpef 2020 applicando le aliquote in base allo scaglione di riferimento:

  • 1° scaglione, riguarda tutti i contribuenti che hanno un reddito compreso tra 0 e 15 mila euro. Per questi cittadini l’aliquota Irpef è prevista in misura pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3450 euro. Nulla è dovuto per i redditi fino ad 8.174,00 euro (no tax area);
  • 2° scaglione, comprende tutti cittadini con reddito tra 15.001 e 28 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, riguarda i redditi compresi tra 28.001 e 55 mila euro. L’aliquota Irpef è pari al 38%;
  • 4° scaglione, che coinvolge tutti i cittadini con reddito da 55.001 a 75 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55 mila euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione, interessa i soggetti con reddito oltre i 75 mila euro, per i quali l’aliquota Irpef applicata è del 43%.

Facciamo un esempio pratico della procedura da seguire per il calcolo Irpef sui redditi 2020:

un soggetto con reddito pari a 20.000 euro dovrà corrispondere un’imposta pari a 3.450 euro (23% di 15.000) più il 27% della parte eccedente i 15.000 euro cioè 1.350 euro (27% di 5.000).

Irpef 2020, scaglioni e aliquote: procedura di calcolo step by step, ecco come procedere

Saper calcolare l’Irpef è un passo fondamentale anche per saper leggere la busta paga e per calcolare lo stipendio netto partendo dal lordo.

I lettori che intendono cimentarsi nel calcolo, sulla base del proprio scaglione e dell’aliquota Irpef 2020 di riferimento, dovranno seguire questa procedura:

  • determinare il reddito mensile, facendo concorrere alla sua formazione:
    • lo stipendio del periodo considerato, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
    • le indennità di trasferta (le relative diarie sono imponibili per la parte che eccede determinati importi giornalieri, differenziati a seconda che si tratti di trasferte in Italia o all’estero);
    • la parte imponibile delle indennità e degli assegni vari (esclusi quelli per il nucleo familiare);
  • sottrarre dal reddito mensile così ottenuto gli oneri deducibili (ad esempio l’assegno al coniuge separato corrisposto direttamente dal datore di lavoro) ottenendo così l’imponibile fiscale;
  • applicare all’imponibile fiscale così ottenuto le aliquote IRPEF previste dalla normativa vigente a seconda dello scaglione di reddito in cui ci si viene a trovare, ottenendo così l’imposta lorda;
  • sottrarre, infine, le detrazioni fiscali IRPEF previste dal Tuir per tenere conto dell’effettiva capacità contributiva del lavoratore (ad esempio le detrazioni per carichi di famiglia e/o le detrazioni fiscali per spese sanitarie).

Una volta compresi gli aspetti teorici possiamo passare alla pratica: per tutti i lettori interessati a quantificare l’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sul proprio reddito è possibile fare riferimento al nostro tool per il calcolo Irpef.

Irpef 2020, le novità della Legge di Bilancio sulle detrazioni

Se su aliquote e scaglioni non cambiano regole e parametri per il calcolo Irpef, è sul fronte di bonus fiscali e detrazioni che si segnalano alcune importanti novità.

La Legge di Bilancio 2020 a ritoccato in misura profonda le regole per fruire delle detrazioni fiscali Irpef, i cosiddetti bonus che consentono di fruire dei rimborsi d’imposta e di una tassazione minore in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Con l’esplicita esclusione delle spese sanitarie, la Legge di Bilancio 2020 riduce le detrazioni Irpef riconosciute ai contribuenti con redditi alti.

Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro e fino a 240.000 euro sarà progressivamente ridotto l’importo del rimborso Irpef riconosciuto.

Le detrazioni interessate sono quelle previste dall’articolo 15 del TUIR, come ad esempio spese scolastiche o universitarie. Il taglio non si applicherà per i seguenti oneri:

  • interessi relativi a prestiti e mutui agrari,
  • interessi passivi del mutuo per l’acquisto o costruzione della prima casa;
  • spese sanitarie.

Inoltre, chi continuerà ad aver diritto alle detrazioni fiscali dovrà fare i conti con il nuovo obbligo di tracciabilità.

Per le detrazioni Irpef del 19% sarà obbligatorio pagare con mezzi diversi dal contante, come bonifico, carte o bancomat.

In sostanza, dal 1° gennaio 2020 tutte le spese che danno luogo ad un rimborso Irpef del 19 per cento nella dichiarazione dei redditi non potranno più essere pagate con contante. In tal caso si perderà il diritto al bonus fiscale.

Soltanto alcune spese mediche saranno escluse dai nuovi obblighi. La Legge di Bilancio 2020 consente di pagare in contanti, senza rinunciare alle detrazioni fiscali, medicinali e dispositivi medici, così come le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Irpef 2020, bonus cuneo fiscale

C’è al centro l’Irpef anche nel progetto di taglio al cuneo fiscale, avviato dalla Legge di Bilancio 2020 ma che sarà strutturato da appositi provvedimenti attuativi.

L’obiettivo è quello di ridurre le tasse sui redditi da lavoro, la sua traduzione operativa ancora non è nota. Tra le ipotesi, c’è quella di introdurre un nuovo bonus in busta paga, che dovrebbe affiancarsi al credito Irpef di 80 euro.

Una delle possibilità è, inoltre, quella di trasformazione del bonus Renzi in detrazione fiscale, meccanismo che consentirebbe di superare il problema della restituzione di fine anno.

A beneficiare del bonus Renzi da luglio 2020 dovrebbero essere i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro e per questi l’effetto sarà quello di un aumento dello stipendio netto, e di una sforbiciata meno pesante all’importo della retribuzione lorda.

Riforma Irpef 2020: verso la riduzione di aliquote e scaglioni?

La Legge di Bilancio 2020 segna l’avvio di un piano di riforma destinato a far nuovamente discutere nel corso dell’anno.

Le novità sull’Irpef nel 2020 saranno tante, almeno secondo quanto dichiarato più volte dai membri del Governo. Non è la prima volta che viene avanzata l’ipotesi di riduzione di aliquote e scaglioni e sono ambedue le anime del Governo a puntare in una rivisitazione delle attuali regole di tassazione.

Sono due le idee in campo per la riforma Irpef 2020. C’è l’idea renziana di riforma fiscale, condivisa da tutta l’area Dem ed ereditata (ma non attuata) anche dal successivo Governo Gentiloni, strutturata come segue:

  • No Tax Area fino a 8.000 euro;
  • 1° scaglione Irpef: aliquota al 27,5% per redditi fino a 15.000 euro;
  • 2° scaglione Irpef: aliquota al 31,5% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 3° scaglione Irpef: aliquota al 42/43% per redditi oltre i 28.000 euro.

A questa si affianca la proposta di riforma Irpef del M5S:

  • No Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • Aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

Sarà tra queste due impostazioni che bisognerà mediare. L’unica certezza per ora è che, almeno per il momento, è totalmente archiviato il progetto della flat tax proposto prima dal Centro Destra e poi dalla Lega di Salvini.

Non ci sarà una tassa unica a prendere il posto dell’Irpef ma, già dal 2020, potremmo trovarci a dover fare i conti con nuove aliquote e scaglioni.

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