ISCRO, formazione per le partite IVA verso il via: patto di servizio presso il CPI entro 90 giorni

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Al via i corsi di formazione per le partite IVA beneficiarie dell'ISCRO: a definire le regole per l'accesso ai percorsi di aggiornamento professionale è il decreto del Ministero del Lavoro del 24 marzo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2022. Dopo la presentazione della domanda INPS ci saranno 30 giorni di tempo per contattare il centro per l'impiego. In alternativa, entro 90 giorni il CPI convocherà il beneficiario per la stipula del patto di servizio.

ISCRO, formazione per le partite IVA verso il via: patto di servizio presso il CPI entro 90 giorni

Formazione per le partite IVA beneficiarie dell’ISCRO ai nastri di partenza: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 20 aprile 2022 il decreto del Ministero del Lavoro.

Il decreto attuativo firmato il 24 marzo 2022 stabilisce regole, criteri e modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale dei lavoratori autonomi che presentano domanda per l’indennità sperimentale.

La presentazione della domanda di ISCRO equivale alla dichiarazione di immediata disponibilità (DID) e verrà trasmessa all’ANPAL, che avrà tra le altre cose il compito di monitorare la partecipazione ai percorsi di formazione.

Entro 30 giorni di tempo dalla domanda sarà necessario contattare il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio o, in alternativa, sarà il CPI a convocare il beneficiario entro il termine di 90 giorni.

ISCRO, formazione per le partite IVA verso il via: decreto attuativo in GU il 20 aprile 2022

È stato firmato dopo più di un anno rispetto al termine previsto il decreto del Ministero del Lavoro e del MEF che definisce le regole per la riqualificazione professionale dei lavoratori autonomi beneficiari dell’ISCRO, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 20 aprile 2022.

L’indennità sperimentale di cassa integrazione riconosciuta ai titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS si affianca a specifiche misure di politica attiva del lavoro, le cui regole generali sono dettate dal comma 400, articolo 1, della legge n. 178/2020.

L’erogazione dell’ISCRO da parte dell’INPS è quindi accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale da parte dei soggetti beneficiari, finalizzati al:

  • mantenimento e aggiornamento delle conoscenze, abilità e competenze possedute dal beneficiario ai fini dell’adeguamento ai mutamenti della domanda del settore di mercato di riferimento;
  • acquisizione di un livello di conoscenze, abilità e competenze incrementali rispetto a quelle inizialmente possedute, spendibili nel contesto lavorativo di riferimento e in coerenza con il fabbisogno formativo del lavoratore.

Sono questi i criteri generali previsti dal decreto attuativo, firmato il 24 marzo 2022, dopo più di un anno rispetto alla data di scadenza per l’adozione, fissata al 2 marzo 2021 dalla Legge di Bilancio 2021.

Parte quindi in ritardo uno dei progetti collegati all’introduzione dell’ISCRO, che oltre a riconoscere un sussidio economico ai lavoratori autonomi in difficoltà punta a favorire la riqualificazione delle competenze.

L’adozione del decreto è infatti solo uno dei passaggi previsti.

Regioni e province autonome avranno il compito di definire i percorsi di aggiornamento professionale, che dovranno esser messi a disposizione sui propri portali istituzionali ai fini di consentire ai beneficiari di potervi accedere.

Ministero del Lavoro e MEF - decreto firmato il 24 marzo 2022
Scarica il testo del decreto contenente i criteri per i percorsi di formazione e aggiornamento professionale dei lavoratori autonomi beneficiari dell’ISCRO

Domanda di ISCRO come la DID, entro 90 giorni convocazione al CPI per il patto di servizio personalizzato

La presentazione della domanda per l’ISCRO farà attivare la generalità delle procedure previste in materia di politiche attive per il lavoro.

L’invio dell’istanza all’INPS equivale alla presentazione della DID, la dichiarazione di immediata disponibilità che solitamente determina formalmente l’avvio dello stato di disoccupazione e consente di accedere ai servizi di reinserimento nel mondo del lavoro.

I dati relativi ai beneficiari dell’ISCRO saranno infatti inseriti nel sistema informativo unitario delle politiche attive del lavoro. Le informazioni saranno condivise con regioni e province autonome, al fine della piena attuazione del piano di reinserimento lavorativo.

Specifici adempimenti sono inoltre previsti per i titolari di partita IVA, che entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda dovranno contattare il centro per l’impiego secondo le modalità definite da regioni e province.

In alternativa, entro 90 giorni saranno convocati presso il CPI per la stipula del patto personalizzato, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 150/2015.

Poco chiare le conseguenze in caso di inadempienza: il decreto non parla di obblighi, e non prevede alcuna disciplina sanzionatoria per il lavoratore.

Quel che è certo è l’obiettivo dei corsi di formazione e aggiornamento professionale, che puntano a favorire il reinserimento lavorativo degli autonomi.

Le informazioni relative a conoscenze e competenze acquisite saranno monitorate dall’ANPAL, anche al fine della registrazione nel fascicolo elettronico del lavoratore.

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