Quali sono i corsi di formazione a disposizione delle partite IVA beneficiarie dell’ISCRO? Si attende ancora il decreto attuativo delle disposizioni introdotte dal decreto Coesione
Non si hanno ancora notizie sui corsi di formazione per la partite IVA che beneficiano dell’ISCRO, il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata dell’INPS.
Il decreto Coesione del 2024 ha rivisto le regole per la partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale ma il decreto attuativo che dovrebbe definirne il perimetro non è mai arrivato.
Nel mentre, è possibile fare riferimento a quanto disposto dal decreto del Ministero del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2022.
Nel decreto sono stabilite regole, criteri e modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale dei lavoratori autonomi che presentano domanda per l’indennità INPS.
Questo stabilisce che i corsi di formazione disponibili per le partite IVA beneficiarie dell’ISCRO devono essere inseriti nei portali istituzionali di regioni e province autonome.
ISCRO, formazione per le partite IVA: quali corsi a disposizione?
La fruizione dell’ISCRO è legata alla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale.
L’impianto di regole, in prima battuta, condizionava l’erogazione dell’indennità alla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale. Ma con le modifiche arrivate con il decreto Coesione, il n. 60 del 2024, l’obbligo formativo iniziale è diventato un aspetto accessorio.
Dalla vecchia alla nuova formulazione, però, è rimasta la necessità di fissare i contorni dei percorsi formativi con un decreto attuativo che però non è mai arrivato.
Per individuare i criteri e le modalità di definizione dei percorsi si aggiornamento professionale, infatti, si attende ancora l’apposito decreto del Ministro del Lavoro. Doveva essere adottato entro il 1° marzo 2024.
Nel mentre è possibile fare riferimento al decreto 24 marzo 2022 del Ministero del Lavoro e del MEF che ha definito le regole per la riqualificazione professionale dei lavoratori autonomi beneficiari dell’ISCRO.
Stando a quanto stabilito dall’articolo 3 del decreto del Ministero del Lavoro:
“Le regioni e le province autonome rendono consultabili sui propri portali istituzionali e per settore economico professionale, i percorsi di aggiornamento professionale effettivamente disponibili, mettendo a disposizione un’area dedicata per consultare il catalogo e iscriversi alle iniziative di interesse.”
Tali percorsi di aggiornamento professionale hanno i seguenti obiettivi:
- mantenimento e aggiornamento delle conoscenze, abilità e competenze possedute dal beneficiario ai fini dell’adeguamento ai mutamenti della domanda del settore di mercato di riferimento;
- acquisizione di un livello di conoscenze, abilità e competenze incrementali rispetto a quelle inizialmente possedute, spendibili nel contesto lavorativo di riferimento e in coerenza con il fabbisogno formativo del lavoratore.
Se da un lato è previsto il riconoscimento di un’indennità economica, dall’altro tali somme sono riconosciute per favorire la riqualificazione delle competenze.
A diversi anni di distanza, complici anche le novità mai applicate che hanno contribuito al senso di confusione generale attorno alla materia, non è facile stabilire quale sia l’efficacia degli interventi di regioni e province autonome.
Tali soggetti sono infatti stati incaricati di definire i percorsi di aggiornamento professionale, indicandoli sui propri portali istituzionali e i percorsi dovrebbero anche essere suddivisi sulla base del settore economico professionale. Tuttavia è difficile reperire tali informazioni, soprattutto perché i percorsi formativi non sembrano avere come specifica destinazione i soggetti che hanno fatto domanda per l’ISCRO.
In diversi portali sono infatti disponibili le offerte di formazione, senza indicazione sulle specifiche categorie a cui tali offerte sono rivolte.
Lo stesso vale per la piattaforma SIISL. Il Sistema Informativo per l’inclusione Sociale e Lavorativa è nato come strumento per favorire la domanda e l’offerta di lavoro, anche tramite percorsi formativi e si è ritagliato un posto in prima fila tra gli strumenti di politica attiva di cui devono servirsi le persone che beneficiano di misure di sostegno o di indennità di disoccupazione.
Anche le partite IVA beneficiarie dell’ISCRO devono utilizzare il sistema per potenziare le loro competenze e infatti, come previsto dallo stesso decreto Coesione, chi presenta domanda all’INPS concede anche l’autorizzazione a inserire i propri dati di contatto nell’ambito del sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa con l’obiettivo ultimo di arrivare alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale sulla piattaforma.
Navigando sul portale, però, le partite IVA beneficiarie dell’ISCRO ancora non compaiono tra le specifiche categorie di persone a cui il sistema si rivolge, né dall’INPS sono arrivate particolari istruzioni, come accaduto invece per l’apertura delle procedure a chi ad esempio percepisce la disoccupazione tramite Naspi o DISCOLL.
Si attende il decreto con le istruzioni per i corsi
La domanda per l’ISCRO può essere presentata, entro il 31 ottobre, da chi non ha beneficiato della prestazione nel biennio precedente.
Con l’invio dell’istanza si attiva la generalità delle procedure previste in materia di politiche attive per il lavoro, così come accade per la DID, la dichiarazione di immediata disponibilità.
I beneficiari dell’ISCRO vengono infatti inseriti nel sistema informativo unitario delle politiche attive del lavoro e nella piattaforma SIISL, con le informazioni che vengono messe a disposizione di regioni e province autonome.
I percorsi di aggiornamento professionale per il reinserimento lavorativo degli autonomi, tuttavia non sono facilmente individuabili, innanzitutto per la difficoltà di reperimento delle informazioni nei portali di regioni e province autonome ma anche per la mancata individuazione dei criteri e delle modalità di definizione dei percorsi di aggiornamento professionale demandati al citato decreto ministeriale rimasto in sospeso.
Ad oggi, infatti, non sono state predisposte specifiche sezioni destinate, esclusivamente, alla formazione dei beneficiari dell’ISCRO. Sono infatti raggiungibili esclusivamente le offerte per la generalità dei lavoratori e di chi ricerca un’occupazione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: ISCRO, formazione per le partite IVA: quali corsi a disposizione?