ISCRO, cassa integrazione autonomi in Legge di Bilancio 2021: requisiti e come funziona

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

L'ISCRO è una delle novità della Legge di Bilancio 2021: prende il via per il triennio 2021-2023 la cassa integrazione per le partite IVA iscritte alla Gestione Separata INPS, finanziata con un incremento dell'aliquota contributiva. Ecco come funziona e quali sono i requisiti per ottenere l'indennità.

ISCRO, cassa integrazione autonomi in Legge di Bilancio 2021: requisiti e come funziona

Cassa integrazione per gli autonomi, ISCRO: come funziona e quali sono i requisiti per ottenerla?

Ad istituire l’ISCRO in via sperimentale, per il triennio 2021-2023, è la Legge di Bilancio 2021. L’Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa è riconosciuta ai titolari di partita IVA iscritti alla Gestione separata INPS in possesso di determinati requisiti.

La CIG per gli autonomi prevede un assegno mensile erogato dall’INPS, per un importo che va da un minimo di 250 fino ad un massimo di 800 euro. Ad averne diritto sono le partite IVA che hanno subito perdite del 50% rispetto ai tre anni precedenti, con reddito inferiore a 8.145 euro.

L’assegno viene corrisposto ai lavoratori autonomi ed ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i quali non rientrino in altri regimi pensionistici obbligatori di base facenti capo ad altre gestioni dell’INPS o ad altri enti, pubblici o privati.

Ma andiamo a vedere, nel particolare, come funziona la cassa integrazione per gli autonomi e cosa prevede la Legge di Bilancio 2021. Si ricorda che per l’avvio dell’ISCRO è necessaria l’emanazione di decreti ministriali e provvedimenti dell’INPS.

ISCRO 2021, cos’è e a chi spetta la cassa integrazione per gli autonomi

Secondo la Legge di Bilancio 2021, la cassa integrazione ISCRO è riconosciuta, previa domanda, ai soggetti iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo e che presentano i seguenti requisiti:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti l’anno anteriore la presentazione della domanda;
  • aver dichiarato nell’anno precedente alla presentazione della domanda un reddito non superiore a € 8.145, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita Iva attiva da almeno quattro anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’attuale iscrizione alla gestione previdenziale.

ISCRO, importo e durata della cassa integrazione per le partite IVA

L’indennità è erogata per sei mensilità ed è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito dichiarato all’Agenzia delle entrate; non può in ogni caso superare il limite mensile di 800 euro e non può essere inferiore a 250 euro.

I limiti di importo sono comunque annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente.

Il contributo è applicato sul reddito da lavoro autonomo, con gli stessi criteri stabiliti ai fini IRPEF, quale risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi.

ISCRO, aumento contributi Gestione Separata INPS per la copertura finanziaria della CIG

Inoltre, al fine di assicurare la copertura finanziaria, la manovra 2021 ha previsto un aumento dell’aliquota aggiuntiva dovuta alla Gestione separata:

  • pari a 0,26 punti percentuali nel 2021;
  • pari a 0,51 punti percentuali per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

A riguardo va considerato che l’aliquota per i professionisti per il 2020 è pari al 25% che, eventualmente può essere incrementata dello 0,72% per il finanziamento dell’indennità di maternità.

ISCRO, come presentare la domanda

La domanda, in cui sono autocertificati i redditi prodotti per gli anni di interesse, deve essere presentata dal lavoratore all’INPS in via telematica entro la scadenza del 31 ottobre di ogni anno.

La CIG autonomi può essere richiesta dal 2021 al 2023 una sola volta nell’arco del triennio.

Per i dettagli, come sempre, si esprimerà prossimamente l’INPS fornendo le istruzioni operative e un modello dedicato sulla propria piattaforma.

ISCRO, i controlli

Ad oggi queste sono le informazioni in merito al controllo incrociato effettuato dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate:

  • l’INPS invia all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato domanda con l’obiettivo di verificare la sussistenza dei requisiti;
  • l’Agenzia, a sua volta, comunica all’INPS l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti reddituali e acconsente all’erogazione.

ISCRO, obblighi e oneri per i beneficiari della CIG autonomi

La chiusura della Partita Iva nel corso della corresponsione dell’indennità determina l’automatica cessazione dell’erogazione, con recupero delle mensilità eventualmente erogate indebitamente.

Il beneficio accordato dalla Cig per gli autonomi prevede inoltre la partecipazione dei lavoratori a percorsi di aggiornamento professionale.

A definire la modalità sarà un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2021, ossia il 1° gennaio 2021.

Il monitoraggio relativo alla partecipazione dei beneficiari dell’indennità ai percorsi di aggiornamento è affidata all’ANPAL.

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