IMU 2020, riduzione con comodato d’uso gratuito: come funziona

IMU 2020, riduzione del 50% con comodato d'uso gratuito: come funziona lo sconto e quando spetta? Facciamo il punto sulle agevolazioni previste in vista della scadenza dell'acconto del 16 giugno.

IMU 2020, riduzione con comodato d'uso gratuito: come funziona

IMU 2020 e comodato d’uso gratuito: l’avvio della nuova imposta sulla casa lascia inalterata la possibilità di beneficiare della riduzione del 50%.

Lo sconto IMU per i contratti di comodato d’uso non si applica a tutti, ma esclusivamente a patto di rispettare specifici requisiti. In primis, è necessario che il contratto sia regolarmente registrato e, in secondo luogo, sono previsti specifici paletti in merito ai soggetti comodatari dell’immobile.

La riduzione dell’IMU 2020 consente ai proprietari di seconda casa di beneficiare di uno sconto importante e, in vista della scadenza dell’acconto, fissata al 16 giugno, facciamo il punto su come funziona e quando spetta.

IMU 2020, riduzione con comodato d’uso gratuito: come funziona

La riduzione dell’IMU per l’immobile in comodato d’uso gratuito è una delle agevolazioni confermate dalla Legge di Bilancio 2020, con la quale è stata istituita la nuova imposta unica sulla casa.

La scadenza del 16 giugno 2020, sulla quale pende la possibile proroga su base comunale, è il primo appuntamento con la nuova IMU, ed è bene riprendere alcuni dei concetti basilari utili a capire come funziona.

Di seguito ci soffermiamo nello specifico sullo sconto IMU con comodato d’uso gratuito, per capire chi paga e quando invece si applica l’agevolazione.

La normativa di riferimento è contenuta nel comma 747, articoli 1, della legge n. 160/2019, che alla lettera c) prevede la riduzione della base imponibile al 50%:

“per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.”

Come si evince dalla disposizione in commento, sono previsti diversi limiti alla possibilità di beneficiare dello sconto IMU sulla seconda casa in comodato d’uso. Analizziamo quindi tutti i requisiti necessari.

Sconto IMU 2020 comodato d’uso: quando spetta? Solo per i contratti ad uso gratuito tra genitori e figli

Lo sconto del 50% sull’IMU 2020 spetta esclusivamente nel caso in cui il contratto di comodato gratuito sia stipulato tra genitori o figli, ovvero tra parenti in linea retta entro il primo grado.

La riduzione continua ad applicarsi, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo, ma solo in presenza di figli minori.

L’agevolazione, quindi, spetta esclusivamente nel caso in cui sia stato stipulato e registrato un contratto di comodato d’uso, che ai sensi dell’art. 1803 del Codice Civile è definito come:

“il contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile e immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.”

Riduzione IMU 2020 solo con comodato d’uso registrato

La riduzione alla metà dell’importo IMU 2020 è riconosciuta qualora il contratto di comodato d’uso gratuito sia stipulato tra parenti in linea retta di primo grado (genitori-figli) ed, inoltre, in caso di regolare registrazione dello stesso.

Lo sconto del 50 si applica dunque qualora il contratto sia stato regolarmente registrato entro 20 giorni in caso di contratto scritto o presentando richiesta all’Agenzia delle Entrate in caso di contratto verbale.

Si tratta di una delle regole fondamentali per determinare quando si ha diritto alla riduzione della base imponibile ai fini del calcolo della nuova IMU 2020.

Comodato d’uso gratuito: requisiti per la riduzione IMU 2020

Per beneficiare della riduzione di IMU al 50% dell’importo dovuto sarà necessario, inoltre, rispettare ulteriori requisiti:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso.

Niente dichiarazione IMU per la casa in comodato d’uso gratuito

Con l’articolo 3-quater della legge di conversione del Decreto Crescita è stato abolito obbligo di invio della dichiarazione per la riduzione Imu sugli immobili concessi in comodato d’uso gratuito tra parenti in linea retta di primo grado.

L’obiettivo alla base dell’eliminazione dell’obbligo di trasmettere la dichiarazione Imu segue la logica per la quale non è necessario che il contribuenti attesti il possesso dei requisiti per beneficiare di agevolazioni il cui presupposto è già noto al Comune.

Infatti, per quel che riguarda i contratti di comodato d’uso gratuito è previsto l’obbligo di registrazione, che mette l’Agenzia delle Entrate e gli enti interessati a conoscenza dei requisiti per fruire dello sconto.

Quando si paga l’IMU 2020 sulla casa in comodato

Come anticipato, le regole per beneficiare dell’agevolazioni IMU 2020 in caso di contratto di comodato d’uso sono particolarmente stringenti e limitative.

Inoltre, seppur nel rispetto dei requisiti sopra elencati, è previsto l’obbligo di pagamento in misura intera delle due imposte nei seguenti casi:

  • comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9);
  • proprietari di 3 o più immobili ad uso abitativo;
  • prima e seconda casa situate in due comuni differenti;
  • residenza in un comune e seconda casa ubicata in un comune diverso;
  • proprietari di immobili residenti all’estero;
  • immobile concesso in comodato d’uso gratuito non adibito ad abitazione principale dal comodatario;
  • contratto di comodato d’uso stipulato tra nonni e nipoti.

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