Dipendenti statali, ok del CdM sul rinnovo dei contratti 2019-21: le novità

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Il Consiglio dei Ministri il 6 aprile 2022 ha espresso parere favorevole al rinnovo dei contratti per 655.000 dipendenti pubblici. Per il settore Funzioni Centrali sono in arrivo aumenti medi mensili pari a 105 euro, oltre che 1.800 euro di arretrati, mentre per il comparto Difesa e Sicurezza gli incrementi in media saranno di 128 euro lordi al mese.

Dipendenti statali, ok del CdM sul rinnovo dei contratti 2019-21: le novità

Dipendenti pubblici, parere favorevole del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2022 al rinnovo dei contratti.

A questo punto l’iter per l’arrivo in busta paga degli agognati aumenti, almeno per quel che riguarda il comparto Funzioni Centrali, prevede soltanto alcuni passaggi formali come la certificazione della Ragioneria Generale dello Stato e infine il vaglio da parte della Corte dei Conti.

Secondo le previsioni più ottimistiche gli incrementi retributivi di circa 105 euro in media dovrebbero arrivare in busta paga a maggio, dopo la firma definitiva ad aprile.

Diverso, invece, il discorso per l’altro grande settore della pubblica amministrazione interessato dal rinnovo, ovvero la Difesa e Sicurezza che ha bisogno di un Decreto del Presidente della Repubblica per la sua approvazione, i cui schemi hanno comunque ricevuto l’ok da parte del Consiglio dei Ministri del 6 aprile.

“I rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021” - ha commentato in merito il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta - “sono il giusto riconoscimento per i dipendenti pubblici, che si sono dimostrati fondamentali per la tenuta dei servizi e della comunità durante questi anni drammatici di pandemia”.

Brunetta ha anche collegato i rinnovi all’attuazione della riforma del pubblico impiego prevista dal PNRR e al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale firmato con le organizzazioni sindacali il 10 marzo 2021.

Ma ripercorriamo in sintesi le caratteristiche e le novità dei due grandi contratti che hanno aperto la stagione dei rinnovi tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 e che complessivamente interessano 655.000 dipendenti pubblici.

Rinnovo contratto dipendenti pubblici 2019-21, le novità per il comparto Funzioni Centrali

Innanzitutto è necessario rammentare che entrambi i rinnovi contrattuali sono in effetti già scaduti perché riguardano il triennio 2019-2021.

La loro rilevanza è appunto data dal fatto che per primi arrivano dopo un periodo di stasi nella contrattazione per quel che riguarda il pubblico impiego.

Nello specifico il contratto del comparto Funzioni Centrali che riguarda 225.000 dipendenti di ministeri, agenzie nazionali ed enti pubblici non economici è stato siglato con i sindacati il 5 gennaio scorso, dopo che si era definita una pre-intesa il 21 dicembre 2021.

Il rinnovo prevede aumenti stipendiali a far data dal 1° gennaio 2021 pari a 105 euro medi per 13 mesi e la corresponsione di 1.800 euro di arretrati per la copertura del periodo di vacanza contrattuale.

Ulteriori 20 euro in media al mese a persona arriveranno dalla Legge di Bilancio 2022 che ha stanziato risorse per il nuovo ordinamento professionale: creazione dell’Area delle elevate professionalità e revisione degli ordinamenti e delle carriere.

Il testo del nuovo contratto, peraltro, prevede anche una regolamentazione del lavoro a distanza, nella doppia declinazione dello smart working senza vincoli di orario e di luogo fisico della prestazione e di telelavoro che invece richiede la definizioni di precisi orari e sedi.

Rinnovo contratto dipendenti pubblici 2019-21, le novità per il comparto Difesa e Sicurezza

Il rinnovo contrattuale del settore Difesa e Sicurezza è stato sottoscritto dalle parti il 23 dicembre 2021 e riguarda 430.000 dipendenti dello Stato. In questo caso la trattativa si è conclusa con aumenti medi di circa 128 euro lordi al mese (100 sul solo stipendio).

Ma l’aumento retributivo sarà maggiore per il corpo della Polizia Penitenziaria, per il quale l’aumento, includendo tabellari e trattamenti accessori arriva a 144 euro medi lordi.

Da segnalare la creazione della nuova indennità per il settore della cyber-difesa che si occupa della protezione informatica delle infrastrutture strategiche nazionali, a fianco a quella per il controllo del territorio per Polizia e Carabinieri, per la Polizia Penitenziaria per il servizio presso gli istituti di pena e per la Guardia di Finanza impegnata nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e, infine, le indennità operative per le forze armate.

Il rinnovo ha infine introdotto nuovi istituti a favore dei dipendenti: un esempio è costituito dal congedo solidale che consente ai i lavoratori di usufruire della cessione di ferie da parte di colleghi nel caso di assistenza a figli minori con necessità di assistenza costante, mentre un secondo caso è rappresentato dalla tutela delle dipendenti inserite nei percorsi per le vittime di violenza di genere.

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