Bonus dipendenti pubblici, cos’è l’indennità una tantum prevista dalla Legge di Bilancio 2023

Francesco Rodorigo - Pubblica Amministrazione

Nel disegno della Legge di Bilancio 2023 è previsto un bonus per i dipendenti pubblici. Si tratta di un'indennità una tantum pari all’1,5 per cento dello stipendio per 13 mensilità

Bonus dipendenti pubblici, cos'è l'indennità una tantum prevista dalla Legge di Bilancio 2023

I dipendenti pubblici riceveranno durante il prossimo anno un’indennità una tantum.

Il premio è previsto dal disegno della Legge di Bilancio 2023 e consiste in una somma pari all’1,5 per cento dello stipendio che sarà corrisposta per 13 mensilità.

Il bonus si aggiunge per il 2023 all’indennità di vacanza contrattuale già in erogazione per il 2022, cioè l’indennità prevista per l’intervallo temporale tra la scadenza del contratto collettivo e il rinnovo.

Dato che la somma sarà erogata in percentuale allo stipendio percepito agevolerà maggiormente i dipendenti pubblici che guadagnano di più.

Bonus dipendenti pubblici, cos’è l’indennità una tantum prevista dalla Legge di Bilancio 2023

Il disegno di Legge di Bilancio 2023 prevede novità anche per i dipendenti pubblici. Con l’obiettivo di sostenere i redditi, tenendo in considerazione il periodo attuale e le risorse totali a disposizione, è stato stanziato un miliardo di euro per l’erogazione di un bonus una tantum.

L’indennità sarà erogata solamente per il 2023 e sarà pari all’1,5 per cento dello stipendio per 13 mensilità.

Come confermato dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante l’audizione sul disegno della Manovra presso le Commissioni bilancio di Camera e Senato del 2 dicembre, questa somma si aggiungerà all’indennità di vacanza contrattuale già in erogazione nel 2022.

“Si aggiunge all’indennità di vacanza contrattuale già in erogazione. Tale emolumento accessorio corrisponde a circa 3 volte l’indennità di vacanza contrattuale.”

L’indennità di vacanza contrattuale è la somma che viene corrisposta, in aggiunta allo stipendio, nel periodo di tempo tra la scadenza del CCNL e il suo rinnovo.

Solo per il prossimo anno, dunque, il bonus per i dipendenti pubblici sarà erogato direttamente da parte delle Amministrazioni e ai soli fini del trattamento di quiescenza.

Pertanto, tale somma non è calcolabile ai fini dell’indennità premio di fine servizio, dell’indennità sostitutiva di preavviso, del TFR (trattamento di fine servizio) e di quella prevista dall’art. 2122 del Codice Civile (indennità in caso di morte).

Bonus dipendenti pubblici, l’indennità di vacanza non viene rivalutata all’inflazione

Il bonus per i dipendenti pubblici previsto dal disegno della Legge di Bilancio 2023 comprende gli oneri riflessi a carico delle Amministrazioni, cioè i contributi previdenziali e IRAP. Inoltre, la somma concorre alla formazione dell’importo complessivo massimo destinato al rinnovo dei contratti del pubblico impiego (art. 21, comma 1-ter, lettera e), della legge n. 196/2009).

Tale somma, però, si aggiunge all’indennità di vacanza contrattuale già in erogazione, che nel 2023 non sarà rivalutata secondo il tasso di inflazione, dato che non ci sono abbastanza risorse per farlo. La soluzione è appunto l’erogazione del bonus.

Il bonus una tantum, però, difficilmente compenserà il caro vita dato che non è sufficiente a recuperare il tasso di inflazione. Inoltre, per via del fatto che viene determinata in base allo stipendio, chi ha uno stipendio più alto riceverà un’indennità maggiore rispetto a chi guadagna di meno.

Per il personale dipendente di Amministrazioni, istituzioni ed Enti pubblici diversi dall’Amministrazione statale, l’erogazione del bonus sarà posta a carico dei rispettivi bilanci.

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