Assegno unico, limite ISEE e importo più alti dal 2023: così l’inflazione cambia le regole

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Assegno unico alla prova dell'inflazione: sia il limite ISEE che l'importo spettante aumenteranno dal 1° gennaio 2023, per adeguarsi alle variazioni dell'indice del costo della vita registrate dall'ISTAT.

Assegno unico, limite ISEE e importo più alti dal 2023: così l'inflazione cambia le regole

Assegno unico, nuovo limite ISEE e importo mensile a partire dal prossimo anno.

Il caro vita inciderà anche sulle soglie che regolano l’assegno universale per i figli a carico che, per espressa previsione normativa, è soggetto ad adeguamento annuale.

Il 1° gennaio 2023 sarà la data in cui partirà quindi il primo riallineamento tra limiti e importi dell’assegno unico sulla base della variazione del costo della vita che, tenuto conto delle ultime rilevazioni ISTAT, si assesta intorno all’8 per cento.

Come cambierà quindi l’assegno unico? Soffermiamoci sulle novità previste in materia di limite ISEE e importo spettante dal prossimo anno.

Assegno unico, limite ISEE e importo più alti dal 2023: così l’inflazione cambia le regole

Ad oggi l’assegno unico per i figli minorenni è riconosciuto per un importo pari a 175 euro mensili (maggiorazioni escluse) alle famiglie con modello ISEE di valore non superiore a 15.000 euro. Tra i 15.000 e i 40.000 euro di ISEE l’importo si riduce gradualmente, per stabilizzarsi sul valore minimo di 50 euro mensili.

Dai 18 ai 21 anni l’importo base spettante va dagli 85 ai 25 euro, ed è sempre il valore dell’ISEE a determinare l’ammontare del pagamento mensile riconosciuto dall’INPS dopo aver presentato domanda.

Il sistema dell’assegno unico prevede poi il riconoscimento di diverse maggiorazioni, calibrate in base alla condizione familiare, come ad esempio la quota aggiuntiva fissa di 20 euro mensili in caso di madre di età inferiore ai 21 anni o ancora o l’importo variabile riconosciuto alle famiglie in cui ambedue i genitori sono lavoratori.

Gli importi spettanti sono racchiusi nella Tabella 1 allegata al decreto legislativo numero 230/2021, con il quale è stato istituito a partire dal 1° marzo 2022 l’assegno unico e universale per i figli a carico.

Sul fronte dell’adeguamento dei parametri sulla base dell’inflazione bisogna far riferimento a quanto previsto dall’articolo 4, comma 11 dello stesso provvedimento, che prevede per l’appunto che gli importi indicati in tabella e le relative soglie ISEE sono soggetti a rivalutazione annuale, sulla base delle variazioni dell’indice ISTAT del costo della vita.

I parametri registrati dall’ISTAT negli ultimi mesi mostrano un’impennata dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari all’8 per cento su base annua secondo le stime preliminari pubblicate a giugno.

Come cambierà di conseguenza l’assegno unico?

Il valore ISEE per ottenere l’importo pieno dovrebbe passare da 15.000 a 16.200 euro e, mensilmente, si avrebbe diritto ad un ammontare pari a 189 euro, maggiorazioni escluse.

L’adeguamento avrà un effetto a cascata, e tutte le cifre che ruotano attorno all’assegno unico saranno quindi rimodulate a decorrere dal 1° gennaio 2023.

Assegno unico 2023, così cambiano importi e limiti ISEE per effetto dell’inflazione

Prendiamo quindi alcuni dei principali valori riportati nella tabella allegata al decreto legislativo n. 230/2021 per capire come l’assegno unico cambierà dal 1° gennaio 2023.

Nel caso di figlio minorenne e come già evidenziato in precedenza, la soglia ISEE per aver diritto all’importo massimo passerebbe a 16.200 euro, limite entro il quale il valore base dell’assegno mensile passerebbe a 189 euro, rispetto ai 175 euro previsti ad oggi.

A cambiare anche la soglia ISEE maggiore, che da 40.000 euro passerebbe a 43.200 euro e l’importo minimo mensile, che da 50 euro (valore relativo ai figli minorenni) passerebbe a 54 euro.

A cascata quindi gli ulteriori ritocchi, che stando a come previsto dalla normativa vigente interesserebbero anche le maggiorazioni.

Per i nuclei in cui ambedue i genitori sono lavoratori l’importo aggiuntivo sarebbe quindi pari ad un massimo di 32,40 euro in caso di nuclei con ISEE fino a 16.200 euro, e verrebbe riconosciuto anche in tal caso fino alla soglia dei 43.200 euro.

Al rialzo anche le maggiorazioni per i figli con disabilità e, ad esempio, per i minorenni nei confronti dei quali l’importo aggiuntivo è graduato in base al livello di non autosufficienza si passerebbe dai 105 euro per i non autosufficienti, 95 per disabilità grave e 85 per disabilità media previsti ad oggi a, rispettivamente, 113,40 euro, 102,60 euro e 91,80 euro.

Variazioni che dovranno essere confermate una volta che verrà accertato l’effettivo aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT che, stando alle premesse, difficilmente scenderà sotto la soglia provvisoria dell’8 per cento registrata a giugno.

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