Scadenze fiscali e pagamenti, novembre si apre con un lunedì di fuoco

Lunedì 2 novembre è una data chiave. Tra scadenze fiscali e pagamenti il calendario è pieno. Intanto prende sempre più forma la prossima Legge di Bilancio

Scadenze fiscali e pagamenti, novembre si apre con un lunedì di fuoco

Ottobre è terminato ma le scadenze fiscali restano. Con il 31 del mese che è caduto di sabato sono molti gli appuntamenti con il Fisco, e non solo, rimandati a novembre.

Lunedì 2 novembre è una giornata di fuoco: dalla dichiarazione dei redditi a quella dei sostituti d’imposta, passando per l’ISCRO e l’adesione al CPB.

Non solo scadenze. Lunedì è anche il giorno del pagamento delle pensioni, con un assegno che potrebbe essere più basso del solito.

Continuano i lavori per la stesura della prossima Legge di Bilancio. Il testo bollinato dalla Ragioneria disegna un quadro più chiaro delle novità in arrivo.

Le scadenze fiscali si affollano nel primo lunedì di novembre

Molte delle scadenze fiscali, e non solo, di ottobre slittano a novembre. Lunedì 2 sarà un giorno ricco di appuntamenti per imprese, addetti ai lavori e cittadini.

Domani sarà l’ultimo giorno disponibile per i contribuenti che devono ancora inviare la dichiarazione dei redditi. Deve essere inviato il modello Redditi 2026, il dichiarativo utilizzato da partite IVA, società ed enti, ma anche dai contribuenti titolari di redditi da lavoro dipendente e pensione che non hanno inviato il modello 730.

Il calendario concede un margine extra anche per completare l’invio del modello 770/2026 e l’ultima coda per la trasmissione delle Certificazioni Uniche relative ai redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione dei redditi precompilata.

Per i titolari di partita IVA è anche tempo di scegliere se aderire o meno al concordato preventivo biennale 2026/2027. Lunedì 2 novembre è l’ultima chiamata per l’adesione.

Dal punto di vista pratico, l’adesione dovrà avvenire invio telematico del “Modello CPB 2026/2027”, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 febbraio 2026, in una delle seguenti modalità alternative:

  • invio congiunto al modello ISA (relativo al periodo d’imposta 2025), in allegato alla dichiarazione dei redditi (modello REDDITI 2026);
  • invio autonomo, unicamente con il frontespizio del modello REDDITI 2026, con compilazione della casella “Comunicazione CPB” indicando con il codice 1 (“Adesione”).

Possono accedervi i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA). L’adesione al patto fiscale consente di bloccare le imposte dovute per il biennio e, in parallelo, accedere ai benefici premiali in materia di compensazioni, rimborsi e controlli.

Al 2 novembre è fissato anche il termine per la domanda per l’ISCRO. La scadenza interessa i titolari di partita IVA che intendono richiedere l’indennità riconosciuta ai lavoratori autonomi.

Pensioni in pagamento il 2 novembre: chi riceverà un assegno più basso

Non solo scadenze. Il 2 novembre è anche il primo giorno bancabile del mese il che significa che è il giorno di pagamento delle pensioni.

Come indicato nel cedolino, questo mese si concludono i conguagli fiscali risultanti dai modelli 730/2026, quindi chi ne ha diritto riceverà il rimborso mentre chi è a debito subirà la trattenuta.

Chi ha inviato tardi la dichiarazione dei redditi si trova a dover fare i conti con una procedura sprint per il versamento delle eventuali somme a debito emerse dal dichiarativo.

Bisogna pagare tutto in meno tempo rispetto a chi ha presentato subito il 730 (e ha avuto possibilità di pagare in più rate) e pesa il secondo acconto di novembre.

Sulla pensione di novembre, infatti, viene addebitato in unico pagamento il secondo acconto delle imposte sui redditi.

Manovra 2027: arriva il testo bollinato, dai giovani alle pensioni, le principali novità

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre, la Legge di Bilancio per il 2027 comincia a prendere forma. Il testo bollinato del DdL mette già ero su bianco alcuni importanti dettagli per capire quali saranno le novità per il prossimo anno e come verranno messe in atto.

Dal lato fiscale, la misura di punta è il taglio dell’IRPEF per il ceto medio che, però, avverrà in forma ridotta: il secondo scaglione (tassato al 33%) si allarga per includere i redditi fino a 55.000 euro.

Per le partite IVA arriva il potenziamento del regime forfettario, con l’estensione del limite a 100.000 euro (115.000 per la decadenza immediata) ma con esclusione dell’IVA che resta ferma a 85.000 euro.

La Manovra 2027 porterà, dunque, una mini estensione del secondo scaglione IRPEF e un potenziamento delle flat tax per le partite IVA e i benefici sono assicurati per le platee interessate, ma per Maria Cecilia Guerra (Partito Democratico), intervistata da Informazione Fiscale, il sistema fiscale dovrebbe seguire la direzione opposta: portare quanti più contribuenti possibile nel perimetro dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, spostandola dai regimi sostitutivi, e tassare tutti e tutte con un’aliquota progressiva continua, capace di modulare il prelievo in maniera più equa e graduale in base al reddito effettivo.

In arrivo anche un pacchetto di misure per giovani e famiglie:

  • si mette in campo una flat tax dell’1 per cento sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente per le persone under 30 e fino a 2.500 euro;
  • viene prevista una cedolare secca al 5 per cento per gli affitti a canone concordato che scende all’1 per cento in caso di under 35;
  • si potenzia la super deduzione per i datori di lavoro con aliquota al 140 per cento per i giovani e al 180 per cento per le lavoratrici madri;
  • il limite di esenzione dei fringe benefit per lavoratrici e lavoratori con età non superiore a 30 anni arriva a 2.000 euro, soglia già prevista per i genitori;
  • si rinnovano i bonus assunzione (giovani, donne e Zes), la detassazione per gli aumenti contrattuali e quella per straordinari e maggiorazioni legate a lavoro festivo, notturno, in turni;
  • viene potenziato il congedo parentale: si aggiunge per tutti e tutte un ulteriore mese, per un totale di quattro (previsto anche un voucher di 500 euro per gli autonomi);
  • viene resa strutturale l’esenzione dal bollo auto ma i limiti di potenza restano invariati (con l’esclusione delle famiglie numerose);
  • apertura automatica di una posizione previdenziale alimentata da un contributo statale annuo di 100 euro fino alla maggiore età.

L’incertezza maggiore arriva dal capitolo pensioni, già molto discusso nelle scorse settimane. Con la previsione di un fondo per le uscite anticipate da 850 milioni di euro appare meno probabile l’ipotesi spinta dalla Lega per una nuova versione di Quota 100 per uscire dal lavoro con 64 anni d’età e 36 di contributi, mentre sembrano più sostenibili misure spot e focalizzate su specifiche platee di beneficiari.

La stangata però arriva per i pensionati che ricevono gli assegni più alti. Dal prossimo anno, infatti, tornano i tagli alla rivalutazione delle pensioni.

Come nel biennio 2023/2024, la rivalutazione all’inflazione resta piena solo per gli assegni non superiori a 4 volte il minimo INPS (2.447,40 euro nel 2026), poi scende gradualmente all’aumentare dell’assegno secondo un meccanismo a 5 fasce di reddito.

I tagli variano da un minimo del 15 per cento a un massimo del 68 per cento per gli assegni oltre 10 volte il minimo INPS.