Scadenze fiscali dicembre 2022, protagoniste del mese l’acconto IVA e il saldo IMU

Tommaso Gavi - Scadenze fiscali

Scadenze fiscali dicembre 2022, tra i più importanti adempimenti in calendario ci sono i versamenti del saldo IMU e dell'acconto IVA. Puntuali anche gli adempimenti periodici per i sostituti d'imposta e in programma anche l'invio degli elenchi intrastat. A chiusura dell'anno la scadenza prorogata della dichiarazione IMU 2022

Scadenze fiscali dicembre 2022, protagoniste del mese l'acconto IVA e il saldo IMU

Scadenze fiscali dicembre 2022, l’ultimo mese dell’anno è caratterizzato principalmente dall’IMU e dall’IVA.

Ad aprire le danze, il 16 dicembre è il pagamento della seconda rata dell’imposta municipale unica, ovvero il saldo. L’imposta è protagonista anche del termine a chiusura del mese e dell’anno, quello del 31 dicembre: in programma la scadenza della dichiarazione IVA 2022, dopo la proroga prevista dal decreto Semplificazioni.

Nel mezzo in programma due appuntamenti canonici con il Fisco. In calendario gli adempimenti periodici per i sostituti d’imposta, chiamati a provvedere ai versamenti IRPEF, IVA e contributi INPS. Un ulteriore adempimento nel mese di dicembre è quello con l’invio degli elenchi intrastat, che in questo caso riguarda esclusivamente gli operatori intracomunitari con obbligo mensile.

A completamento del ricco calendario c’è il versamento dell’acconto IVA.

Scadenze fiscali dicembre 2022: gli adempimenti in calendario per partite IVA, dipendenti e pensionati

Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate degli adempimenti relativi al mese di dicembre 2022 definisce gli appuntamenti con il Fisco in programma.

Il punto nella seguente tabella riassuntiva.

SCADENZA ADEMPIMENTO
16 dicembre 2022 Saldo IMU
16 dicembre 2022 Adempimenti periodici IRPEF, IVA e contributi INPS
27 dicembre 2022 Invio Intrastat per soggetti con obbligo mensile
27 dicembre 2022 Versamento acconto IVA 2022
31 dicembre 2022* Dichiarazione IMU 2022

*spostata al 2 gennaio 2022.

Scadenze fiscali 16 dicembre 2022: versamento del saldo IMU

L’appuntamento con il versamento del saldo IMU, con scadenza il 16 dicembre 2022, è uno degli appuntamenti con il Fisco più importanti.

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I contribuenti obbligati devono provvedere al pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica, tenendo conto delle aliquote stabilite dal proprio Comune.

Nel caso in cui le aliquote 2022 siano aumentate rispetto a quelle stabilite per l’anno precedente, il contribuente dovrà versare anche il conguaglio ad integrazione dell’imposta pagata come acconto.

I contribuenti chiamati a pagare entro il termine che apre il calendario del mese sono gli stessi dello scorso anno.

L’imposta è dovuta dai soggetti che possiedono fabbricati, esclusa l’abitazione principale (a patto che non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), aree fabbricabili e terreni agricoli.

Così come per l’acconto si dovrà tenere presente i casi di esenzione e di riduzione: sono ad esempio esclusi dal pagamento dell’imposta i fabbricati dichiarati inagibili a causa del sisma del 2012, che ha interessato le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

Grazie al Decreto Sostegni ter è stata prorogata l’agevolazione già prevista dalla scorsa Legge di Bilancio.

Oltre alle conferme delle altre agevolazioni, novità sono previste per i coniugi con residenze separate: la sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 13 ottobre torna a riconoscere l’agevolazione per i coniugi in relazione all’abitazione principale.

Scadenze fiscali 16 dicembre 2022: adempimenti periodici IRPEF, IVA e INPS

Puntuale, il 16 dicembre 2022, il termine degli adempimenti periodici IRPEF, IVA e contributi INPS.

L’adempimento interessa le partite IVA e i sostituti d’imposta.

In merito gli adempimenti IRPEF, l’appuntamento con il Fisco è relativo al versamento delle ritenute alla fonte a titolo d’acconto operate dai sostituti d’imposta su:

  • redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese precedente. Oltre alle ritenute il sostituto d’imposta deve versare anche le addizionali comunali e regionali;
  • redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente, provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione e di rappresentanza corrisposte nel mese precedente. Il codice tributo da utilizzare è, come di consueto, 1040. Il periodo di competenza è il mese di novembre 2022.

Lo stesso modello F24 è utilizzabile per provvedere al pagamento dei contributi INPS dovuti dal datore di lavoro sulle retribuzioni pagate nel mese di novembre precedente a quello della scadenza.

Chiamate alla cassa anche le partite IVA con liquidazione mensile, le quali dovranno provvedere al versamento dell’imposta dovuta. Anche in questo caso dovrà essere utilizzato il modello F24, inserendo nella sezione “Erario” il codice tributo 6011.

Scadenze fiscali 27 dicembre 2022: invio elenchi intrastat per contribuenti con obbligo mensile

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla scadenza canonica, a causa delle festività natalizie, il 27 dicembre 2022 è in programma la scadenza per l’invio degli elenchi intrastat.

Sono interessati esclusivamente gli operatori intracomunitari con obbligo mensile.

L’adempimento consiste, come di consueto, nella trasmissione degli elenchi di riepilogo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente alla scadenza nei confronti di soggetti UE.

Le modalità per provvedere all’adempimento sono due, entrambe telematiche:

  • la presentazione delle informazioni può avvenire tramite Servizio Telematico Doganale E.D.I. (Electronic Data Interchange), il canale messo a disposizione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
  • i soggetti possono provvedere alla trasmissione telematica mediante il servizio dell’Agenzia delle Entrate.

Scadenze fiscali 27 dicembre 2022: versamento acconto IVA

A due giorni dal Natale torna l’appuntamento con l’acconto IVA, in programma il 27 dicembre 2022.

Il termine riguarda sia le partite IVA con liquidazione mensile, sia quelle con liquidazione trimestrale.

Sono tre i metodi possibili per il calcolo dell’imposta per i contribuenti chiamati all’appuntamento con il Fisco.

Il primo è il metodo storico, in base al quale deve essere versato un acconto IVA pari all’88 per cento dell’imposta corrisposta nel periodo precedente (mese o trimestre sulla base della tipologia di contribuente).

Il secondo è il cosiddetto “metodo previsionale”. L’acconto IVA in questo caso viene calcolato su una previsione delle operazioni che sono state effettuate nell’ultimo periodo dell’anno. La percentuale di imposta da versare è, anche in questo caso, l’88 per cento dell’imposta stimata.

C’è infine il metodo analitico, che prevede il calcolo sulla base delle operazioni effettuate entro il 20 dicembre 2022.

In questo caso, però, il contribuente dovrà versare il 100 per cento dell’imposta che deriva dalle liquidazioni.

Nello specifico devono essere tenute in considerazione:

  • le operazioni annotate nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) dal 1° dicembre al 20 dicembre per contribuenti mensili o dal 1° ottobre al 20 dicembre per contribuenti trimestrali;
  • operazioni effettuate, ma non ancora registrate o fatturate, dal 1° novembre al 20 dicembre;
  • operazioni annotate nel registro delle fatture degli acquisti dal 1° dicembre al 20 dicembre, per contribuenti mensili, o dal 1° ottobre al 20 dicembre per contribuenti trimestrali.

Dichiarazione IMU, la scadenza del 31 dicembre 2022 slitta al 2 gennaio 2023

Nell’ultimo giorno del mese e dell’anno si inserisce la scadenza per la dichiarazione IMU 2022, dopo la proroga prevista dal Decreto Semplificazioni.

Il termine ordinario è stabilito al 30 giugno dell’anno successivo:

  • a quello in cui ha avuto inizio il possesso dell’immobile;
  • a quello in cui sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta dovuta.

Il decreto legge del 21 giugno 2022, numero 73, ha spostato in avanti il termine.

Il rinvio è legato alla messa a disposizione della nuova modulistica per la dichiarazione IMU e le relative istruzioni.

Le novità sono arrivate con il decreto direttoriale del MEF del 29 luglio 2022, con il quale è sostituito il modello di cui al decreto del 30 ottobre 2012.

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