Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto: serve la proroga per il 91 per cento dei lettori

Rosy D’Elia - Dichiarazione dei redditi

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 legata ai contributi a fondo perduto perequativi: proroga necessaria per il 91 per cento dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio sul tema. Il termine del 10 settembre è troppo vicino per i contribuenti, ma non c'è l'intenzione di una revisione del calendario fiscale. La motivazione? Garantire una velocità dei pagamenti.

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto: serve la proroga per il 91 per cento dei lettori

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 legata ai contributi a fondo perduto perequativi: considerando la pausa estiva, il termine del 10 settembre è vicinissimo. E una proroga è necessaria per il 91 per cento dei lettori che hanno partecipato al sondaggio sul tema condotto dalla redazione di Informazione fiscale.

Dello stesso avviso sono gli addetti ai lavori, fin dall’approvazione del Decreto Sostegni bis lo scorso maggio il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha chiesto una revisione della tabella di marcia, anche alla luce della complessità degli obblighi dichiarativi di quest’anno.

Se una risposta di semplificazione, per quanto riguarda la parte che riguarda gli Aiuti di Stato, è arrivata, non ci sono spiragli di apertura sulla proroga della scadenza della dichiarazione dei redditi 2021 legata ai contributi a fondo perduto perequativi.

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto: proroga necessaria per il 91 per cento dei lettori

Il Decreto Sostegni bis ha introdotto un tris di aiuti per imprese e professionisti maggiormente colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia con il pagamento di diverse tranche fino a fine anno in presenza dei diversi requisiti richiesti.

In estrema sintesi sono state introdotti tre diversi strumenti di supporto economico:

  • i contributi a fondo perduto con pagamento automatico, riconosciuti nella stessa misura e con le stesse modalità ai beneficiari delle somme del primo DL Sostegni;
  • i contributi a fondo perduto alternativi, riconosciuti alle partite IVA con un calo pari almeno al 30 per cento dell’ammontare medio del fatturato e dei corrispettivi nel confronto dei due periodi analizzati, 1° aprile 2019-31 marzo 2020 e 1° aprile 2020-31 marzo 2021; questa forma di aiuto è accessibile anche ai beneficiari dei pagamenti automatici, ma dalla somma viene sottratto l’importo già erogato;
  • i contributi a fondo perduto perequativi, commisurati alla differenza del risultato economico d’esercizio relativo al 2020 rispetto a quello relativo all’anno di imposta 2019, sono riconosciuti al netto dei contributi a fondo perduto già ottenuti dal Decreto Rilancio in poi.

L’erogazione dei tre aiuti segue tre tempi diversi:

  • il 22 giugno sono partiti i primi bonifici automatici;
  • dal 5 luglio e fino alla scadenza del 2 settembre 2021 è possibile richiedere gli importi con il calcolo alternativo;
    * i contributi a fondo perduto perequativi dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno.

Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per rispettare questo ultimo appuntamento con il pagamento delle somme non è possibile spostare la scadenza della dichiarazione dei redditi anticipata, attualmente fissata al 10 settembre 2021, per coloro che devono richiedere gli aiuti.

Si tratta di un anticipo di oltre due mesi e mezzo rispetto al termine ordinario previsto per il 30 novembre 2021, i tempi sono troppo stretti per la maggior parte dei lettori che hanno partecipato al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale sul tema: meno del 10 per cento approva la data nella speranza che si garantisca davvero una celerità nei pagamenti.

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto: perché la proroga non arriva

Il CNDCEC fin dall’approvazione del DL Sostegni bis, pur approvando il pacchetto di aiuti, aveva chiesto una proroga del termine al 31 ottobre 2021 o l’inserimento di un termine più ampio per presentare l’istanza, non solo 30 giorni, prevedendo semplicemente la possibilità di procedere solo dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi 2021, ma senza fissare una data unica.

La richiesta era arrivata considerando due fattori in particolare: la canonica pausa estiva che riduce ulteriormente i tempi e la complessità degli obblighi dichiarativi che riguardano lo scorso anno, caratterizzato dalla diffusione della pandemia e delle novità emergenziali anche dal punto di vista del fisco e del lavoro.

Su questo ultimo aspetto, con la conversione in legge del Decreto Sostegni bis è stata introdotta una semplificazione: la detassazione prevista per bonus e contributi riconosciuti nel periodo dell’emergenza Covid-19 non si lega più al rispetto dei limiti relativi agli aiuti di Stato, e pertanto non deve essere più inserita nella dichiarazione dei redditi 2021.

Ma ai lavori per la conversione in legge del DL n. 73/2021 si guardava anche come alla giusta occasione per intervenire sulla scadenza del 10 settembre 2021.

Nessuna notizia attesa, però, è arrivata. D’altronde il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Claudio Durigon si era espresso chiaramente durante l’interrogazione a risposta immediata dello scorso 9 giugno

“Un eventuale differimento del termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi, propedeutica per la presentazione dell’istanza di accesso al contributo in esame, determinerebbe un allungamento dei tempi necessari per l’erogazione dello stesso”.

Ed è da evitare per non correre il rischio di diluire l’efficacia dei contributi a fondo perduto perequativi.

Scadenza dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto: perché la proroga è necessaria

Sul punto, però, non sono d’accordo coloro che hanno partecipato al sondaggio sulla scadenza della dichiarazione dei redditi 2021 collegata all’accesso ai contributi a fondo perduto perequativi:

“Il termine del 10 settembre non viene incontro a nessuna esigenza di rapidità dei pagamenti. Viene incontro ad esigenza di ridurre la quantità di pagamenti. Il dichiarativo è complesso quest’anno. [...] Le esigenze sono solo dell’Amministrazione”.

Commentano i lettori richiamando, in alcuni casi, anche lo Statuto dei diritti dei Contribuenti. Ma la questione, per Laura B., è ancora più ampia e riguarda il ruolo dei professionisti:

“A mio avviso stabilire un termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi al 10 settembre per chi vuole avere il contributo a fondo perduto perequativo è una umiliazione per tutti i professionisti che da oltre un anno e mezzo lavorano per ottemperare a tutti gli adempimenti e le scadenze fiscali, comprese tutte le pratiche per i vari contributi già erogati, i crediti per sanificazione, locazione ecc…ecc..

Scrivere che non viene data la proroga per far sì che i contribuenti possano avere i contributi in tempi più rapidi mette ancor più in cattiva luce i professionisti”.

Alla scadenza del 10 settembre 2021 per la dichiarazione dei redditi legata ai contributi a fondo perduto perequativi manca poco più di un mese, molto meno se si considera la sospensione feriale dal 1° al 20 agosto: una canonica tregua che, di solito, il Fisco concede.

All’orizzonte non sembrano esserci occasioni e intenzioni per stabilire una proroga. Aspiranti beneficiari e addetti ai lavori sono stretti, a vario titolo, nella morsa dei tempi. E senza una revisione del calendario fiscale, anche in extremis, eventuali ritardi nei pagamenti diventerebbero imperdonabili.

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