Salario giusto, Calderone: dettagli e istruzioni presto in una circolare INPS

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

A far luce sul nuovo concetto di salario giusto arriverà pesto un'apposita circolare INPS. Lo ha confermato la Ministra del Lavoro Marina Calderone

Salario giusto, Calderone: dettagli e istruzioni presto in una circolare INPS

Sarà un’apposita circolare INPS a definire gli aspetti operativi per l’applicazione del cosiddetto salario giusto, una delle principali novità contenute nel Decreto Lavoro approvato il primo maggio.

A confermarlo è la stessa Ministra Calderone in un’intervista rilasciata al Sole24Ore del 13 maggio.

Sarà quindi l’INPS a mettere nero su bianco il funzionamento della novità, anche alla luce dell’applicazione ai fini della fruizione dei nuovi bonus assunzione.

L’accesso ai nuovi incentivi, infatti, è condizionato dall’adozione in azienda del CCNL più rappresentativo per evitare il dumping contrattuale.

Salario giusto, Calderone: in arrivo la circolare INPS

Il decreto legge n. 62 del 2026 affida ai CCNL firmati dai sindacati più rappresentativi il compito di stabilire il trattamento economico complessivo applicato alla generalità dei lavoratori, anche in caso di applicazione di contratti diversi ma il testo ha lasciato parecchi dubbi sull’applicazione delle novità, anche per gli stessi tecnici del centro Studi di Camera e Senato.

Il tema del salario giusto si lega all’approvazione della legge n. 144/2025 che delegava il governo ad adottare provvedimenti in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva dopo il secco no alla possibile introduzione del salario minimo. Delega che però è stata fatta cadere per intervenire con le nuove disposizioni previste dal DL primo maggio.

Il decreto, dunque, ha introdotto l’obbligo di applicare il salario giusto, un trattamento economico complessivo del lavoratore dipendente non inferiore a quello definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Non solo. Chi non applica il salario giusto è escluso dai nuovi incentivi all’occupazione riscritti dallo stesso decreto, cioè gli esoneri contributivi per chi assume giovani under 35, donne e nelle aree del Mezzogiorno.

La questione è che il testo del decreto non approfondisce in dettaglio la misura e restano diversi nodi da sciogliere sul concetto di salario giusto ma anche sulle possibili le ricadute sugli esoneri contributivi.

Dubbi che, come anticipato, sono stati espressi non solo dagli addetti ai lavori ma anche dagli stessi tecnici del centro Studi di Camera e Senato che nel dossier pubblicato in vista della conversione in legge chiedono chiarimenti.

Una futura circolare applicativa dell’Inps definirà gli aspetti operativi, ma il quadro giuridico è già delineato” ha dichiarato la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, in un’intervista rilasciata al Sole24Ore.

In riferimento ai bonus assunzione, prosegue la Ministra, “il Governo ha scelto di ancorare il beneficio pubblico alla correttezza contrattuale, evitando che l’incentivo possa trasformarsi in uno strumento di concorrenza sleale”. Misure che, però, ora come ora restano inapplicabili dalle aziende che nell’incertezza navigano a vista, nonostante le rassicurazioni. Non resta che attendere la circolare dell’INPS per capire l’esatto funzionamento delle novità.

Cos’è il salario giusto e cosa cambia per aziende e dipendenti

Nella pratica, il salario giusto corrisponderà a quello che viene definito come TEC, la somma annua lorda di tutte le componenti retributive previste dal CCNL, non solo i minimi tabellari ma anche importi che si aggiungono alla retribuzione complessiva (come la quattordicesima, gli scatti di anzianità o le misure di welfare).

I contratti di riferimento saranno quelli individuati come leader per il settore d’appartenenza, siglati dai sindacati più rappresentativi.

La logica è quella di evitare il ricorso a contratti secondari (o anche “contratti pirata”), con il solo fine di prevedere condizioni normative ed economiche inferiori rispetto a quelli siglati dai principali sindacati ed evitare quindi dumping salariale.

Un concetto ribadito dalla stessa Ministra anche in occasione del question time alla Camera del 13 maggio.

“Abbiamo ritenuto necessario rafforzare la contrattazione di qualità che rappresenta lo strumento più idoneo per garantire salari adeguati. Il decreto introduce un principio di grande rilevanza: il collegamento tra l’accesso agli incentivi pubblici e il rispetto del salario giusto.”

Sulla retribuzione la Ministra si sofferma sul trattamento almeno pari a quello individuato dal CCNL più rappresentativo. “In questo si dice alla contrattazione che quel riferimento è almeno pari, perché vuol dire che certamente bisogna invece stimolare le parti a fare di più e a fare meglio”.

Alle aziende che esercitano attività scoperte dalla contrattazione collettiva è richiesta un’operazione di analogia per il corretto inquadramento dei propri dipendenti: scegliere il CCNL leader del settore più affine e applicare un trattamento complessivo non inferiore.

In aggiunta, il decreto dispone per le aziende l’obbligo di pubblicare, sugli annunci di lavoro presenti all’interno del SIISL, l’indicazione del contratto collettivo applicato con il relativo codice alfanumerico unico, la retribuzione ricollegata alla qualifica e al livello contrattuale, corrispondente alla mansione cui è adibito il lavoratore.