La rottamazione quinquies protegge i pagamenti della PA anche dopo il 31 luglio

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Il pagamento delle fatture da ricevere dalla PA è salvo grazie alla rottamazione quinquies fino alla decadenza: in caso di piano rateale il via libera dura almeno fino al 30 settembre

La rottamazione quinquies protegge i pagamenti della PA anche dopo il 31 luglio

Chi ha presentato domanda di adesione alla rottamazione quinquies ha attivato uno scudo di protezione sui pagamenti della Pubblica Amministrazione.

Le verifiche della PA prima di procedere con l’erogazione delle somme dovute a sono diventate più rigide dal 15 giugno scorso.

Ma la promessa di sanare i debiti con la definizione agevolata ha messo al riparo da eventuali blocchi e trattenute e chi ha scelto il piano rateale, anche se non rispetta la scadenza del 31 luglio, può continuare a beneficiare di questa tutela.

Rottamazione delle cartelleScadenza 31 luglio
Rata della rottamazione quater e unica rata della rottamazione quinquies Tolleranza di 5 giorni e decadenza immediata
Prima rata della rottamazione quinquies Termine perentorio, ma senza decadenza

La rottamazione quinquies: fatture alla PA salve anche dopo il 31 luglio

Per tutti e tutte coloro che hanno aderito alla rottamazione quinquies si avvicina la prova dei fatti.

Chi paga in un’unica soluzione potrà effettuare il versamento della rata dovuta entro il 5 agosto grazie al termine di tolleranza. Mentre chi corrisponderà l’importo in forma rateale, fino a un massimo di 54 tranche bimestrali, dovrà effettuare il pagamento entro la fine del mese: non è previsto alcun bonus temporale.

Allo stesso tempo, però, chi ha scelto la soluzione unica deve provvedere entro i primi di agosto per non perdere tutti i benefici previsti dalla definizione agevolata delle cartelle, compresa la possibilità di ottenere i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione senza alcun ostacolo.

Mentre coloro che hanno optato per la rateizzazione fuoriescono dal percorso della pace fiscale solo dopo due sacdenze non rispettate. Non pagare la prima rata prevista in calendario non comporta la decadenza dai benefici. Sul piano pratico ha solo due conseguenze:

  • si comincia il percorso di pacificazione con una rata di svantaggio e al secondo appuntamento mancato, svaniscono gli effetti: le somme versate saranno eventualmente considerate come un acconto sul dovuto;
  • viene meno la tutela sul DURC, Documento Unico di Regolarità Contrinutiva, e anche le certificazioni già rilasciate saranno annullate dagli uffici competenti.

Anche dopo il 31 luglio, quindi, i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quinquies con piano rateale “non saranno considerati inadempiente ai fini di cui agli articoli 28-ter e 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”, come si legge sul portale istituzionale. Le due disposizioni riguardano i pagamenti da ricevere dalla PA e il meccanismo di compensazione tra rimborsi e debiti.

Ovviamente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione non ci saranno ostacoli solo nei casi in cui i contribuenti non abbiano altre cartelle da sanare escluse da percorsi di regolarizzazione.

La rottamazione quinquies e lo scudo sui pagamenti della PA

Questo scudo protettivo, previsto anche per la rottamazione quater, da quest’anno ha assunto ancora più valore perché i meccanismi di verifica sono stati potenziati dall’ultima Manovra.

Dal 15 giugno scorso anche per pagamenti di importo sotto i 5.000 euro, le Amministrazioni sono chiamate a controllare la presenza di cartelle di importo pari ad almeno la stessa cifra.

In caso di debiti da sanare, i redditi di lavoro autonomo da corrispondere alle partite IVA vanno direttamente alla Riscossione fino a compensazione, professionisti e professioniste ricevono solo le somme residue. La novità si è aggiunta alle regole già previste per l’erogazione di compensi superiori a 5.000 euro e stipendi oltre i 2.500 euro.

La rottamazione quinquies salva temporaneamente dai diversi blocchi sui pagamenti della PA previsti dalla normativa e quest’ancora resta in campo anche dopo l’imminente scadenza del 31 luglio.

Dopo il 30 settembre, invece, chi non paga per una seconda volta perderà l’opportunità di sanare le cartelle in modo agevolato e tutti i vantaggi correlati.

Pagamento delle fatture dalla PA Verifica della situazione del professionista
Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) In presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista
Oltre i 5.000 euro Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro