Si chiude alle 23:59 di oggi, 30 aprile, il canale per presentare domanda di rottamazione quinquies 2026. La proroga resta esclusa, nonostante i numeri bassi delle richieste di adesione
La rottamazione quinquies incontra la prima fondamentale scadenza: alle 23:59 di oggi, 30 aprile, si chiude il canale telematico per presentare domanda di adesione.
Dopo i primi termini legati alla richiesta del Prospetto informativo, possibile fino a ieri tramite l’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’appuntamento odierno rappresenta la data ultima per manifestare la volontà di sanare i debiti accumulati nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 senza l’applicazione di sanzioni e interessi.
Gli ultimi giorni a disposizione sono stati accompagnati dall’attesa di una possibile proroga della scadenza, anche alla luce dei lavori in corso per la conversione in legge del Decreto Fiscale n. 38/2026.
Una speranza che però appare ormai sfumata, nonostante i primi numeri emersi in relazione alle domande trasmesse.
Rottamazione quinquies, domanda entro le 23:59 del 30 aprile 2026
Partito dal 20 gennaio, il servizio telematico per la presentazione della domanda di adesione alla rottamazione quinquies si avvia alla chiusura.
Come segnalato sulle pagine dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, le funzionalità presenti in area pubblica e in area riservata per aderire alla definizione agevolata resteranno disponibili fino alle 23:59 del 30 aprile 2026. Allo scoccare della mezzanotte, le “porte” della rottamazione si chiuderanno in via definitiva.
Solo per i danneggiati dall’emergenza Maltempo nelle regioni Calabria, Sicilia e Sardegna (platea ancora da definire), l’adesione potrà avvenire entro il mese di luglio.
Superata la scadenza per l’invio delle domande di accesso sarà possibile stilare un primo bilancio dell’impatto della misura. Stando ai primi dati a disposizione, a 10 giorni dal termine ultimo si contavano in totale 1 milione di richieste d’accesso, a fronte di una platea potenziale di 7,5 milioni di contribuenti.
Sebbene sia presto per parlare di un flop, quel che appare evidente è che i “paletti all’ingresso” avranno un peso importante sul tiraggio complessivo della rottamazione quinquies.
Da opportunità per tutti a pace fiscale per meritevoli, le “giravolte” della rottamazione quinquies
Nata come opportunità per tutti di rateizzare i debiti tributari e non in un lungo periodo temporale, la versione inserita nella Legge di Bilancio 2026 limita la platea ai carichi contenenti debiti derivanti da controlli sulle dichiarazioni regolarmente trasmesse e sui contributi INPS, con l’esclusione generalizzata delle somme emerse a seguito di accertamento.
La rottamazione circoscritta ai meritevoli che hanno dichiarato, ma non versato regolarmente le imposte dovute, si è quindi trasformata da sanatoria finale di ampio respiro a strumento circoscritto per recuperare una quota pari a 9 miliardi di euro, importo “micro” se si considera che per la rottamazione quater l’incasso stimato era pari a 53 miliardi.
Dopo il 30 aprile la palla all’AdER: entro il 30 giugno scadenze e bollettini della rottamazione quinquies
Il totale delle domande inviate entro il 30 aprile permetterà di rivedere le stime alla luce delle adesioni effettive.
Resta in ogni caso fermo che i dati diverranno effettivi solo a chiusura del piano dei versamenti, e quindi nel 2035 quando si chiuderà il piano dei 54 pagamenti rateali bimestrali concessi.
Su questo punto è utile ricordare che dopo l’appuntamento per fare domanda, la seconda data da monitorare è quella del 30 giugno 2026.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione sarà chiamata a trasmettere la Comunicazione delle somme dovute, con il piano rateale e il totale del debito depurato di sanzioni, interessi e somme aggiuntive.
Poi si passerà al 31 luglio, giorno in cui chi ha aderito dovrà versare la prima o unica rata dovuta per l’avvio effettivo della rottamazione quinquies.
Nessuna proroga per fare domanda, ma possibile una “fase due” della rottamazione quinquies
Ai punti fermi si affiancano le ipotesi, e nel work in progress delle norme tributarie non sono mancate idee, richieste e notizie anche sul fronte della scadenza per l’adesione.
In concomitanza con l’iter del Decreto Fiscale n. 38/2026, in discussione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato, è stata da più fronti avanzata la proposta di una proroga del termine per fare domanda, unitamente ad alcuni correttivi in versamento delle rate dovute.
Non sarà ritoccata la scadenza del 30 aprile per l’adesione alla rottamazione quinquies, come confermato a Informazione Fiscale dal Deputato della Lega Alberto Gusmeroli, “padre” della proposta originaria di rateizzazione lunga delle cartelle esattoriali.
La notizia in circolazione di un maggior termine, fissato al 31 luglio, non è quindi un’ipotesi concreta, almeno per quanto concerne la definizione su base “nazionale”.
Non si escluse che si vada verso una fase 2 della rottamazione quinquies, in relazione però alle sole tasse locali.
Un emendamento al DL Fiscale 38/2026, presentato in Commissione al Senato su sollecitazione dell’ANCI, prevede che per i crediti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione gli enti territoriali possano comunicare la volontà di adesione alla definizione agevolata entro il 31 luglio.
Un termine intermedio per poter attivare la pace fiscale per tributi come l’IMU o la TARI la cui riscossione è stata delegata all’Agenzia, fermo restando che spetterebbe poi ai singoli Enti stabilire i tempi specifici per l’accesso da parte del contribuente.
Si tratta di una proposta in discussione, che potrebbe estendere il perimetro della definizione agevolata locale senza però modificare le regole messe ad oggi nero su bianco per i carichi relativi a debiti tributari e contributi INPS inclusi nella rottamazione quinquies.
La dead line per salire sul treno della pace fiscale non è quindi destinata a cambiare: superato il termine ultimo del 30 aprile, non sarà più possibile fare domanda. Salvo, ovviamente, sorprese dell’ultim’ora.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies, verso lo stop alle domande in attesa di una proroga che non c’è