La rottamazione quinquies è cucita su misura: l'importo del debito, stornato di sanzioni e interessi, determinerà la durata e il piano delle rate. A fare i conti sarà l'AdER entro il 30 giugno 2026
La rottamazione quinquies si avvia verso la fase delle ultime valutazioni prima di fare domanda.
La scadenza per l’adesione è fissata al 30 aprile 2026 e nel mese e mezzo circa che resta è fondamentale analizzare tutti i “tasselli” che compongono il mosaico di regole della nuova definizione agevolata.
Tra queste vi è la soglia minima di 100 euro per ciascuna rata dovuta, fattore che cucirà il piano di rientro sulla base dell’importo del debito dovuto. A fare i conti sarà l’Agenzia delle Entrate Riscossione, entro la scadenza del 30 giugno 2026.
Rottamazione quinquies 2026, la rata minima di 100 euro determina la durata
A caratterizzare la rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, è il piano lungo di rientro. Chi presenta domanda potrà scegliere di versare le somme dovute in un’unica soluzione o in un massimo di 54 rate a cadenza bimestrali.
Il piano dei pagamenti partirà il 31 luglio 2026 per arrivare a conclusione il 31 maggio 2035: la definizione agevolata in rampa di lancio consente quindi di mettersi in regola in un lasso temporale massimo di nove anni.
La durata però sarà determinata sulla base del valore del debito complessivamente dovuto, con un piano cucito su misura per ciascun contribuente.
Ciascuna rata non potrà infatti essere di importo inferiore a 100 euro, tenuto conto di quanto previsto dal comma 92, articolo 1 della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). Questo comporta quindi che più alto sarà il valore del debito rottamato, maggiore sarà la durata del piano di rientro.
Al contrario invece, in presenza di importi bassi, la rottamazione quinquies arriverà a chiusura in tempi celeri.
Ad esempio, in caso di importo dovuto pari a 1.000 euro, saranno concesse un totale di 10 rate, con chiusura dei versamenti a gennaio 2028.
Il piano massimo di dilazione scatterà in caso di importi dovuti pari o superiori a 5.400 euro.
Rottamazione quinquies in versione slim per molti: lo confermano i dati
Per molti contribuenti la rottamazione quinquies sarà in versione ristretta, e la conferma arriva dai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Sul totale del magazzino delle somme da riscuotere alla data del 31 gennaio 2025, il 76,1 per cento dei crediti appartiene proprio alla fascia fino a 1.000 euro.
Il 16,9 per cento riguarda invece crediti fino a 5.000 euro, e solo il restante 7 per cento è relativo a valori superiori.
Il totale del conto dovuto entro il 30 giugno 2026
La durata effettiva del piano di rateazione, calibrato caso per caso, sarà comunicata dall’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 30 giugno 2026.
Questa la dead line entro la quale l’AdER trasmetterà ai debitori che hanno presentato domanda la comunicazione delle somme dovute, contenente l’importo delle singole rate e la data di scadenza di ciascuna di esse.
La regola della rata minima di 100 euro rende questa data centrale.
I calcoli effettuati dal Fisco dovranno infatti tener conto dello stralcio delle somme dovute a titolo di interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio, così come bisognerà scomputare dal debito eventuali somme versate in precedenza, ad esempio in caso di rateazioni in corso.
L’appuntamento con l’invio del documento di dettaglio con le somme e le scadenze da rispettare assume quindi rilevanza centrale per poter valutare l’effettivo “impatto” della rottamazione quinquies sui propri conti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies 2026, un piano cucito su misura: scadenze e importi entro il 30 giugno