Non c'è un elenco consultabile online dei comuni che hanno aderito alla rottamazione quinquies 2026 e da Nord a Sud sono pochi gli Enti che hanno già deliberato. Lo stato dell'arte della definizione a ostacoli delle tasse locali
La rottamazione quinquies delle tasse locali è legata alle scelte dei comuni.
Fare un quadro degli Enti che hanno già detto sì alla definizione agevolata non è certo semplice. Attualmente non è disponibile un elenco dei territori che “agganceranno” alla rottamazione nazionale una procedura analoga di definizione delle entrate di propria competenza.
Pesa l’assenza di scadenze per deliberare, aspetto che lascia nell’incertezza i cittadini con debiti per IMU, TARI o multe.
Quel che è certo è che si procede per fasi, anche tenuto conto della necessità dei comuni di calibrare l’impatto della rottamazione quinquies sui propri bilanci.
Rottamazione quinquies 2026, scelte dei comuni da attenzionare
Mentre la rottamazione quinquies “nazionale” per i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione si avvia verso la fase delle scelte finali, tenuto conto della scadenza per l’adesione fissata al 30 aprile 2026, sul fronte locale lo scenario è ancora incerto.
Per avere certezze sull’adesione alla rottamazione quinquies da parte dei comuni sarà necessario attendere non solo le valutazioni degli enti sugli effetti sul bilancio, ma anche i tempi tecnici per la formalizzazione delle scelte.
L’adesione alla definizione agevolata dovrà passare da una specifica delibera, da pubblicare in primis sul portale istituzionale del comune e, poi, sul sito del Ministero dell’Economia.
Già attualmente, all’interno del portale del Dipartimento delle Finanze (MEF), nella sezione “Regolamenti e delibere tributarie” è possibile selezionare la voce “Definizione agevolata”.
La sezione risulta però al momento priva di contenuti per la generalità dei comuni. Un passaggio che può essere considerato normale, tenuto conto dell’iter che porterà all’approvazione delle delibere da parte degli enti e, successivamente, all’invio telematico dei documenti al MEF.
Nessuna scadenza su carta per la rottamazione delle tasse locali
Quel che pesa è però l’assenza di tempi certi. Come noto infatti, a differenza delle precedenti forme di rottamazione, l’edizione quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026 lascia ai comuni ampia libertà di scelta, senza fissare scadenze specifiche.
Una discrezionalità dovuta alla necessità di rispettare l’equilibrio di bilancio, che rischia però di trasformarsi in un limbo per i cittadini alla ricerca di conferme sulla possibilità - o meno - di sanare a costo ridotto le pendenze relative ai tributi locali.
A confermare l’assenza di vincoli temporali è stata anche la nota pubblicata dall’IFEL lo scorso 27 gennaio, nella quale si evidenzia che il regolamento comunale di istituzione della definizione agevolata non risulta ancorato ai termini di approvazione del bilancio di previsione e pertanto potrà essere deliberato in qualsiasi momento dell’anno.
Arrivano intanto i primi sì alla rottamazione quinquies: lo stato dell’arte
In uno scenario carico di incertezze, è bene però evidenziare i primi passi concreti che si registrano a macchia di leopardo.
Il Comune dell’Aquila ha formalizzato in tempi record la scelta di aderire alla rottamazione quinquies, con l’approvazione della delibera l’11 febbraio 2026 da parte del Consiglio comunale. Bisognerà ora attendere la messa a disposizione della modulistica per fare domanda, entro la scadenza del 31 dicembre 2026.
Semaforo verde anche per i residenti nei Comuni di Pagani e San Marzano sul Sarno (Salerno).
Apertura anche da parte del Comune di Reggio Calabria, nel quale da marzo è partito l’iter per l’approvazione della delibera per formalizzare l’applicazione della rottamazione quinquies.
Nelle grandi città invece si procede per fasi, e con tempistiche lunghe.
Ad esempio, nel Comune di Milano la discussione resta aperta, con una mozione a firma della Consigliera Annarosa Racca (Lega) sulla quale si è in attesa di dettagli.
Alcuni segnali positivi arrivano anche dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il quale in un’intervista rilasciata all’emittente locale TV Luna ha spiegato che il tema sarà oggetto di approfondimenti per valutare l’impatto della procedura sul bilancio del Comune.
Nel limbo invece i residenti nel Comune di Roma: al momento non si registrano passi in avanti.
Il panorama della rottamazione-quinquies locale resta quindi un cantiere aperto.
Se per i debiti erariali la strada è già tracciata, per i tributi comunali la parola d’ordine è pazienza: il consiglio per i contribuenti è di monitorare con frequenza l’Albo Pretorio del proprio Comune e il portale del MEF.
Solo la pubblicazione della delibera, infatti, potrà trasformare l’attuale limbo normativo in una reale opportunità di risparmio.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies 2026, la babele delle scelte dei comuni sulle tasse locali