Ristori turismo 2022 nel DL Sostegni ter: gli aiuti approvati sono al di sotto delle aspettative

Rosy D’Elia - Fisco

Ristori turismo 2022, il pacchetto inserito nel Decreto Sostegni ter soddisfa solo in parte le aspettative del Ministro Garavaglia. Le richieste erano altre, dalla CIG Covid al bonus affitto. Ma l'esclusione di una parte degli aiuti era prevedibile: una panoramica delle novità inserite nel provvedimento emergenziale approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 gennaio.

Ristori turismo 2022 nel DL Sostegni ter: gli aiuti approvati sono al di sotto delle aspettative

Ristori turismo 2022: il Ministro Garavaglia aveva richiesto un pacchetto di aiuti molto ampio a supporto del settore che attraversa una nuova e difficile fase con la quarta ondata della pandemia.

Ma, come era prevedibile, con le novità introdotte dal Decreto Sostegni ter le richieste, dall’estensione della CIG Covid almeno fino a marzo 2022 al bonus affitto per i primi sei mesi dell’anno, sono state soddisfatte solo in parte.

Ristori turismo 2022 nel DL Sostegni ter: gli aiuti approvati sono al di sotto delle aspettative

Circa 10 giorni fa, il premier Mario Draghi sui nuovi sostegni alle imprese dei settori più colpiti era stato chiaro: “stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia”, ma bisogna partire dalle misure già approvate con la Legge di Bilancio 2022.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri faceva riferimento, tra le altre cose, a due novità della Manovra:

  • il Fondo per gli operatori economici del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, gravemente colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19 con un bacino di risorse pari a 150 milioni di euro;
  • le possibilità offerte dalla riforma degli ammortizzatori sociali che ha aperto le porte della cassa integrazione anche ad aziende più piccole.

Quello che c’è già, però, non basta. E lo aveva ammesso anche lo stesso Mario Draghi, per questo motivo con il Consiglio dei Ministri del 21 gennaio 2022 è stato approvato l’ennesimo provvedimento emergenziale, il Decreto Sostegni ter.

Il testo, disponibile ancora solo in versione di bozza, prevede una serie di aiuti per il settore del turismo, che insieme allo spettacolo e alla moda, è uno di quelli che risente maggiormente dell’andamento della pandemia.

In sintesi le novità approvate, riepilogate anche sul portale istituzionale del Ministero del Turismo:

  • viene potenziato il Fondo Unico Nazionale Turismo già previsto dalla Legge di Bilancio con 100 milioni di euro;
  • fino al 31 marzo 2022 viene confermato l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, fino a un massimo di tre mesi, per le assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • viene confermato il bonus affitto per gli operatori del settore da gennaio a marzo 2022;
  • viene prorogata la scadenza dei bonus terme al 31 marzo 2022;
  • viene introdotto un esonero dal pagamento della contribuzione addizionale per l’accesso alla cassa integrazione destinato a specifiche categorie di datori di lavoro;
  • vengono riservati ai parchi tematici 20 milioni di euro.

Rispetto a un anno fa, quando si studiava il Decreto Ristori 5 poi bloccato dalla crisi di governo, la situazione è cambiata ma continua ad avere conseguenze economiche forti: le restrizioni sono molto meno rigide, ma l’altissimo numero di contagiati sta creando in molti territori un effetto lockdown.

Ed è proprio in questo contesto che avevano preso vita le richieste di cui si è fatto portavoce e promotore Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo che sono state soddisfatte solo in parte:

“Insomma, si poteva avere di più. Ma il meglio, talvolta, è nemico del bene. Ulteriori interventi verranno avviati con le risorse a disposizione del ministero. Insomma, un bicchiere pieno a metà”.

Con queste parole sono state commentate le novità introdotte.

Ristori turismo 2022 nel Decreto Sostegni bis: cosa aveva chiesto Garavaglia, dalla CIG Covid al bonus affitto

Durante le interrogazioni a risposta immediata che si sono il 19 gennaio 2022 presso la X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, il Ministro aveva posto l’accento, come si legge nel comunicato stampa pubblicato sul portale istituzionale, su “alcuni degli obiettivi” al centro del lavoro di queste ultime settimane:

  • il bonus affitto per gli operatori turistici, sia per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo sia per quelli relativi all’affitto d’azienda, per i primi sei mesi del 2022;
  • la proroga della cassa integrazione Covid per il settore turistico fino al 31 marzo 2022 con l’introduzione di un ulteriore periodo di 13 settimane di Assegno ordinario (ASO) e di Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD), in favore dei datori di lavoro del comparto turistico che sono costretti a interrompere o ridurre l’attività produttiva per eventi legati all’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • l’esenzione dal versamento della prima rata dell’IMU per gli immobili adibiti ad uso turistico-ricettivo;
  • una proroga della moratoria di mutui e prestiti, prevista dall’articolo 56 del DL n. 18 del 17 marzo 2020, per le imprese che operano nel comparto turistico.

Il pacchetto di sostegni proposto, quindi, era ben più ricco rispetto a quello approvato. Ma d’altronde, volendo confrontare ancora una volta la situazione attuale con quella del 2021, le risorse messe in campo per questo nuovo provvedimento emergenziale di inizio anno sono di gran lunga più ristrette.

Si parla di ristori per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro: ad ogni settore, quindi, arrivano cifre in milioni. E il turismo, di certo, non è l’unico a richiedere gli aiuti.

Ristori turismo 2022 e novità sull’accesso alla cassa integrazione nel Decreto Sostegni ter

Appariva, quindi, già in principio molto difficile che nell’immediato si potessero raggiungere tutti gli obiettivi previsti da Massimo Garavaglia, anche considerando la posizione del premier Mario Draghi.

La necessità di prevedere nuovi ristori e sostegni era fuori discussione. Così come era fuori discussione la necessità di affidarsi prima di tutto a quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2022.

E infatti l’assenza di una nuova proroga della CIG Covid non sorprende, nonostante l’allarme lanciato da Federalberghi durante l’audizione sul decreto Milleproroghe 2022 del 18 gennaio: “se non interverrà con urgenza una proroga della cosiddetta cassa Covid saranno a rischio oltre 500mila lavoratori e le loro famiglie”.

La riforma degli ammortizzatori sociali è stata disegnata proprio sulla base delle esigenze emerse durante la pandemia e con l’obiettivo di affrontare l’evidente e persistente periodo di crisi e allo stesso tempo di uscire da una logica emergenziale.

D’altronde lo stesso Ministro del Turismo, durante l’interrogazione del 19 gennaio 2022 aveva sottolineato le possibilità offerte dalla Manovra appena approvata.

“Sul tema, rappresento anche che nella legge di bilancio n. 234 del 2021, è stata:

  • fatta salva, per le imprese esercenti attività commerciali e le agenzie di viaggio e turismo, inclusi gli operatori turistici, la possibilità di utilizzare il Fondo di integrazione salariale (FIS) che garantisce l’assegno di solidarietà finanziato con i contributi del datore di lavoro;
  • disposta la modifica della CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria), estendendola, con un unico massimale di euro 1.199,72, a tutti i settori e riconoscendola a tutte le imprese con più di 15 dipendenti per le causali di riorganizzazione aziendale, crisi aziendale e contratto di solidarietà;
  • prevista l’estensione del contratto di espansione alle imprese di minore dimensione, con proroga al 2023 e ampliamento del campo di applicazione anche alle imprese con almeno 50 addetti”.

E infatti l’intervento sulla cassa integrazione che arriva con il Decreto Sostegni ter interviene su quello che già c’è.

Viene, infatti, previsto un esonero dal pagamento della contribuzione addizionale, pari al 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, e pari 4 per cento in caso di FIS, Fondo di Integrazione Salariale.

L’agevolazione è destinata ai datori di lavoro di specifici settori riportati nella bozza del testo approvato.

Settori Attività
Turismo Alloggio (codici ateco 55.10 e 55.20)
Agenzie e tour operator (codici ateco 79.10, 79.20 e 79.90)
Ristorazione Ristorazione su treni e navi (codi ateco 56.10.5)
Catering per eventi, banqueting (codici ateco 56.21.0)
Mense e catering continuativo su base contrattuale (codici ateco 56.29)
Bar e altri esercizi simili senza cucina (codici ateco 56.30)
Ristorazione con somministrazione (56.10.1)
Parchi divertimenti e parchi tematici (codici ateco 93.21)
Stabilimenti termali (codici ateco 96.04.20)
Attività ricreative Discoteche, sale da ballo night-club e simili (codici ateco 93.29.1)
Sale giochi e biliardi (codici ateco 93.29.3)
Altre attività di intrattenimento e divertimento (sale bingo) (codici ateco 93.29.9)
Altre attività Trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane e altre attività di trasporti terrestri di passeggeri nca (codici ateco 49.31 e 49.39.09)
Gestione di stazioni per autobus (codici ateco 52.21.30)
Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano (codici ateco 49.39.01)
Attività dei servizi radio per radio taxi (codici ateco 52.21.90)
Musei (codici ateco 91.02 e 91.03)

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