Riscatto laurea, quanto costa e a chi conviene

Quanto costa e a chi conviene il riscatto della laurea agevolato introdotto dal decreto sulla quota 100? Gli under 45 pagheranno fino al 55% in meno, ma è bene fare alcuni calcoli sulla reale convenienza di un investimento non sempre vantaggioso.

Riscatto laurea, quanto costa e a chi conviene

Il costo per il riscatto degli anni di laurea sarà pari a circa 5.241 euro per ciascuno degli anni di studi e grazie alle agevolazioni previste dal decreto sulla quota 100 il risparmio conseguibile nel 2019 e fino al 2021 sarà pari al 55%.

È la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ad aver effettuato il calcolo di quanto costa il riscatto della laurea agevolato per gli under 45, e sicuramente conviene fare domanda a chi intende valorizzare gli anni di studio ai fini pensionistici.

Tuttavia vi sono una serie di variabili da considerare: l’età dell’assicurato, gli anni di contributi versati o che si ipotizza di versare fino al raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione nonché l’importo complessivo dovuto e la possibilità di investire in fondi pensionistici privati.

Con il riscatto della laurea introdotto dal decreto sulla quota 100, inoltre, non aumenterà il montante contributivo e quindi l’importo della pensione. Chi sceglierà di sostenere il costo, pari ad oltre 25.000 euro per la valorizzazione di cinque anni di studio, aumenterà soltanto la propria anzianità contributiva.

Riscatto laurea, costo superiore a 25.000 euro. Ecco i calcoli e quanto si risparmia

È la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ad aver effettuato il calcolo di quanto costa il nuovo riscatto della laurea light, introdotto dal decreto legge su reddito di cittadinanza e quota 100.

Grazie alle agevolazioni previste in via sperimentale dal 2019 e fino al 2021, il prezzo da pagare per il riscatto della laurea per un lavoratore di età pari a 44 anni e con retribuzione lorda di 35.000 euro sarà pari a circa il 55% in meno rispetto al costo ordinario.

Il costo per il riscatto di ciascun anno di laurea sarà pari a 5.184 euro (applicando il minimale della Gestione Artigiani e Commercianti all’aliquota IVS vigente, pari al 33%).

Nell’esempio riportato, relativo ad un lavoratore in regime contributivo, il risparmio rapportato al riscatto ordinario è evidente ed è pari ad oltre la metà. Senza le agevolazioni introdotte dal decreto sulla quota 100, il costo per il riscatto sarebbe pari a 11.550 euro per anno.

Inoltre il costo dell’onere da riscatto pagato potrà essere portato in detrazione fiscale Irpef per il 50% della somma pagata e il rimborso sarà effettuato in cinque rate annuali di pari importo.

Costo riscatto laurea pari ad oltre 25.000 euro per 5 anni

In sostanza, per un lavoratore che intende riscattare i 5 anni di studio universitario, il costo per il riscatto della laurea sarà pari ad oltre 25.000 euro, 25.920 euro per essere precisi.

Non sono chiare, poi, le regole sulla rateizzazione: il testo del decreto circolante ad oggi parla di un massimo di 60 rate, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro.

Prendendo sempre l’esempio di cui sopra, l’importo di ciascuna delle rate dovute sarebbe pari a 432 euro, una somma non da poco.

Conviene riscattare gli anni di laurea? Ecco perché è un investimento rischioso

La possibilità di beneficiare di agevolazioni per riscattare gli anni di laurea ha suscitato un notevole interesse da parte dei tanti lavoratori che durante il proprio corso di studi universitario non hanno versato contributi e che si sono trovati gioco forza ad entrare più tardi nel mondo del lavoro.

A questo punto proviamo a capire quando e perché conviene il riscatto della laurea e quali i casi in cui l’investimento rappresenta un rischio più che un’opportunità.

In linea generale, riscattare gli anni di studio conviene per due diverse ragioni:

  • consente l’accredito di più anni di contributi (vantaggio soprattutto per l’accesso alla pensione anticipata);
  • permette di aumentare il montante contributivo (e di conseguenza l’importo della pensione).

In primo luogo è bene sottolineare che il riscatto light previsto dal decreto su reddito e quota 100 consente soltanto di aumentare gli anni di contributi ma non avrà effetti sul calcolo dell’importo della pensione.

Già partendo da questa constatazione diventa facile sostenere che nonostante la detrazione e lo sconto, i più giovani potrebbero non trovare reali vantaggi nel riscattare gli anni di laurea. Sebbene è possibile incrementare di 5 anni gli anni di contributi accreditati presso la Gestione di appartenenza, è pur vero che il reale vantaggio del riscatto non è tanto nella maturazione dei requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ma soltanto per le forme di anticipo.

Farsi carico oggi di una spesa di circa 25.000 euro, tenuto conto di uno scenario previdenziale tutt’altro che stabile, rappresenta (a parere di chi scrive) un rischio più che un’opportunità.

La considerazione di cui sopra è pressoché simile anche per i lavoratori meno giovani, e anche per chi ha dai 40 anni in poi è difficile ipotizzare quali saranno le misure in materia di pensione anticipata per i prossimi anni.

Proprio per questo sono in tanti a chiedere che sia aumentata l’età massima per accedere agli sconti previsti: il vantaggio del riscatto della laurea sarebbe immediato già portando il limite a 55 anni, considerando la possibilità di accedere alla quota 100 con 62 anni di età a 38 di contributi fino al 2021.

Negli altri casi, più che sostenere il costo del riscatto della laurea, potrebbe essere più conveniente aderire a forme di previdenza complementare. Il versamento di una quota ad un fondo pensione (al quale è possibile scegliere anche di destinare il TRF) garantisce oltre che un’integrazione all’importo della pensione ordinaria, anche la possibilità di deduzione dal reddito di un importo massimo annuo di 5.164,57 euro.

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