Quota 100, pace contributiva per il riscatto di laurea e contributi. Ecco come funziona

Quota 100 con pace contributiva per il riscatto della laurea e dei contributi. Le novità nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2019.

Quota 100, pace contributiva per il riscatto di laurea e contributi. Ecco come funziona

Quota 100 e pace contributiva per il riscatto di laurea e contributi: la novità è ufficiale ed è contenuta nel decreto approvato dal Governo il 17 gennaio 2019.

La pace contributiva per riscattare i contributi sarà una misura sperimentale che consentirà ai lavoratori di riscattare in tutto o in parte i periodi non coperti da contribuzione presso nessun Ente. La novità prevista ai fini dell’accesso alla quota 100 partirà nel 2019 e sarà ammessa fino al 2021.

È il decretone che oltre alle novità sulle pensioni ha dato il via anche al reddito di cittadinanza ad illustrare tutti i dettagli: i contributi potranno essere riscattati da tutti coloro che hanno iniziato a lavorare a partire dal 1° gennaio 1996 e che rientrano quindi in toto nel metodo di calcolo contributivo.

Quota 100, pace contributiva per il riscatto di laurea e contributi. Ecco come funziona

Per capire come funziona il riscatto di laurea e contributi previsto dalla pace contributiva è bene partire analizzando le novità previste dal decreto sulla quota 100.

All’interno del testo approvato dal Governo il 17 gennaio 2019 è previsto che dal 2019 al 2021 i lavoratori dipendenti gli iscritti all’INPS, così come gli autonomi, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione potranno riscattare i contributi dei periodi scoperti.

Il riscatto potrà essere effettuato per i periodi compresi tra la data del primo e quello dell’ultimo contributo accreditato, non già coperti da contribuzione versata in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria.

Riscatto agevolato anche per gli anni di laurea al fine di incrementare l’anzianità contributiva, ma esclusivamente per gli under 45. Il calcolo della somma da pagare dovrà essere effettuato considerando, per ognuno degli anni da riscattare, il livello minimo imponibile annuo (art. 1, comma 3 della legge n. 233/1990), moltiplicato per l’aliquota prevista per i lavoratori dipendenti.

Sono 5 al massimo gli anni che sarà possibile riscattare accedendo alla pace contributiva, con pagamento in un massimo di 60 rate mensili di importo pari a 30 euro minimo ciascuna.

Riscatto laurea e contributi con detrazione del 50 per cento

La domanda per il riscatto dei periodi non coperti da contributi potrà essere presentata dall’assicurato, dai suoi superstiti o dai parenti ed affini entro il secondo grado.

Come sopra anticipato sarà possibile pagare a rate, massimo 60, sulle quali non si applicheranno interessi. L’importo dovrà invece essere versato in un’unica soluzione qualora i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l’accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari; qualora ciò avvenga nel corso della dilazione già concessa, la somma ancora dovuta sarà versata in unica soluzione.

L’importo dovuto, che sarà calcolato dall’INPS in base alle regole previste dal comma 5, articolo 2 del decreto legislativo n. 184 del 30 aprile 1997 potrà essere portato in detrazione fiscale del 50% e l’importo riconosciuto sarà rimborsato in cinque rate annuali di pari importo.

Riscatto laurea e contributi anche dal datore di lavoro con deduzione dal reddito

Anche le imprese vengono coinvolte nel progetto di pace contributiva: il riscatto di laurea e contributi potrà essere sostenuto dal datore di lavoro dell’assicurato utilizzando i premi di produzione spettanti al lavoratore.

L’importo versato all’INPS potrà essere dedotto dal reddito d’impresa e per il lavoratore non concorrerà alla determinazione del reddito d’impresa, fino al limite di cui all’articolo 51, comma 2 lettera a del DPR n. 917/1986 (3.615,20 euro).

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