Regime forfettario, dal 2026 stop allo sconto sui controlli per chi usa la fattura elettronica

Il regime forfettario perde lo sconto sui controlli legato all'uso della fattura elettronica: la novità è contenuta nello schema di Decreto correttivo Omnibus, con decorrenza dal 2026

Regime forfettario, dal 2026 stop allo sconto sui controlli per chi usa la fattura elettronica

Il regime forfettario perde lo sconto sui controlli legato all’uso della fattura elettronica.

La novità è contenuta nello schema (in bozza) del Decreto correttivo Omnibus legato alla riforma fiscale, che all’articolo 20 cancella la riduzione di un anno dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali.

Il perché è evidente: con l’estensione erga omnes dell’e-fattura, anche per le partite IVA minori, la disposizione premiale in vigore dal 1° gennaio 2020 legata all’uso facoltativo delle modalità digitali perde valore.

Regime forfettario, dal 2026 stop allo sconto sui controlli per chi usa la fattura elettronica

Approvato in esame preliminare nel corso del Consiglio dei Ministri del 10 giugno, e atteso ora al vaglio delle Commissioni competenti di Camera e Senato, il Decreto correttivo Omnibus aggiusta il tiro su alcune delle misure introdotte nell’ambito della riforma fiscale.

Rientra nel calderone delle novità legate all’attuazione della legge delega n. 111/2023 anche lo stop al regime premiale in materia di controlli per i forfettari che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche.

Come evidenziato nella bozza di relazione illustrativa allo schema di decreto, la norma si inserisce tra le misure che puntano a semplificare il procedimento amministrativo, anche se a ben vedere si tratta di una misura di coordinamento che pare essere sfuggita nel lavoro di progressiva estensione degli obblighi di fatturazione elettronica anche per le partite IVA minori.

Regime forfettario, cinque anni per i controlli anche per chi usa la fattura elettronica

Dal punto di vista pratico la disposizione cancella la riduzione di un anno dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali, disposizione che diverrà operativa per i controlli sui periodi d’imposta dal 2026 in avanti.

Si tratta dell’incentivo all’uso della fatturazione elettronica introdotto dal 2020 e disciplinato dal comma 74 della Legge n. 190/2014, indirizzato ai contribuenti in regime forfettario che sceglievano volontariamente di emettere solo fatture tramite il SdI.

In sostanza, alla volontarietà del passaggio al digitale si è affiancato negli ultimi anni un incentivo in termini di poteri di controllo per il Fisco, con la riduzione di un anno del termine standard di cinque anni per l’accertamento delle dichiarazioni.

La riduzione dei termini ha rappresentato quindi per i titolari di partita IVA un incentivo a usare la fatturazione elettronica quando non erano obbligati a farlo.

L’estensione dell’e-fattura cancella il premio, ma solo dal 2026

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria per tutti i forfettari (indipendentemente dal fatturato). Venuto meno il carattere di “scelta volontaria”, decade anche la ratio di premiare chi la usa.

Dal punto di vista della cornice più ampia delineata dalla riforma fiscale, e in particolare dall’articolo 17 della legge delega n. 111/2023, l’eliminazione del bonus è motivata alla luce dell’esigenza di uniformare e semplificare le procedure di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, evitando regole frammentate e ormai superate dall’evoluzione tecnologica.

Sul fronte della decorrenza, si specifica che la cancellazione del beneficio non avrà valenza retroattiva, ma si applicherà sui controlli relativi ai periodi d’imposta dal 2026 in avanti. Per il passato, e in particolare per il 2024 e il 2025, resta garantito lo stop anticipato alle verifiche del Fisco, nonostante il passaggio già avvenuto tra volontarietà e obbligatorietà di adozione della fatturazione elettronica.

Ad ogni buon fine, si specifica che il Decreto correttivo Omnibus non è ancora in vigore. Si attendono i pareri delle Commissioni e il successivo passaggio in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo.