Proroga imposte al 30 settembre, nessun rinvio della scadenza: tutti d’accordo tranne il MEF

Rosy D’Elia - Imposte

Proroga imposte 2020 al 30 settembre, sul rinvio della scadenza arriva il “no” del MEF anche se la necessità di concedere più tempo ai contribuenti mette d'accordo tutti, dagli addetti ai lavori alle forze di maggioranza e opposizione. Per il 95% dei lettori sarebbe utile anche uno slittamento dei termini dopo la scadenza del 20 luglio, ma sembra sfumare anche questa ipotesi.

Proroga imposte al 30 settembre, nessun rinvio della scadenza: tutti d'accordo tranne il MEF

Proroga imposte 2020 al 30 settembre, arriva il “no” del MEF. A farsene ambasciatore, seppure con estremo disappunto, è Alessio Villarosa sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, durante l’interrogazione parlamentare a risposta immediata del 16 luglio 2020.

Il rinvio delle scadenze per i versamenti delle imposte che derivano dalle dichiarazione dei redditi 2020 mette d’accordo tutti, dagli addetti ai lavori fino alle forze di maggioranza e opposizione ma non può concretizzarsi “inciderebbe sull’elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della Nota di Aggiornamento del DEF”.

In un anno come quello che stiamo vivendo la necessità di avere più tempo è forte: il 95% dei lettori di Informazione Fiscale concorda sull’utilità di una proroga anche non tempestiva delle imposte 2020 al 30 settembre. È questo il risultato che emerge dal sondaggio condotto sul tema dalla redazione.

In altre parole i contribuenti si accontenterebbero anche di un rinvio dei termini ex post che elimina le sanzioni per tutti coloro che non rispettano la scadenza del 20 luglio.

Proroga imposte 2020 al 30 settembre, nessun rinvio della scadenza: tutti d’accordo tranne il MEF

Attesissima nel Decreto Rilancio, già al tempo della prima stesura a fine aprile, la proroga delle imposte al 30 settembre non è riuscita a guadagnarsi un posto neanche nel testo della legge di conversione.

Tra il rinvio lungo e la scadenza ordinaria del 30 giugno, il DPCM del 27 giugno ha definito una soluzione alternativa stabilendo il 20 luglio come termine ultimo dei versamenti che derivano dalle dichiarazioni dei redditi 2020.

La richiesta di proroga al 30 settembre è stato un vero e proprio leit motiv di questi tre mesi. Le ragioni? Il contesto determinato dall’emergenza coronavirus e le novità, ancora una volta un anno dopo, sugli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Dalle associazioni di categoria agli stessi esponenti della politica, maggioranza e opposizione, hanno perorato con forza la causa. Ma senza successo.

A dare notizia dell’opposizione del MEF è stato Alessio Villarosa, sottosegretario allo stesso Ministero, durante le interrogazioni parlamentari a risposta immediata del 16 luglio 2020 in Commissione Finanze della Camera.

Nell’essere ambasciatore di questo veto, ha sottolineato con decisione il suo disappunto, “risponderò con le parole che gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze mi hanno trascritto oggi”, ovvero:

“Occorre preliminarmente far presente che il differimento delle imposte è motivato dall’esigenza di agevolare i contribuenti anche a fini organizzativi e in tal senso il governo ha operato rinviando le scadenze ordinarie del 30 giugno e del 30 luglio con maggiorazione dello 0,4% rispettivamente al 20 luglio e al 20 agosto.

L’ulteriore proroga richiesta inciderebbe sull’elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della Nota di Aggiornamento del DEF che, come noto, deve essere presentata entro la fine di settembre”.

E ha continuato:

“Personalmente provo grande rammarico perché come sapete più volte ho spinto per un’ulteriore proroga ma questa è la risposta”.

Le parole che arrivano dal MEF non lasciano trapelare speranze sulla possibilità di allungare i termini per il versamento delle imposte sui redditi 2020, Irpef, Ires e Irap: non ci sarebbero i tempi per far quadrare i conti.

Proroga imposte 2020 al 30 settembre, utile anche dopo la scadenza del 20 luglio per il 95% dei lettori

Il veto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche se in maniera non esplicita, sembra far sfumare anche l’ipotesi di una proroga delle imposte al 30 settembre ex post.

Negli ultimi giorni, dopo che anche l’occasione della conversione in legge del Decreto Rilancio è stata persa, sembrava alle porte un piano B del governo: l’eliminazione delle sanzioni per tutti coloro che non avrebbero rispettato la scadenza del 20 luglio.

Una strategia comunque utile per il 95% dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio condotto sul tema dalla redazione.

Alla domanda “Un ripensamento sulla data per il versamento delle imposte che derivano dalle dichiarazione dei redditi potrebbe essere utile anche dopo la scadenza del 20 luglio?” hanno concordato quasi tutti su una risposta affermativa.

Mariano N. non ha dubbi sull’importanza di allungare i tempi e sottolinea l’impatto potenziale, andando oltre il panorama strettamente fiscale:

“In un momento particolarmente complesso e difficile come quello attuale, credo che sarebbe necessario dare una spinta ai consumi onde poter trovare le disponibilità necessarie per affrontare il mese del giudizio universale: “Settembre”.

Sicuramente le ormai prossime e/o trascorse scadenze, che comunque consentono il pagamento delle imposte ma con maggiorazioni ed interessi, produrranno un depauperamento delle risorse personali con rinuncia a beni di prima necessità e voluttuari che comunque producono ricchezza.

Ora mi chiedo, ma se comunque si possono rinviare scadenze e rateizzazioni perché gravarle ancora di maggiori oneri? Quindi un rinvio in questo momento darebbe un po’ di respiro ad imprese come a semplici cittadini contribuenti.”

Maria Rita P., invece, dal punto di vista degli addetti ai lavori sottolinea allo stesso modo del MEF l’importanza del rinvio delle scadenze ai “fini organizzativi”:

“Nel contesto di difficoltà determinato dall’emergenza Covid-19 la nostra categoria è stata sommersa da molteplici incombenze in quanto oltre a cercare di risolvere i propri problemi si è trovata a rappresentare l’unico punto di riferimento e di informazione per le aziende che non trovavano riscontro negli uffici pubblici chiusi per l’emergenza.

Pertanto una proroga al 30 settembre, anche se tardiva, aiuterebbe il lavoro dei nostri studi e certamente permetterebbe ai contribuenti una maggiore riorganizzazione delle proprie attività”.

Proroga imposte 2020 al 30 settembre, solo il 5% dei lettori boccia il rinvio dopo la scadenza del 20 luglio

Ma c’è anche un 5% di lettori, una ristretta minoranza, che si mostra contrario a una proroga delle imposte al 30 settembre dopo il termine del 20 luglio:

“In Italia non arriva mai nessun provvedimento in tempo utile per dare modo a tutti di beneficiarne.

Un provvedimento post scadenze penalizzerebbe, come da sempre avviene, chi, seppure sotto affanno, cerca di rispettare i tempi e di contribuire correttamente (i buoni)”.

E se Giovanna P. ne fa una questione di equità, Francesco C. ne fa una questione di principio:

“Purtroppo la mia contrarietà ad una proroga non nasce dall’ipotesi di premio a vantaggio dei colleghi o dei contribuenti più furbi, anche se in questo periodo di emergenza sarebbe anche irrispettoso definirli in questo modo, ma ancora una volta i nostri rappresentanti hanno agito con ritardo dimostrando forse di fare un’altra professione o non vivere in trincea come tanti colleghi che oltre alle scadenze attuali si sono dovuti cimentare nelle pratiche di finanziamento a fondo perduto, crediti d’imposta di varia natura, rapporti con gli Istituti di credito, etc.

Sarebbe stato più utile uno slittamento almeno 15 giorni prima della scadenza o durante i mesi di lockdown”.

Ma ormai resta poco da discutere. Le parole riportate da Alessio Villarosa durante l’interrogazione parlamentare a risposta immediata del 16 luglio 2020 definiscono una linea rigida del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla possibilità un rinvio della scadenza per i versamenti delle imposte che derivano dalle dichiarazioni dei redditi 2020.

Se è impossibile un’inversione di marcia in tempi strettissimi, anche in tempi lunghi appare improbabile.

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