Smart working con sconto IRPEF: regime impatriati anche con azienda estera

Rosy D’Elia - Imposte

Via libera allo sconto IRPEF anche per chi rientra dall'estero e opera in smart working per aziende con sede in altri paesi: l'Agenzia delle Entrate conferma le vecchie regole per il nuovo regime impatriati

Smart working con sconto IRPEF: regime impatriati anche con azienda estera

Per accedere allo sconto IRPEF riservato a chi rientra dopo un periodo all’estero l’importante è lavorare sul territorio italiano: accesso libero alle agevolazioni fiscali del regime impatriati anche per lavoratrici e lavoratori che svolgono le attività in smart working per aziende che hanno sede in altri paesi.

L’Agenzia delle Entrate conferma la linea di apertura già adottata per l’applicazione delle regole in vigore fino al 2024, poi riscritte nell’ambito della riforma fiscale.

Smart working e sconto IRPEF del regime impatriati sono compatibili

Con il decreto legislativo n. 209 del 2023, ha preso forma il nuovo regime impatriati con agevolazioni meno vantaggiose, una riduzione della base imponibile del 50 per cento nel limite dei 600.000 euro all’anno anziché del 70 per cento, e requisiti più rigidi.

NUOVO REGIME IMPATRIATI
Riduzione dell’imponibile
Taglio del 50 per cento con il limite di 600.000€ (60 per cento per chi ha figli o figlie)
Durata
5 anni
Requisiti
Svolgere attività lavorativa in Italia

Possedere requisiti di elevata qualificazione e specializzazione

Non essere stati residenti in Italia nei 3 anni precedenti (6 o 7 anni in caso di prosecuzione dell’attività con lo stesso datore di lavoro)

Restare in Italia per almeno 4 anni

Nonostante le regole siano profondamente cambiate, la loro interpretazione su diversi fronti prosegue sulla stessa lunghezza d’onda. È il caso dello smart working che non ostacola l’accesso alle agevolazioni fiscali, in presenza di tutte le altre condizioni richieste.

E, dal punto di vista pratico, se il datore di lavoro non può riconoscere il trattamento di favore direttamente, il lavoratore o la lavoratrice può usufruire dello sconto IRPEF nella dichiarazione dei redditi.

Regime impatriati: via libera anche in caso di smart working con azienda estera

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 2 del 2026, chiarisce le regole da seguire sciogliendo i dubbi di una contribuente che, dopo un periodo in Gran Bretagna, rientra con un nuovo lavoro basato in Italia e un contratto italiano con una società che ha sede in Germania e offre la possibilità di lavorare da remoto.

Tutte condizioni compatibili con il regime impatriati. La normativa, la vecchia così come la nuova, non pone limiti alla geografia dei datori di lavoro e quindi lo smart working non preclude la possibilità di ottenere lo sconto IRPEF.

Non è richiesto che “l’attività sia svolta per un’impresa operante sul territorio dello Stato, pertanto, possono accedere all’agevolazione i soggetti che vengono a svolgere in Italia attività di lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro con sede all’estero, o i cui committenti (in caso di lavoro autonomo o di impresa) siano stranieri (non residenti)”, ribadisce l’Agenzia delle Entrate.

Resta in ogni caso necessario prestare l’attività lavorativa per la maggior dell’anno nel territorio dello Stato, ovvero per almeno 183 giorni, o 184 in caso di anno bisestile considerando nel calcolo anche le ferie, le festività, i riposi settimanali e altri giorni non lavorativi.

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