Partite IVA, stop alla sanatoria per tutti: il CPB 2026/2027 premia solo i rinnovi

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Il DdL Fisco all'esame della Commissione Finanze del Senato non riesce nell'intento di estendere la sanatoria legata al concordato a tutte le partite IVA. Per il biennio 2026/2027 saranno premiati solo i rinnovi

Partite IVA, stop alla sanatoria per tutti: il CPB 2026/2027 premia solo i rinnovi

Partita chiusa per l’estensione del ravvedimento speciale a tutte le partite IVA che aderiranno al concordato preventivo biennale 2026/2027.

Il DdL in materia economica e fiscale, all’esame della Commissione Finanze del Senato, perde l’articolo che puntava a rendere più ampie le maglie della sanatoria.

Un emendamento approvato nella seduta del 7 ottobre ne prevede la soppressione. Il motivo? L’assenza di coperture segnalata dalla Commissione Bilancio.

Restano invece in campo le novità introdotte dal decreto Omnibus n. 148/2026, che tra i diversi punti ha riaperto le porte del ravvedimento speciale per chi rinnoverà il concordato già siglato per il biennio 2024/2025.

Partite IVA, esclusa la sanatoria per tutte le adesioni al CPB 2026/2027

Dare uno sprint alle adesioni al concordato preventivo biennale giocando la carta del ravvedimento “al ribasso”: questa la strategia che tiene banco anche per il biennio 2026/2027.

Il decreto correttivo Omnibus n. 148/2026 ha riaperto la partita della sanatoria, che consente di blindare gli anni dal 2020 al 2023 versando un’imposta sostitutiva ridotta (flat tax) su una base imponibile forfettaria.

In sostanza, versando un importo graduato in base al proprio livello di affidabilità fiscale, ci si mette in regola e si sfugge ai controlli dell’Agenzia delle Entrate.

La norma, contenuta nell’articolo 29 del decreto legislativo n. 148/2026 è circoscritta esclusivamente ai rinnovi di concordati già siglati per il biennio 2024/2025.

La logica è chiara: incentivare la conferma del patto fiscale da parte di chi ha già toccato con mano l’esperienza della pianificazione preventiva di redditi e imposte.

Per chi invece sceglierà di salire sul carro dei più affidabili agli occhi del Fisco per il prossimo biennio non vi sono sconti sulle irregolarità passate. E il tentativo di apertura contenuto nel disegno di legge contenente “Disposizioni in materia fiscale e di tutela dei consumatori”, presentato dal Senatore Massimo Garavaglia non è andato a buon fine.

Come anticipato, a cassare la proposta è stato il parere formulato sul testo dalla Commissione Bilancio, che ha posto in evidenza la necessità di “nuovi ingenti maggiori oneri privi di copertura”.

In sostanza, la sanatoria per tutti costa troppo e, di conseguenza, un emendamento approvato dalla Commissione Finanze nella seduta del 7 ottobre 2026 sopprime integralmente la misura contenuta nell’articolo 5 del disegno di legge in esame.

Sanatoria in sconto per il CPB 2026/2027, un’idea non andata a buon fine

Il venir meno dell’incentivo della sanatoria è sicuramente un punto negativo sul fronte delle adesioni al concordato preventivo biennale, e per la prima volta il ravvedimento speciale si slega dal patto fiscale.

Sia nel primo che nel secondo biennio, i titolari di partita IVA che hanno detto sì al concordato hanno potuto “blindare” anche il pregresso.

Il meccanismo delineato all’articolo 5 del disegno di legge presentato in Senato era lo stesso già applicato nelle annualità passate.

Destinatari della misura i contribuenti ISA e il ravvedimento abbracciava i periodi d’imposta dal 2020 al 2024, consentendo al contribuente di mettersi in regola pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali così come l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), con effetto premiale anche sui controlli.

Porte della sanatoria aperte solo a chi rinnova il CPB

Esclusa l’estensione, la sanatoria guarda esclusivamente a chi rinnova il concordato preventivo biennale.

Le partite IVA che hanno quindi già aderito al concordato per il biennio 2024/2025 e sceglieranno di rinnovare l’opzione anche per il biennio 2026/2027 potranno accedere a un regime di ravvedimento straordinario, denominato ravvedimento speciale, pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, relative addizionali e IRAP per le annualità dal 2020 al 2023.

La misura consente di scudare il passato: il Fisco chiude un occhio e permette al contribuente di mettersi in pari versando un’imposta ridotta su una base imponibile determinata in maniera forfettaria.

Il calcolo dipende dal grado di affidabilità fiscale conseguito nei diversi anni interessati dal meccanismo di sanatoria.

La base imponibile dell’imposta sostitutiva è determinata dalla differenza tra il reddito (o valore della produzione netta) già dichiarato per gli anni dal 2020 al 2023 e lo stesso valore incrementato di una percentuale variabile (dal 5% al 50%) in ragione del punteggio ISA ottenuto nel singolo periodo d’imposta (es. +5% per punteggio ISA 10, fino a +50% per punteggio ISA inferiore a 3).

Nel dettaglio, la base imponibile dell’imposta sostitutiva verrà calcolata applicando le seguenti maggiorazioni:

a) 5 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari a 10;
b) 10 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 8 e inferiore a 10;
c) 20 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
d) 30 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6;
e) 40 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4;
f) 50 per cento per i soggetti con punteggio ISA inferiore a 3.

Il valore dell’imposta dovuta sulla base così calcolata è anche in questo caso in percentuale in base al punteggio ISA:

  • 10 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 8;
  • 12 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • 15 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è inferiore a 6.

Per le sole annualità 2020 e 2021, caratterizzate dall’emergenza sanitaria da COVID-19, le imposte sostitutive cosi calcolate sono ridotte del 30%.

Per ciascuna annualità l’importo minimo da versare non può essere inferiore a 1.000 euro.

Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione tra il 1° gennaio 2027 e il 15 marzo 2027, oppure rateizzato in un massimo di 10 rate mensili di pari importo (con interessi legali a decorrere dal 16 marzo 2027).

Il perfezionamento del ravvedimento (versamento dell’unica rata o della prima rata):

“preclude l’effettuazione di rettifiche ed accertamenti del reddito d’impresa/lavoro autonomo per gli anni 2020-2023, tranne nei casi di decadenza dal CPB, reati tributari/penali o decadenza dalla rateizzazione”

Per chi aderisce a questo ravvedimento speciale ed effettua il rinnovo del concordato, i termini di decadenza per l’accertamento relativi alle annualità ravvedute vengono prorogati al 31 dicembre 2029.