La precompilata diventa sempre più precisa e completa e l'assistenza fiscale serve sempre meno. Nessuna apertura dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sui tagli ai CAF
L’ultima Manovra, con effetto retroattivo anche sul 2025, ha ridotto le risorse da destinare a CAF, professionisti e professioniste per l’asssistenza fiscale sulle dichiarazioni dei redditi.
E il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma che non c’è alcuna intenzione di fare marcia indietro sui tagli: la precompilata elaborata dall’Agenzia delle Entrate è sempre più precisa e corretta e può essere gestita sempre più in autonomia.
Nonostante le criticitià emerse all’inizio di questa stagione dichiarativa, è questa la posizione ribadita durante l’interrogazione a risposta immediata che si è tenuta ieri, 8 luglio, alla Commissione Finanze del Senato.
Precompilata sempre più matura, ma CAF e professionisti restano centrali per l’invio
La precompilata diventa sempre più matura e di anno in anno cresce il numero di persone che riesce a inviare la dichiarazione dei redditi in autonomia. Lo dicono i dati. Ma i dati dicono anche che la maggior parte di cittadini e cittadine ha ancora bisogno di assistenza.
Nel suo prima anno di vita il modello 730 precompilato ha visto agire in prima persona 1 milione e 400.000 cittadini e cittadine, dopo 10 anni la platea è arrivata a 5,4 milioni.
Sul percorso verso l’autonomia si procede, ma con lentezza e l’assistenza resta centrale.
Nel 2015 i modelli 730 inviati da CAF, professionisti e professioniste hanno raggiunto quota 17,6 milioni, lo scorso anno gli stessi soggetti hanno scaricato sui loro sistemi gestionali più di 21,5 milioni modelli precompilati.
Il taglio previsto dalla Manovra 2026, oltre a ridurre il raggio di azione dell’attuale stagione dichiarativa, agisce anche su chi ha già prestato assistenza fiscale durante lo scorso anno.
“Effetti retroattivi sui compensi; incertezza nei rapporti con la pubblica amministrazione; difficoltà organizzative e occupazionali; rischio di riduzione dei servizi di assistenza fiscale e sociale ai cittadini”: sono questi gli effetti dei tagli che hanno messo in allarme i CAF, come sottolinea il senatore Turco (M5S) che ha posto il tema in Senato.
Precompilata, meno fondi per i “rimborsi” dei CAF: la chiusura del MEF
Il budget annuale è stato ridotto di 21,6 milioni di euro, pari al 10 per cento del totale a disposizione annualmente.
In base a quanto stabilito dalla Manovra, lo Stato potrà spendere al massimo 195,2 milioni di euro per rimborsare CAF, professionisti e professioniste che supportano la cittadinanza nell’elaborazione e nella trasmissione delle dichiarazioni dei redditi.
I compensi ammontano a 16,90 euro per ogni precompilata inviata senza modifica e a 18,30 euro per le gestioni più complesse dell’adempimento dichiarativo. Le risorse stanziate coprono costi per un totale di 10-11 milioni di dichiarazioni, un numero ben più contenuto rispetto ai dati che si sono registrati negli anni scorsi.
E, inoltre, il decreto che attua quanto previsto dalla Legge di Bilancio è stato firmato alla vigilia del debutto online del modello 730/2026 precompilato, segnato da forti criticità sui dati delle Certificazioni Uniche inserite nelle dichiarazioni che dovrebbero essere pronte all’uso.
La stessa Agenzia delle Entrate, tranquillizzando i contribuenti sull’adeguatezza delle dichiarazioni precompilate, ha informato i contribuenti interessati della presenza di CU rettificative nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato. Un invito indiretto a controllare con maggiore attenzione i dati presenti nel modello 730/2026.
Ma sulla possibilità di adottare correttivi sui tagli il MEF si è mostrato irremovibile: nessuna novità è in cantiere. La riduzione “si dispiega in coerenza con gli interventi di analogo tenore del passato riproponendo una tecnica già ripetutamente utilizzata e nota agli operatori di settore”, ha sottolineato il sottosegretario Federico Freni.
D’altronde la novità è stata motivata con la maturità della precompilata ma rientra in un piano di revisione della spesa messo a punto dall’ultima Manovra per far quadrare i conti. Difficile una marcia indietro.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: MEF: per l’invio della precompilata il CAF serve sempre meno, nessuna apertura sui tagli