Il bonus mobili si restringe e nel 2027 perde gli elettrodomestici

Una proroga a metà per il bonus del 50 per cento riconosciuto in caso di ristrutturazione: nel 2027 la Manovra garantisce lo sconto fiscale aggiuntivo solo per i mobili, cancellando la detrazione per i grandi elettrodomestici

Il bonus mobili si restringe e nel 2027 perde gli elettrodomestici

Una conferma a metà che sa di stretta selettiva.

Tra i capitoli fiscali dedicati alla casa all’interno del disegno di legge di bilancio (A.C. 3174, Articolo 4), fa capolino il destino del bonus mobili per il 2027.

Se da un lato il Governo decide di non far decadere del tutto l’agevolazione legata ai lavori edilizi, dall’altro interviene con una revisione lessicale che cambia il perimetro di spesa agevolabile.

Nel testo dell’art. 4, comma 2, si legge infatti che la detrazione spetta per le spese sostenute nel 2027 “per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.”

Nessun accenno ai grandi elettrodomestici, che per oltre un decennio hanno costituito la seconda colonna portante della misura.

Bonus fiscale solo per i mobili: cosa cambia nella Manovra 2027

La norma storica che disciplina il bonus mobili, contenuta nell’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013, ha sempre perimetrato l’agevolazione fiscale in relazione all’acquisto di arredi e di grandi elettrodomestici.

La proroga contenuta nel testo della Manovra 2027 approvata dal Governo e approdata in Commissione Bilancio della Camera per l’iter di esame e discussione, sparisce la dicitura specifica relativa agli elettrodomestici, con la conseguenza che, salvo modifiche, dal prossimo 1° gennaio la detrazione fiscale resterà in campo solo per l’acquisto di arredi.

Si tratta in sostanza di armadi, letti, tavoli, sedie, librerie, comodini, divani, apparecchi di illuminazione e mobili su misura a servizio dell’immobile ristrutturato.

Di contro, viene previsto lo stop allo sconto fiscale per frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, piani cottura, forni a incasso e condizionatori, precedentemente ammessi se legati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazone edilizia.

Bonus solo per i mobili, resta l’aliquota di detrazione al 50 per cento fino a 5.000 euro di spesa

L’esclusione degli elettrodomestici segna quindi un importante cambio di passo, andando a incidere sul capitolo dei tagli alle agevolazioni in edilizia nascosti tra le righe della Manovra 2027.

Sul piano numerico e operativo, l’impianto fissato per le spese sostenute dal prossimo 1° gennaio ricalca la cornice già applicata negli anni scorsi.

La percentuale di detrazione resta al 50 per cento della spesa documentata, con un massimale di spesa pari a 5.000 euro e di conseguenza con una detrazione massima di 2.500 euro.

Lo sconto potrà essere ripartito in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi, fino a concorrenza dell’imposta lorda dovuta dal contribuente.

Resta fermo il vincolo strutturale: il bonus mobili non vive di vita propria, ma presuppone un intervento edilizio qualificato sull’immobile (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia). Gli interventi devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto (dunque dal 1° gennaio 2026 per acquisti effettuati nel 2027).

Se i lavori sono iniziati nel 2026 e proseguiti nel 2027, il limite di spesa di 5.000 euro per il 2027 deve essere considerato al netto delle spese per mobili eventualmente già portate in detrazione nel 2026.

Non si tratta quindi di un nuovo plafond a pioggia, ma di un tetto coordinato con l’anno precedente per lo stesso cantiere.

Il bonus elettrodomestici diventa un voucher, ma le risorse sono poche

La restrizione del perimetro delle spese ammesse in detrazione avrà un impatto indubbiamente importante sui contribuenti e, per “attutire il colpo”, la Manovra 2027 richiama in campo il voucher specifico già introdotto nel 2025.

Si tratta del buono riconosciuto, a domanda, per l’acquisto di elettrodomestici, spettante a patto di rottamare un apparecchio della stessa tipologia e di classe energetica inferiore.

A differenza del bonus fiscale però le risorse a disposizione sono predefinite: in campo un totale di 50 milioni di euro.

Non quindi un tesoretto in grado di sostituire in toto la detrazione, ma un incentivo di portata limitata e sul quale i dettagli operativi saranno definiti successivamente con un apposito decreto attuativo.

Resta da monitorare l’iter di esame della Legge di Bilancio 2027 alla Camera e al Senato. Appare però che se non interverranno emendamenti correttivi, dal prossimo anno rinnovare casa sarà meno vantaggioso sul fronte fiscale.