Partite IVA, concordato 2026/2027 a carte scoperte: arriva la pagella a colori

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Al via il cantiere del Fisco per accompagnare l'adesione al concordato preventivo biennale 2026/2027. Nel Cassetto Fiscale spunta la pagella dettagliata, un semaforo a colori che indica il grado di affidabilità del titolare di partita IVA

Partite IVA, concordato 2026/2027 a carte scoperte: arriva la pagella a colori

Prende il via ufficialmente l’operazione del Fisco per accompagnare le adesioni al concordato preventivo biennale 2026/2027.

È la pubblicazione del “semaforo” di affidabilità fiscale lo step che consente di passare dalla teoria alla pratica.

Nel Cassetto Fiscale, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la pagella di affidabilità per i titolari di partita IVA, con l’ormai noto sistema del tachimetro a colori.

L’obiettivo è di consentire ai contribuenti di analizzare in maniera semplificata la propria situazione e quindi l’impatto dell’adesione al concordato.

Partite IVA, nel Cassetto Fiscale la pagella a colori per il CPB 2026/2027

Seguendo una linea d’azione nota, e negli stessi tempi delle prime due annualità del patto fiscale, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei titolari di partita IVA la pagella di affidabilità fiscale per l’anno 2024.

Noto anche con il nome di “tachimetro fiscale”, lo strumento rappresenta una bussola per i contribuenti che intendono valutare l’adesione al concordato preventivo biennale.

Giocando su un sistema a colori in stile “semaforo” la comunicazione, disponibile nell’area “Consultazioni” del Cassetto Fiscale, indica il livello di affidabilità fiscale conseguito:

  • rosso in caso di ISA da 0 a 5,99, quindi scarso livello di affidabilità fiscale;
  • giallo in caso di ISA da 6 a 7,99, affidabilità fiscale media;
  • verde in caso di ISA da 8 a 10, elevata affidabilità fiscale e accesso ai benefici premiali.

In presenza di un punteggio che colloca il contribuente nella fascia gialla o rossa, l’impatto dell’adesione al concordato preventivo biennale 2026/2027 presenta i maggiori punti critici ma anche potenziali benefici.

Come noto infatti, il patto con il Fisco punta a favorire il raggiungimento nel biennio del punteggio ISA 10. Come?

Aumentando gradualmente nei due anni il reddito dichiarato. Ovviamente, questo presuppone che in presenza di un livello di affidabilità fiscale medio-basso, la pretesa del Fisco sarà più elevata in rapporto al reddito dichiarato nelle annualità precedenti.

Di contro però, l’adesione al concordato diventa una via per diventare immediatamente affidabili agli occhi del Fisco e accedere ai benefici rivolti alle partite IVA con punteggio ISA da 8 in sù.

Più impegno sui controlli per chi non aderisce al CPB 2026/2027

L’appealing del concordato preventivo biennale guarda anche al passato, considerando il ritorno in pista del meccanismo del ravvedimento speciale.

Limitato ai soli titolari di partita IVA che sceglieranno di rinnovare l’adesione già siglata per il biennio 2024/2025, il ravvedimento consente di mettersi in regola sul pregresso, per le annualità dal 2020 al 2023, versando un’imposta ridotta su una base imponibile forfettaria.

Ai benefici si contrappongono poi le conseguenze per chi sceglierà di non imbarcarsi nel sistema del patto con il Fisco.

Per espressa previsione normativa, l’Agenzia e la Guardia di Finanza impiegheranno maggiore capacità operativa nei confronti dei soggetti che non aderiranno al concordato preventivo biennale o che ne decadranno.

Non quindi un effetto diretto immediato sui controlli fiscali, ma un’attenzione in più nella fase di selezione della platea da sottoporre a verifica.

Questi quindi alcuni degli elementi da considerare in vista delle valutazioni finali: per l’adesione al concordato preventivo biennale 2026/2027 c’è tempo fino al 2 novembre.