Lavoro nero, al via il tavolo tecnico per definire il Piano per la lotta al sommerso

Edoardo Lisi - Leggi e prassi

Lavoro nero, il Ministro Andrea Orlando ha firmato il decreto istitutivo del tavolo tecnico che porterà alla definizione del Piano nazionale per la lotta al sommerso. Il 3 marzo iniziano le consultazioni, che si protrarranno fino al 15 ottobre 2022. L'entrata in vigore è prevista per il 31 dicembre 2022.

Lavoro nero, al via il tavolo tecnico per definire il Piano per la lotta al sommerso

Lavoro nero, il 3 marzo 2022 si insedierà il tavolo tecnico che elaborerà il Piano nazionale per la lotta al sommerso nei diversi settori dell’economia.

Il documento previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mira a far emergere il lavoro irregolare, salvaguardando così i diritti dei lavoratori.

Il 28 febbraio 2022 il Ministro Andrea Orlando ha firmato il decreto che dà il via alle consultazioni volte a analizzare, rielaborare e tradurre in misure concrete i dati più recenti relativi al fenomeno.

In particolare, dal tavolo tecnico emergeranno:

  • le misure di contrasto al lavoro nero più idonee;
  • la strategia dell’attività ispettiva, completa dei piani annuali specifici per tipologie di sommerso, settori produttivi e territori;
  • i criteri per il monitoraggio di traguardi e obiettivi previsti dal Piano;
  • le tipologie di denuncia da parte dei lavoratori costretti a lavorare in nero.

I lavori si protrarranno fino al 15 ottobre 2022, termine ultimo previsto dal PNRR per la definizione del Piano nazionale per la lotta al lavoro nero.

Successivamente, il Ministro Orlando provvederà ad adottare il testo con un decreto ministeriale.

L’entrata in vigore del Piano nazionale è prevista invece per il 31 dicembre 2022.

Lavoro nero, al via il tavolo per definire il Piano per la lotta al sommerso

Come si legge nella notizia pubblicata il 28 febbraio 2022, la definizione del Piano nazionale per il contrasto al sommerso è una misura centrale per il raggiungimento di alcuni obiettivi delineati all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Difatti, il contrasto all’impiego di personale sprovvisto di un regolare contratto è una delle due riforme che compongono la cornice delle “Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione”, la missione n. 5 del PNRR.

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Il testo completo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

A tal proposito, con il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza si dovranno mettere in campo una serie di azioni per la lotta al lavoro nero con il coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti, seguendo l’approccio che ha ispirato il “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato”.

La strategia in questione si basa su prevenzione e reinserimento delle vittime di ingaggio irregolare, oltre a controlli e sanzioni.

Proprio da questi principi prenderà le mosse il futuro Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso.

Il primo passo è la costruzione di una struttura di governance ben definita, che permetta di implementare le azioni identificate come necessarie.

In secondo luogo, il documento dovrà prevedere deterrenti che scoraggino il datore dall’impiegare lavoratori privi di regolare contratto, rendendo l’iscrizione nell’economia regolare più vantaggiosa economicamente.

Si pensi ad esempio a misure quali il rafforzamento di sanzioni e ispezioni, oppure all’introduzione di incentivi finanziari a favore del lavoro regolare.

A proposito di controlli, il documento di indirizzo si prefigge inoltre di ottimizzare le tecniche di raccolta e condivisione dei dati da parte delle Autorità.

Infine, il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso predisporrà una campagna di sensibilizzazione, rivolta sia ai datori sia ai dipendenti, pensata per informare riguardo le recenti iniziative della Commissione Europea che incentivano il ricorso a contratti di lavoro.

Lavoro nero, il Piano per la lotta al sommerso tra gli obiettivi del PNRR

Le misure elencate andranno di pari passo con un rafforzamento delle attività di controllo da parte dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, grazie a un aumento del personale, come disposto dal Decreto fiscale 2022.

Il testo di conversione in legge del DL n. 146/2021 ha previsto infatti l’assunzione di 1.024 nuovi ispettori.

Le assunzioni per potenziare l’INL si sommano a quelle già preventivate dal “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato”.

La norma ha, inoltre, introdotto diversi interventi in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, tra cui figurano la riduzione della percentuale di lavoratori irregolari che portano alla sospensione dell’attività, fino al potenziamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

L’obiettivo indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è l’incremento del numero di ispezioni del 20 per cento, entro la fine del 2024, rispetto alla media del triennio 2019-2021.

Per quanto riguarda invece gli effetti in termini di emersione del lavoro nero, il PNRR pone come target la riduzione di almeno un terzo della distanza tra dato italiano e media europea.

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