Approvato il Piano di contrasto al caporalato 2020-2022: le 10 azioni previste

Rosy D’Elia - Lavoro

Approvato il 20 febbraio il piano di contrasto al Caporalato 2020-2022: le 10 azioni previste. Unione di intenti del Ministero del Lavoro, di quello per le politiche agricole e per il Sud. Prevenzione e vigilanza, assistenza e reinserimento lavorativo delle vittime sono le armi principali per combattere lo sfruttamento lavorativo. Tutti i dettagli nel documento integrale.

Approvato il Piano di contrasto al caporalato 2020-2022: le 10 azioni previste

Approvato il 20 febbraio il Piano di contrasto al caporalato che prevede 10 azioni su cui impegnarsi dal 2020 al 2022: si tratta del primo risultato tangibile del Tavolo operativo nato lo scorso luglio e rappresenta un nuovo approccio al fenomeno dello sfruttamento lavorativo.

Dal contesto alla strategia, passando per l’identificazione dei problemi: un documento di 42 pagine fotografia la situazione attuale e fissa gli obiettivi da raggiungere.

Non solo repressione, ma anche prevenzione, assistenza e reinserimento lavorativo delle vittime: sono queste le armi principali per combattere lo sfruttamento lavorativo. La strategia è stata messa a punto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in prima linea, insieme al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministero per il Sud e la Coesione territoriale.

Sono tra 400.000/430.000 i lavoratori agricoli esposti al rischio di un ingaggio irregolare, secondo le stime del quarto rapporto “Agromafie e caporalato” pubblicato nel 2018 da CGIL - Federazione Lavoratori Agroindustria, anche se non è semplice avere un quadro fedele dei dati.

88 milioni di euro sono i fondi già impegnati per interventi contro lo sfruttamento lavorativo da parte della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Approvato il piano di contrasto al caporalato: il Ministero del lavoro in prima linea

Il Piano di contrasto al caporalato dà forma a una nuova strategia per affrontare la questione dello sfruttamento lavorativo nelle campagna italiane.

Un sistema di incontro tra domanda e offerta trasparente e accessibile, e sistemi di trasporto e alloggio dignitosi e gestiti da enti e soggetti riconosciuti e riconoscibili: sono queste le necessità imminenti individuate.

Il primo passo verso la definizione di misure più strutturate è stato fatto a luglio 2019 con la nascita di un Tavolo operativo guidato dal Ministero del Lavoro. A distanza di quasi sette mesi, arrivano i primi risultati del lavoro congiunto.

“Il Piano è il frutto della collaborazione di tutte le Istituzioni impegnate a livello centrale, regionale e locale contro lo sfruttamento e il caporalato, riunite nel Tavolo presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e aperto anche ad associazioni di categoria, sindacati e Terzo settore. Il Tavolo, inoltre, è supportato dall’International Labour Organization nell’ambito di un programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP) finanziato dalla Commissione Europea”.

Spiega Nunzia Catalfo, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nella notizia pubblicata il 20 febbraio sul portale istituzionale.

Mentre dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova sottolinea la portata della novità:

“Per la prima volta lo Stato si dà un metodo preciso per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. Il Piano, sul quale abbiamo lavorato con le Ministre Catalfo e Lamorgese, segna un fondamentale punto di svolta e consente la piena attuazione della legge 199/2016: repressione e prevenzione”.

Piano di contrasto al Caporalato: le 10 azioni previste

Il Piano di contrasto al caporalato rappresenta un approccio nuovo al problema dello sfruttamento lavorativo e si articola in particolare su quattro assi strategici:

  • prevenzione;
  • vigilanza e contrasto;
  • protezione e assistenza;
  • reintegrazione socio-lavorativa.

In 42 pagine, il documento strategico parte dall’analisi del contesto e arrivare all’identificazione dei problemi e delle priorità di intervento per arrivare alle strategie da mettere in atto.

In particolare sono 10 le azioni su cui si concentra il Piano di contrasto al caporalato:

  • sistema informativo con calendario delle colture, dei fabbisogni di manodopera e altri dati e informazioni sviluppato e utilizzato per la pianificazione, gestione e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo;
  • interventi strutturali, investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti migliorano il funzionamento e l’efficienza del mercato dei prodotti agricoli;
  • rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità: con l’aumento del numero delle imprese aderenti e l’introduzione di misure per la certificazione dei prodotti migliorano la trasparenza e le condizioni di lavoro del mercato del lavoro agricolo;
  • pianificazione dei flussi di manodopera e miglioramento dell’efficacia e della gamma dei servizi per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo per prevenire il ricorso al caporalato e ad altre forme d’intermediazione illecita;
  • pianificazione e attuazione di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo in alternativa a insediamenti spontanei e altri alloggi degradanti;
  • pianificazione e attuazione di soluzioni di trasporto per migliorare l’offerta di servizi adeguati ai bisogni dei lavoratori agricoli;
  • campagna di comunicazione istituzionale e sociale per la prevenzione e sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo e la promozione del lavoro dignitoso;
  • rafforzamento delle attività di vigilanza e contrasto allo sfruttamento lavorativo;
  • pianificazione e attuazione di un sistema di servizi integrati per la protezione e prima assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura e rafforzamento degli interventi per la loro reintegrazione socio-lavorativa.
  • realizzazione di un sistema nazionale per il reinserimento socio-lavorativo delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Il piano di contrasto al caporalato 2020-2022 ha l’ambizione di innescare un circolo virtuoso che possa disincentivare il ricorso alle forme di caporalato: il processo parte dalla prevenzione e arriva alla necessità di garantire un sostegno a chi ha vissuto in prima persona l’esperienza del caporalato.

Il Tavolo operativo ha fatto un primo sforzo di strategia, ma comincia adesso la sfida più complessa per gli attori in campo: passare dalla teoria alla pratica.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Piano di contrasto al caporalato 2020-2022
Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020 - 2022

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