Lavoro e assunzioni 2020, le richieste: laureati, operai specializzati e competenze digitali

Tommaso Gavi - Lavoro

Lavoro e assunzioni 2020, i dati del bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal mostrano una riduzione del 30% dei contratti di lavoro rispetto al 2019. Aumenta il peso delle richieste specializzati e laureati. Cresce la richiesta di competenze digitali.

Lavoro e assunzioni 2020, le richieste: laureati, operai specializzati e competenze digitali

Lavoro e assunzioni 2020, il bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal, relativo allo scorso anno traccia, i trend del mercato del lavoro e dei profili maggiormente richiesti lo scorso anno.

Nella fotografia aggiornata allo scorso mese di dicembre emergono gli effetti collegati all’emergenza coronavirus, che ha frenato i programmi di assunzione: rispetto al 2019 il 2020 segna una riduzione del 30%, ovvero circa 1,4 milioni di contratti di lavoro in meno.

Le flessioni maggiori si riscontrano nei settori più colpiti dalla pandemia: la filiera della ristorazione e dell’accoglienza e il made in Italy.

Sale tuttavia ancora del 30% la difficoltà a reperire i profili richiesti a causa della mancanza di preparazione adeguata dei candidati.

Un trend parallelo riguarda la ricerca di competenze digitali, visto l’investimento nella trasformazione digitale del 40% delle aziende.

La panoramica dell’anno 2020.

Lavoro e assunzioni 2020, le richieste: laureati, operai specializzati e competenze digitali

Il nuovo bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal, diffuso il 5 gennaio 2020, fotografa il trend del mercato del lavoro e delle assunzioni del 2020.

Unioncamere - Bollettino excelsior relativo all’anno 2020
Excelsior informa. I programmi occupazionali delle imprese, rilevati dal sistema delle Camere di Commercio.

I dati aggiornati allo scorso mese di dicembre mostrano una riduzione dell’offerta del 30%, che si traduce in circa 1 milione e 400 mila contratti di lavoro in meno rispetto al 2019.

Pesano le conseguenze collegate con il coronavirus che colpiscono particolarmente la filiera della ristorazione e dell’accoglienza (con un calo del 40,7%) e il made in Italy, in alcuni comparti quali quello della moda (con una riduzione del 37,9%).

Flessioni più contenute ma comunque significative si registrano anche in altri settori:

  • costruzioni: 15,9%;
  • sanità e servizi sociali privati: 17,1%;
  • filiera agro-alimentare: 19,7%.

I dati fanno riflettere se si aggiunge che è cresciuta la difficoltà di reperimento dei profili ricercati, che è passata dal 26% del 2019 al 30% del 2020.

In altre parole, oltre alla contrazione dell’offerta, la mancanza di candidati o della preparazione richiesta rendono più difficile l’incontro con la domanda.

A questo si aggiunge un altro trend particolarmente significativo: la richiesta di competenze digitali.

La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione al punto che il 40% delle aziende ha investito in tale ambito.

Nel difficile scenario c’è quindi una nota positiva per i profili specializzati nell’ambito digitale.

Gli investimenti delle aziende nei seguenti ambiti sono cresciuti come segue:

  • digital marketing, aumento del 16% rispetto al periodo precedente al coronavirus;
  • smartworking, 17%;
  • acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics: 10%.

Le competenze digitali sono state richieste nel 60% delle offerte di lavoro.

Lavoro e assunzioni 2020, le richieste: profili specializzati e laureati

La maggior parte dell’offerta di lavoro riguarda profili di figure specializzate, con esperienza e capacità di gestione delle transazioni aziendali.

Nello scenario di crisi, prodotto dal coronavirus, il peso delle professioni intellettuali e scientifiche o con alta specializzazione tecnica è aumentato.

Alcune competenze trasversali sono richieste per quasi tutti i profili ricercati, l’82% richiede competenze green e il 93% competenze digitali.

Cresce la richiesta di operai specializzati impiegati nell’edilizia e in alcuni comparti manifatturieri meno penalizzati dalla crisi: insieme ai conduttori di impianti e macchine arrivano a coprire il 30% degli ingressi programmati.

Per diversi profili professionali del commercio e dei servizi turistici è prevista una quota di assunzioni destinata agli under 30 superiore al 40%, sfruttando le potenzialità dell’e-commerce e del delivery.

Nel 2020 è cresciuta la domanda di specializzazione da parte delle imprese. Il 51,5% delle richieste è relativa a figure con almeno un diploma. Sale al 14,1% la richiesta di laurea, aumentando di circa un punto percentuale rispetto al 2019.

La richiesta di specializzazione post-diploma, conseguita in un percorso di Istruzione tecnica superiore (ITS), arriva quasi al 3% delle entrate programmate, mentre il diploma è il livello di istruzione che viene preferito in più di un terzo dei casi.

La percentuale di offerte di lavoro con richiesta di qualifica o diploma professionale arriva al 25% e supera l’effettiva quota dell’offerta formativa.

Nella ricerca di lavoratori laureati, tuttavia, ci sono profonde differenze relative al tipo di studi.

Le lauree più richieste sono quelle a indirizzo economico, ingegneria e insegnamento e formazione.

Le difficoltà a reperire figure professionali sono invece concentrate principalmente tra i laureati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics): la percentuale si attesta al 46%, contro il 30% delle altre lauree.

Tra i tecnici specializzati in percorsi ITS, i più richiesti sono quelli dei seguenti ambiti:

I diplomi più richiesti sono invece quelli del seguente elenco:

  • indirizzo amministrativo;
  • meccatronico;
  • socio-sanitario.

La maggiore difficoltà di reperimento, invece, investe i seguenti settori:

  • agroalimentare;
  • informatica e telecomunicazioni;
  • meccatronica.

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