È partito con largo anticipo il carosello dei desideri per la Manovra 2027: Tajani torna sull'IRPEF ridotta fino a 60.000 euro e sulla flat tax per le tredicesime
Dopo il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo, anche il vicepremier Antonio Tajani torna sull’intenzione di ridurre ancora l’IRPEF dal palco del Festival del Lavoro in corso a Roma fino al 23 maggio e organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Con largo anticipo rispetto agli scorsi anni, è già cominciato il carosello delle proposte per la prossima Legge di Bilancio.
È il momento in cui tutto è possibile, il tempo di far quadrare i conti è ancora lontano e i progetti rimasti nel cassetto possono essere tirati fuori ancora una volta.
Tajani guarda alla prossima Manovra 2027: ridurre l’IRPEF fino a 60.000 euro
Nelle prospettive fiscali tracciate da Antonio Tajani alla platea di professionisti e professioniste ci sono due grandi cavalli di battaglia degli ultimi anni: l’estensione del secondo scaglione dell’IRPEF fino a 60.000 euro e la detassazione delle tredicesime.
“Allargheremo anche fino a 60.000 euro, credo nella prossima Manovra, la quota coinvolta nella riduzione dell’IRPEF”, afferma il vicepremier con certezza.
Un’affermazione simile è arrivata poche ore prima da Maurizio Leo che, però, è rimasto molto più cauto sulla possibilità di alzare ancora un po’ l’asticella nel percorso di alleggerimento dell’IRPEF.
L’idea di Tajani non è certo nuova, se ne parla da almeno due anni, da quando è stato messo in cantiere il taglio per il ceto medio: un primo passo è stato fatto con l’ultima Manovra che ha portato la seconda aliquota dal 35 al 33 per cento con benefici pieni per tutti e tutte coloro che arrivano fino alla soglia dei 200.000 euro.
| Aliquote IRPEF 2026 | Scaglioni di reddito |
|---|---|
| 23 per cento | Fino a 28.000 euro |
| 33 per cento | Da 28.001 a 50.000 euro |
| 43 per cento | Da 50.001 |
Estendere lo scaglione e, quindi, il campo di applicazione dell’aliquota di mezzo determinerebbe un nuovo sconto d’imposta per chi supera la soglia dei 50.000 euro, con la conseguente necessità di trovare adeguate coperture.
Tagliare l’IRPEF costa, come dimostrano gli ultimi lavori di revisione e la scelta di lasciare il secondo scaglione a 50.000 euro con la Manovra 2026 è legata anche all’esigenza di contenere i costi già importanti dell’ultimo intervento pari a 2,8 miliardi.
Verso la Manovra 2027: Tajani torna sulla detassazione delle tredicesime
Ma ipotizzare non costa nulla e Tajani parte proprio dai grandi esclusi della Legge di Bilancio approvata a dicembre per scrivere i prossimi capitoli.
Nel pacchetto di flat tax su alcune voci delle buste paga manca all’appello proprio la detassazione delle tredicesime, di cui Leo parlava già nel 2023 e che lo stesso Tajani ha riportato all’attenzione lo scorso autunno.
“Io credo che si dovrà fare poi un intervento sulle tredicesime. Se dipendesse tutto da me, io detasserei le tredicesime, perché questo è un modo anche per far aumentare il potere d’acquisto”, ha sottolineato.
Con le novità della Manovra, si è alleggerito il peso del Fisco sugli aumenti che derivano dai rinnovi contrattuali dal 2024 al 2026; sui premi di produttività e partecipazione agli utili; su straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo. Ma sulla mensilità aggiuntiva è rimasta la tassazione in misura piena che, in termini relativi, è anche più alta rispetto alle altre perché vengono meno bonus e detrazioni.
Ma anche toccare le imposte sulle tredicesime ha costi alti: si stima che il loro valore fiscale ammonti a circa 14,5 miliardi. E dopo la misura temporanea e selettiva del bonus Natale 2024, proposto “nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità”, non è arrivata nessuna agevolazione.
Il tempo della concretezza e delle decisioni è ancora lontano, ma una cosa è certa: da un anno all’altro le condizioni economiche non sono migliorate, anzi.
Lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti non perde occasione per ribadire la linea della prudenza e della responsabilità in uno scenario geopolitico ed economico complesso e instabile. Quanto più si allunga la lista dei desideri tanto più a dicembre 2026 sarà necessario fare delle scelte per far quadrare i conti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: I desideri di Tajani: IRPEF ridotta fino a 60.000 euro e flat tax per le tredicesime