Il decreto sull'iperammortamento è stato firmato da MIMIT e MEF a inizio mese ma l'agevolazione non è ancora pronta a partire. Secondo il Ministro Urso sarà operativa entro metà giugno
A quasi sei mesi dall’introduzione del nuovo iperammortamento con la Legge di Bilancio 2026, le imprese sono ancora senza incentivi per gli investimenti.
Dopo il caos sorto attorno alla predisposizione del decreto attuativo, in primis per la questione legata alla clausola dei beni made in Europe, a inizio mese è arrivata la doppia firma MEF-MIMIT sul testo.
Il provvedimento, però, è ancora in attesa del via libera definitivo, manca infatti il visto di registrazione della Corte dei Conti.
L’agevolazione sarà operativa entro metà giugno e “con la prossima legge di bilancio si potrà recuperare prorogando” la misura, ha assicurato il Ministro Urso al Festival dell’Economia di Trento.
Fatto sta che il ritardo continua ad accumularsi per un’agevolazione che, su carta, dovrebbe essere operativa già da gennaio.
Iperammortamento 2026: il tortuoso percorso del decreto attuativo
Continua l’attesa delle aziende per l’accesso agli incentivi previsti dalla nuova versione di Transizione 5.0: a sei mesi dall’introduzione con la Legge di Bilancio 2026 la nuova versione dell’iperammortamento non è ancora operativa.
Anche dopo la firma dei ministeri delle Imprese e dell’Economia sul decreto attuativo, i tempi non si sono accorciati. Prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale manca ancora il via libera degli organi di controllo competenti ma affinché le imprese possano effettivamente partire con le domande saranno necessarie anche le istruzioni operative del GSE, che dovrà mettere a disposizione l’apposita piattaforma informatica.
L’adozione del decreto MIMIT-MEF, ricordiamo, era prevista entro la fine di gennaio. Questo il termine fissato dall’articolo 1, comma 433 della Legge di Bilancio 2026. Il ritardo è cominciato con lo scoppio delle polemiche in merito alla cosiddetta clausola made in Europe, che limitava i beni incentivabili a quelli prodotti in UE.
Tutto quindi è rimasto fermo perché per allargare il raggio d’azione degli investimenti agevolati serviva riscrivere la norma di riferimento. Ad estendere il perimetro dell’agevolazione anche agli investimenti effettuati presso fornitori extraeuropei, a condizione che i beni siano destinati a strutture produttive localizzate in Italia, è stato il decreto Fiscale, recentemente convertito in legge.
Lo stesso decreto ha poi previsto un incremento delle risorse disponibili, portandole a 9,8 miliardi di euro complessivi.
Iperammortamento 2026: l’agevolazione sarà operativa entro metà giugno
Con la firma di MIMIT e MEF sull’attesissimo decreto attuativo nella prima settimana di maggio i tempi sembravano ormai maturi, ma così non è stato.
Il decreto firmato è stato pubblicato sul sito del Dipartimento per il programma di Governo, ma nonostante questo mancano ancora dei passaggi.
L’attesa per le imprese continua: come detto, manca il via libera della Corte dei Conti, poi la pubblicazione ufficiale e infine la definizione della procedura, e soprattutto dei tempi, per l’invio della domanda al GSE. Non basta, infatti, la pubblicazione del decreto a far partire l’agevolazione. Serve anche la definizione dei passaggi in capo al Gestore dei Servizi Energetici.
L’agevolazione sarà operativa entro la metà di giugno, come spiegato dal Ministro Urso al festival di Trento e riportato dal Sole24Ore. “Con la prossima legge di bilancio si potrà recuperare prorogando l’iperammortamento. L’obiettivo è renderlo strutturale”, ha specificato Urso.
Fatto sta che i mesi di ritardo continuano ad accumularsi, senza contare anche l’avvicinamento dell’estate, complicando non poco i piani delle imprese che, nell’incertezza normativa, non riescono a pianificare efficacemente un’azione sul lungo termine, a prescindere dalla conferma strutturale dell’agevolazione o meno.
Conferma che comunque non appare scontata: la prossima Legge di Bilancio sarà la più dura del Governo attuale, considerando i dati del DFP 2026 approvato ad aprile e che il prossimo sarà anno di elezioni. Anche per il 2027, dunque, si dovranno quindi fare scelte importanti nella costruzione della Manovra, l’unica certezza è che le risorse disponibili sono quelle che sono, poche.
Come funziona il nuovo iperammortamento
Il decreto attuativo firmato dai due Dicasteri definisce criteri e modalità di accesso all’agevolazione. Come noto, l’incentivo consiste nella maggiorazione del costo dei beni che segue una programmazione a scaglioni, secondo i valori seguenti.
Tabella con aliquote delle maggiorazioni per investimenti
| Percentuale di maggiorazione | Importo dell’investimento |
|---|---|
| 180% | fino a 2,5 milioni di euro |
| 100% | tra 2,5 e 10 milioni di euro |
| 50% | tra 10 e 20 milioni di euro |
Dopo la querelle degli ultimi mesi, ora non ci sono più dubbi sui beni oggetto di agevolazione, come si legge nel testo ufficiale sono quelli funzionali:
- alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, indicati agli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026;
- all’autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile.
In relazione ai beni degli allegati IV e V non è più richiesto l’acquisto di tecnologie made in EU. Resta, invece, il vincolo già previsto per i pannelli fotovoltaici.
La procedura però appare più complessa di quanto preventivato: serviranno 5 diverse comunicazioni al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) oltre alla documentazione di rendicontazione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Iperammortamento 2026, continuano i ritardi: operativo entro metà giugno