Imu e Tasi 2018, importo minimo: ecco quando non si paga

Imu e Tasi 2018: non si paga quando l'importo è inferiore al minimo di 12 euro. Ma il calcolo va effettuato sulla quota annua dovuta e per tutti gli immobili.

Imu e Tasi 2018, importo minimo: ecco quando non si paga

Imu e Tasi 2018: l’importo minimo sotto il quale non si paga è pari a 12 euro. Nel calcolo bisogna considerare la quota annua, sia il saldo da pagare a dicembre che l’importo dell’acconto di giugno, e tutti gli immobili per cui sono dovute le due imposte.

I cittadini non sono tenuti a pagare Imu e Tasi, se la quota di imposta calcolata su base annua è inferiore ai 12 euro. Un’informazione fondamentale da conoscere in vista della scadenza del 17 dicembre, ultimo giorno utile per versare le due tasse comunali.

Questa è la regola generale. I comuni hanno, poi, la facoltà di stabilire soglie minime di importi da versare inferiori. Ma non possono aumentarlo. I dettagli su questo non sempre si trovano nella delibera Imu o Tasi ma possono essere, ad esempio, nel Regolamento comunale Imposta Unica Comunale o nel Regolamento generale delle entrate del Comune.

Imu e Tasi 2018, importo minimo: non si paga sotto i 12 euro

Il 17 dicembre scade il termine per il pagamento di Imu e Tasi, oltre alle esenzioni e riduzioni previste dalla legge, è bene essere a conoscenza anche delle regole che determinano il pagamento dell’imposta in base all’importo minimo dovuto.

Non è obbligatorio versare l’Imu e la Tasi nel caso in cui l’importo dovuto sia inferiore a 12 euro.

Il calcolo è da effettuare tenendo conto di due fattori:

  • la quota annua (saldo e acconto);
  • la somma complessiva di Imu e Tasi da corrispondere per tutti gli immobili e terreni che si posseggono.

L’importo minimo non deve essere considerato in relazione alla singola rata da versare, ma in relazione all’imposta complessiva dovuta. Questo è un aspetto fondamentale per capire se si rientra o meno nella soglia dei 12 euro.

Inoltre un altro fattore da considerare è che l’importo minimo deve riferirsi alla somma complessiva di Imu e Tasi dovuta dal contribuente per tutti gli immobili o terreni per i quali si è soggetti al pagamento, e non sulla singola proprietà.

Imu e Tasi 2018: quando l’importo della singola rata è inferiore ai 12 euro

Diverso, e potenzialmente insidioso, è il caso in cui la singola rata sia di importo inferiore ai 12 euro. In questo caso, infatti, l’imposta va versata per intero. Chi, ad esempio, deve pagare 11 euro in acconto e 11 euro a saldo dovrà comunque versare 22 euro a saldo.

In altre parole, se dal calcolo dell’acconto Imu e Tasi il risultato non supera i 12 euro, il contribuente può scegliere di non pagare l’acconto, ma dovrà pagare l’intero importo a conguaglio entro la scadenza del saldo, che per il 2018 è fissata a lunedì 17 dicembre.

Con il saldo Imu e Tasi 2018 bisognerà versare l’importo complessivo al lordo della rata di acconto inferiore al minimo. Bisogna fare molta attenzione, quindi, a non applicare la soglia dell’importo minimo alla singola rata.

Imu e Tasi 2018: la divisione tra più contribuenti

La regola dei 12 euro vale anche quando più contribuenti sono tenuti al versamento dell’Imu e della Tasi: in questo caso bisognerà rapportarla a ciascuna obbligazione tributaria.

Volendo fare un esempio pratico, se ci sono tre soggetti obbligati al versamento di Imu e Tasi sullo stesso immobile e l’importo da pagare su base annua è pari a 30 euro, nessuno dei contribuenti sarà obbligato a pagare perché l’importo dovuto resta sotto la soglia dei 12 euro.

Il singolo contribuente, però, non deve dimenticarsi di considerare che la quota per il singolo immobile va sommata a tutte le abitazioni per le quali si risulta essere titolari di obbligazione tributaria.