Detrazioni fiscali ad esaurimento con la flat tax

Flat tax e detrazioni fiscali in essere: cosa cambierebbe in caso di entrata in vigore a regime della tassa piatta? Ecco le ultime novità nelle dichiarazioni rilasciate questa mattina da Armando Siri (Lega) a Radio24.

Detrazioni fiscali ad esaurimento con la flat tax

Le detrazioni fiscali Irpef saranno abrogate con l’introduzione della flat tax; tuttavia, il Governo cercherà di garantire fino ad esaurimento quelle di cui i contribuenti hanno diritto rispetto alle regole attuali.

In pratica, se la flat tax per le famiglie entrerà davvero in vigore dal 2019 - seppur inizialmente in fase sperimentale - le detrazioni su ristrutturazioni, mutui, ecc, scompariranno. Per coloro che, in ogni caso, stavano godendo delle detrazioni su quote - si pensi al caso delle detrazioni Irpef decennali sulle ristrutturazioni - queste potranno essere comunque godute fino ad esaurimento del relativo piano di ammortamento.

Ad anticipare quelle che saranno le novità fiscali dei prossimi mesi è Armando Siri, ideologo della flat tax e uno dei principali consiglieri economici della Lega, nel corso di un’intervista rilasciata questa mattina a Radio24 nel programma diretto da Giannino e Telese.

Secondo quanto dichiarato da Siri, la flat tax partirà già dal 2019 non soltanto per le imprese ma anche per le famiglie. Per queste ultime inizialmente si tratterà di sperimentare gli effetti che la tassa piatta avrà sul bilancio dello Stato, per poi andare a regime a partire dal 2020.

Detrazioni fiscali ad esaurimento con la flat tax

Con l’entrata in vigore della flat tax le detrazioni fiscali verranno abolite ma, per i contribuenti che le avranno richieste prima dell’avvio della riforma della tassazione Irpef, sarà garantita l’erogazione dei crediti riconosciuti fino alla naturale data di spettanza.

Le detrazioni fiscali continueranno ad esistere ma saranno ad esaurimento; ad esempio, un contribuente che ha indicato in dichiarazione dei redditi 2015 spese detraibili relative a lavori di ristrutturazione continuerà a beneficiare della relativa detrazione Irpef fino alla data di spettanza, ovvero fino al termine del piano di ammortamento (nel caso delle ristrutturazioni si tratta di dieci quote annuali).

Al contrario, nell’intervista di Armando Siri a Radio24, si evince che le detrazioni fiscali di competenza dell’anno in corso (periodo d’imposta in cui partirà il nuovo regime) saranno abolite a partire dalla data di entrata in vigore della flat tax, con la possibile eccezione di alcune di esse, come quelle sanitarie.

La flat tax o dual tax, con aliquota al 15% e al 20%, sostituirà l’attuale sistema di detrazioni Irpef con una deduzione fissa pari a 3.000 euro per ciascun componente del nucleo familiare, modulata in base al reddito al fine di garantire il principio di progressività dell’imposta.

Flat tax: garantita l’IRI per le imprese

Nel corso dell’intervista, Siri torna sul tema dell’IRI; si tratta dell’imposta sul reddito imprenditoriale introdotta dal precedente Parlamento con la Legge di Bilancio 2017, inizialmente applicata ai redditi maturati nel 2017 e successivamente prorogata al 2018, causando enormi danni alle imprese che avevano deciso di optare per il regime contabile ordinario al fine di poter fruire del beneficio.

L’IRI è una sorta di imposta piatta, con aliquota pari al 24%, applicata sulla parte di reddito lasciata dall’imprenditore in azienda. La “flat tax” al 24% sostituisce, esclusivamente per il reddito non prelevato dal professionista, il sistema di tassazione Irpef per aliquote e scaglioni (con tassazione che va dal 23% al 43%).

La flat tax non modificherà l’attuale sistema di tassazione del reddito lasciato in azienda e l’effettiva entrata in vigore dell’IRI non verrà ulteriormente rinviata “in corsa”.

Si ricorda a tal proposito che proprio l’IRI, accanto all’IRES, è stata recentemente tirata in ballo dal PD, che considera le due imposte già come una flat tax per le imprese, dimenticando da un lato la proroga dannosa introdotta in Legge di Bilancio 2018 e dall’altro che l’IRES (con tassazione al 24%) si applica esclusivamente alle società di capitali.

Flat tax per famiglie e persone fisiche in generale: sperimentazione già a partire dal 2019

La flat tax sarà introdotta, seppur in modalità graduale, già dal 2019. Già nella Legge di Bilancio che il Governo Lega-M5S dovrà strutturare, sarà previsto l’avvio della riforma dell’Irpef.

Così come affermato da Siri a Radio24, nel 2019 sarà avviata una fase di test sulla flat tax per le famiglie e la nuova tassazione sui redditi, con aliquote al 15% e al 20% per redditi superiori a 80.000 euro, dovrebbe entrare in vigore a regime a partire dal 2020.

Tuttavia sarà fondamentale attendere l’approvazione della Legge di Bilancio per poter parlare di notizie ufficiali; il nodo principale riguarda le coperture, con la previsione di un netto calo di entrate tributarie per le casse statali che neppure la pace fiscale dovrebbe riuscire a compensare.

Flat tax: a chi conviene e a chi no...

In queste settimane uno dei punti salienti nel dibattito sulla flat tax è quello relativo alla reale convenienza per i cittadini e le famiglie.

A questo proposito, la redazione di Informazione Fiscale ha elaborato, in collaborazione con l’ufficio studi Money.it, le seguenti simulazioni del calcolo di convenienza/confronto tra flat tax ed Irpef:

Alla luce di quanto sopra appare evidente come, almeno stando alle proposte attualmente in campo, la flat tax favorisca maggiormente i redditi più alti.