La flat tax del 15 per cento applicata in busta paga sul trattamento accessorio degli statali guarda al reddito percepito nel 2026. Con i rinnovi contrattuali e gli arretrati scatta il rischio del maxi-conguaglio a fine anno
La verifica dei requisiti di reddito per l’applicazione della flat tax sul trattamento accessorio degli statali è in tempo reale.
L’Agenzia delle Entrate fa il punto sulle regole per la tassazione agevolata del 15 per cento in busta paga con la risposta del 15 settembre 2026.
Il beneficio, spettante su un massimo di 800 euro di compenso, è riconosciuto in automatico dal sostituto d’imposta salvo rinuncia esplicita e per iscritto del lavoratore.
Un’opzione da valutare in caso di possibile scostamento del reddito rispetto al limite di 50.000 euro, per evitare il conguaglio pesante a fine anno o in dichiarazione dei redditi 2027.
Flat tax in busta paga, come funziona l’agevolazione sul trattamento accessorio degli statali
Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, la flat tax del 15 per cento si applica al trattamento accessorio dei dipendenti statali con qualifica non dirigenziale, entro il limite di 800 euro. A poterne beneficiare i lavoratori con reddito annuo non superiore a 50.000 euro.
Salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore, il sostituto d’imposta applica il beneficio in automatico e, al fine di individuare la platea di dipendenti interessati dalla misura, bisogna tener conto del reddito relativo all’anno in corso.
Quest’ultimo aspetto è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 173 del 15 settembre 2026.
L’interpello nasce dall’assenza di un perimetro chiaro nella norma di riferimento, contenuta all’articolo 1, comma 237, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, ed è proprio alla luce di ciò che l’Agenzia ritiene debba essere osservato il valore dei redditi riconosciuti per l’anno d’imposta 2026.
A livello operativo quindi il datore di lavoro non dovrà considerare i redditi relativi all’anno 2025, bensì determinare il reddito presunto del dipendente nel corso dell’anno, con eventuale conguaglio a fine anno.
Rischio maxi-conguaglio a dicembre se si supera il reddito di 50.000 euro
L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate solleva alcune criticità per i dipendenti pubblici destinatari del beneficio della flat tax.
Puntare su una stima del reddito dell’anno in corso (2026) espone al rischio di scostamenti: se nel corso dell’anno il dipendente percepisce somme straordinarie non preventivate (arretrati derivanti dal rinnovo del CCNL di riferimento, premi una tantum o altri importi derivanti ad esempio dal lavoro straordinario), il superamento della soglia di 50.000 euro comporta l’obbligo di restituire il beneficio fiscale applicato in busta paga.
Nel conguaglio fiscale di fine anno (o con la dichiarazione dei redditi del 2027), l’imposta dovuta verrà di conseguenza ricalcolata, e l’assoggettamento a IRPEF del salario accessorio detassato comporterà la necessità di farsi carico di un versamento extra a consuntivo.
Il rischio diventa ancor più concreto se il dipendente è titolare di altri redditi di cui il sostituto (la PA d’appartenenza) non è a conoscenza.
Gestire l’applicazione della flat tax in busta paga sul reddito presunto nasconde quindi il rischio di una stima errata del totale che il dipendente percepirà nell’anno.
Se un lavoratore ipotizza che il proprio reddito nel 2026 sarà molto vicino alla soglia dei 50.000 euro, ha la possibilità di presentare espressa rinuncia scritta al datore di lavoro per evitare di beneficiare dell’aliquota del 15 per cento e prevenire i conguagli a debito nelle buste paga di fine anno.
Una casistica da valutare con cura considerando la stagione dei rinnovi contrattuali del comparto pubblico. L’aumento nominale dello stipendio, per recuperare l’inflazione degli anni passati, rischia di essere eroso dalla perdita del beneficio del 15 per cento sugli 800 euro di trattamento accessorio.
Un effetto di “drenaggio fiscale”, frutto dello scalino senza scivoli delle logiche delle flat tax con tetto fisso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Flat tax in busta paga, per gli statali conta il reddito 2026