Cos’è la flat tax? Un esempio pratico

Cos'è la flat tax? Per capire di cosa si tratta e cosa cambierebbe con la sua introduzione è utile partire da un esempio pratico.

Cos’è la flat tax? Il tema dell’introduzione di una tassa piatta sui redditi è quanto mai attuale: per capire davvero cos’è è indispensabile fornire un esempio pratico del sistema di tassazione uguale per tutti.

Come ormai noto, a volere fortemente l’introduzione in Italia della flat tax, con aliquota al 15% secondo la Lega e al 23% secondo la proposta di FI è la coalizione di centrodestra.

Le discussioni su come funziona la flat tax e sopratutto su cos’è non si sono placate e, dopo il servizio in cui Report ha mostrato l’insuccesso della tassa piatta nei Paesi in cui è stata introdotta è bene tornare ad analizzare non solo la definizione della misura ma anche i suoi risvolti pratici, vantaggi e svantaggi, partendo da un esempio numerico.

Per i lettori interessati si segnala il video allegato al presente articolo: si tratta di una intervista che abbiamo realizzato nel giugno del 2017 all’Onorevole Claudio Borghi, consigliere economico della Lega di Matteo Salvini. Si tratta di un’intervista datata ma comunque molto significativa, soprattutto nella prima parte in cui si parla proprio di flat tax. Se ne consiglia quindi la visione a chi volesse approfondire ulteriormente il tema in oggetto.

Cos’è la flat tax?

Per spiegare in modo semplice cos’è flat tax proposta dalla Lega è stata usata la definizione di “tassa piatta”: al posto delle attuali cinque aliquote Irpef e dei cinque scaglioni di reddito, il centrodestra mira ad introdurre un’aliquota unica.

Nello specifico, è quella della Lega la proposta definita come “più estrema”, con la flat tax al 15% per tutti, persone fisiche e società.

Per il rispetto del principio della proporzionalità dell’imposta, secondo quanto previsto dall’art. 53 della Costituzione, è prevista l’introduzione di due scaglioni: da 0 a 35 mila euro e da 35 mila a 50 mila euro per i quali è prevista l’applicazione di una deduzione fissa pari a 3.000 euro.

La deduzione si applica sia alle famiglie che ai single per i contribuenti nel primo scaglione mentre per i redditi pari o superiori a 35.000 euro spetta soltanto per i familiari a carico.

Resterebbe invariato il sistema di esenzione totale per i redditi più bassi: si parla attualmente di una no tax area per i redditi fino a 7.000 euro.

Secondo la proposta di Forza Italia, portata avanti da Berlusconi dal 1994, la flat tax dovrebbe invece essere al 23%, con un’esenzione fiscale per i redditi fino a 12.000 euro e, anche in questo caso, con sistemi di detrazioni e deduzioni per famiglie e redditi bassi.

Le due proposte sono notevolmente differenti: analizziamo cos’è la flat tax e come cambierebbe il sistema di tassazione sui redditi secondo quanto previsto dal programma della Lega.

Cos’è la Flat tax: alcuni esempi pratici per capire come funziona

Di seguito cercheremo di capire con un esempio pratico come funziona (o meglio, potrebbe funzionare) la flat tax con aliquota al 15%.

Prendiamo, come primo esempio, il caso di un single che nell’anno ha guadagnato 20.000 euro lordi. Per calcolare le imposte da pagare bisognerà innanzitutto sottrarre dal reddito i 3.000 euro di deduzioni previste; l’importo di reddito netto dovrà quindi esser assoggettato all’aliquota del 15%.

Il procedimento è il seguente:

  • 20.000 euro (reddito lordo) - 3.000 euro (deduzione) = 17.000 euro (reddito imponibile)
  • 17.000 euro x 15% (aliquota flat tax) = 2.550 euro (imposta dovuta).

Prendiamo ora come esempio il caso di una famiglia con un reddito annuo pari a 37.000 euro e con due figli. In questo caso bisognerà sottrarre dal reddito i 9.000 euro di deduzione prevista per i carichi di famiglia e applicare l’aliquota del 15% sull’imponibile: l’imposta dovuta sarà quindi pari a 4.200 euro.

La flat tax: cos’è e come funziona? Vantaggi e svantaggi

Capire cos’è la flat tax è molto più facile di analizzare quali potrebbero essere vantaggi e svantaggi dell’introduzione della tassazione ad aliquota fissa del 15%.

Secondo i fautori della proposta, seppur considerando le differenze tra la flat tax di Salvini e quella di Berlusconi, i vantaggi principali sarebbero tre:

  • ridurre la pressione fiscale sia per le famiglie che per le imprese;
  • contrastare l’evasione fiscale;
  • semplificare il sistema con la razionalizzazione delle attuali detrazioni.

Eppure sono in molti a ritenere che la flat tax in Italia porterebbe per lo più svantaggi: i contro dell’introduzione di una tassa piatta al 15% o al 23% sarebbero in primis le minori entrate per lo Stato ma anche il rischio di avvantaggiare i più ricchi e, quindi, di introdurre una legge ad alto rischio incostituzionalità.