Cos’è la flat tax? Un esempio pratico

Flat tax, cos'è e come funziona? La tassa piatta torna protagonista della discussione sulla riforma fiscale, e dalla Lega arriva un nuovo disegno di legge per la Fase 2 dell'imposta unica del 15% per le famiglie. Analizziamo di seguito pro e contro con un esempio pratico.

Flat tax, cos’è e come funziona la “tassa piatta” del 15%?

Si torna a parlare dell’imposta unica, e con l’avvio della discussione sulla riforma fiscale dalla Lega arriva un nuovo disegno di legge.

La flat tax torna protagonista della discussione politica e fiscale, con la proposta sulla Fase 2 della tassa unica del 15% rivolta alle famiglie.

Dopo i primi accenni di flat tax per le partite IVA, introdotta mediante l’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario, la proposta è di implementare gradualmente l’introduzione dell’imposta unica, con un piano strutturato in quelle che vengono definite Fase 2 e Fase 3.

Nella proposta di legge presentata dalla Lega il 29 maggio 2020, viene previsto l’avvio della flat tax prima per le famiglie entro determinati limiti di reddito, con il parallelo accorpamento delle aliquote Irpef, e nella Fase 3 l’avvio della tassa piatta del 15% per tutti i contribuenti, senza alcun vincolo.

Ma cos’è la flat tax e soprattutto come funziona l’imposta fissa del 15%?

Una delle grandi questioni sulla quale ci si interroga da anni e con insistenza a partire dalla nascita del primo Governo Conte è se all’Italia serva davvero la flat tax (tassa piatta ad aliquota unica) oppure se conviene partire dal ridurre la tassazione progressiva Irpef sui redditi da lavoro. Se lo chiedono non solo i rappresentanti della politica italiana (almeno dal 1994...) ma anche imprese e professionisti.

Come ormai noto, a volere fortemente l’introduzione in Italia della flat tax, con aliquota al 15% secondo la Lega (al 23% secondo la proposta di FI), è la coalizione di centrodestra.

Le discussioni su come funziona la flat tax e sopratutto su cos’è non si sono placate e tornano in auge con la nuova proposta di legge presentata dalla Lega per il 2020.

A far discutere negli scorsi anni era stato il servizio con il quale Report ha mostrato l’insuccesso della tassa piatta nei Paesi in cui è stata introdotta.

Un tema complesso, per il quale è bene tornare ad analizzare non solo la definizione della misura ma anche i suoi risvolti pratici, vantaggi e svantaggi, partendo da un esempio numerico.

Per i lettori interessati si segnala il video allegato al presente articolo: si tratta di una intervista che abbiamo realizzato nel giugno del 2017 all’Onorevole Claudio Borghi, consigliere economico della Lega di Matteo Salvini. Si tratta di un’intervista datata ma comunque molto significativa, soprattutto nella prima parte in cui si parla proprio di flat tax. Se ne consiglia quindi la visione a chi volesse approfondire ulteriormente il tema in oggetto.

Cos’è la flat tax?

Per spiegare in modo semplice cos’è flat tax proposta dalla Lega è stata usata la definizione di “tassa piatta”: al posto delle attuali cinque aliquote Irpef e dei cinque scaglioni di reddito, il centrodestra mira ad introdurre un’aliquota unica.

Nello specifico, è quella della Lega la proposta definita come “più estrema”, con la flat tax al 15% per tutti, persone fisiche e società.

Nella proposta originaria, per il rispetto del principio della proporzionalità dell’imposta e secondo quanto previsto dall’art. 53 della Costituzione, è prevista l’introduzione di due scaglioni: da 0 a 35 mila euro e da 35 mila a 50 mila euro per i quali è prevista l’applicazione di una deduzione fissa pari a 3.000 euro.

La deduzione si applica sia alle famiglie che ai single per i contribuenti nel primo scaglione mentre per i redditi pari o superiori a 35.000 euro spetta soltanto per i familiari a carico.

Resterebbe invariato il sistema di esenzione totale per i redditi più bassi: si parla attualmente di una no tax area per i redditi fino a 7.000 euro.

La Lega non è l’unico partito ad aver presentato una propria proposta di riforma Irpef.

Secondo la proposta di Forza Italia, portata avanti da Berlusconi dal 1994, la flat tax dovrebbe invece essere al 23%, con un’esenzione fiscale per i redditi fino a 12.000 euro e, anche in questo caso, con sistemi di detrazioni e deduzioni per famiglie e redditi bassi.

Le due proposte sono notevolmente differenti: analizziamo cos’è la flat tax e come cambierebbe il sistema di tassazione sui redditi secondo quanto previsto dal programma della Lega e successivamente vediamo qual è l’ipotesi di riforma che potrebbe vedere la luce con la Legge di Bilancio 2020.

Cos’è la Flat tax: alcuni esempi pratici per capire come funziona

Di seguito cercheremo di capire con un esempio pratico come funziona (o meglio, potrebbe funzionare) la flat tax con aliquota al 15%, partendo dalla proposta originaria prevista dalla Lega.

Prendiamo, come primo esempio, il caso di un single che nell’anno ha guadagnato 20.000 euro lordi. Per calcolare le imposte da pagare bisognerà innanzitutto sottrarre dal reddito i 3.000 euro di deduzioni previste; l’importo di reddito netto dovrà quindi esser assoggettato all’aliquota del 15%.

Il procedimento è il seguente:

  • 20.000 euro (reddito lordo) - 3.000 euro (deduzione) = 17.000 euro (reddito imponibile)
  • 17.000 euro x 15% (aliquota flat tax) = 2.550 euro (imposta dovuta).

Prendiamo ora come esempio il caso di una famiglia con un reddito annuo pari a 37.000 euro e con due figli. In questo caso bisognerà sottrarre dal reddito i 9.000 euro di deduzione prevista per i carichi di famiglia e applicare l’aliquota del 15% sull’imponibile: l’imposta dovuta sarà quindi pari a 4.200 euro.

Flat tax: cos’è e come funziona? Vantaggi e svantaggi

Capire cos’è la flat tax è molto più facile di analizzare quali potrebbero essere vantaggi e svantaggi dell’introduzione della tassazione ad aliquota fissa del 15%.

Secondo i fautori della proposta, seppur considerando le differenze tra la flat tax di Salvini e quella di Berlusconi, i vantaggi principali sarebbero tre:

  • ridurre la pressione fiscale sia per le famiglie che per le imprese;
  • contrastare l’evasione fiscale;
  • semplificare il sistema con la razionalizzazione delle attuali detrazioni.

Eppure sono in molti a ritenere che la flat tax in Italia porterebbe per lo più svantaggi: i contro dell’introduzione di una tassa piatta al 15% o al 23% sarebbero in primis le minori entrate per lo Stato ma anche il rischio di avvantaggiare i più ricchi e, quindi, di introdurre una legge ad alto rischio incostituzionalità.

La flat tax attuale è solo per le partite IVA nel regime forfettario

Attualmente la flat tax è operativa solo per i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario, ovvero nell’ambito di un regime agevolato privo di Irpef, addizionali, IVA, Irap e non soggetto a studi di settore o ISA.

Con la Legge di Bilancio per l’anno 2019 il Governo Conte formato da Lega e M5S ha innalzato per tutti i contribuenti operanti nel regime (agevolato) forfettario il fatturato limite fino al quale è possibile operare: il nuovo limite è 65.000,00 euro, a prescindere dal tipo di attività svolta.

Sul fatturato viene applicato un coefficiente di redditività; tale coefficiente viene moltiplicato per i ricavi/compensi incassati al fine di ottenere il reddito fiscale. Su questo reddito si applica quindi l’attuale flat tax, che può essere:

  • del 5% per le nuove attività;
  • del 15% per le attività già operative.

Per dovere di cronaca è bene evidenziare che l’attuale flat tax - ma si dovrebbe più correttamente parlare di regime forfettario esteso - è stata introdotta per la prima volta con la Legge di Bilancio 2015 (Legge numero 190/2014).

Flat tax per le famiglie, la Fase 2 della tassa piatta nel nuovo disegno di legge della Lega

La Lega, sebbene non più al Governo, non ha abbandonato il proprio progetto di estensione della flat tax del 15% anche per le famiglie.

Il 29 maggio 2020 è stato presentato il nuovo disegno di legge per l’avvio della tassa piatta del 15% per tutti.

Dopo la prima fase, destinata alla flat tax per le partite Iva, vengono previste la Fase 2 e la Fase 3 della flat tax.

La seconda fase, si legge nel disegno di legge, viene attuata attraverso:

  • l’introduzione della flat tax per le famiglie fiscali;
  • l’accorpamento delle ultime tre aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • l’introduzione per 3 anni della flat tax sul reddito incrementale Irpef e Ires;
  • la riduzione dell’aliquota dell’Ires.

La flat tax della Fase 2 si applicherebbe alla famiglia fiscale, secondo i seguenti limiti di reddito:

  • 30.000 euro nel caso in cui la famiglia fiscale sia composta da un unico contribuente senza coniuge e senza familiari a carico (cd. famiglia monocomponente);
  • 55.000 euro nel caso in cui la famiglia fiscale sia composta da un contribuente e da almeno il coniuge a carico o un familiare a carico (cd. famiglia monoreddito);
  • 70.000 euro nel caso in cui la famiglia fiscale sia composta da due coniugi contribuenti, a prescindere che abbiamo o meno familiari a carico (cd. famiglia bireddito).

La terza fase interessa l’applicazione della flat tax indistintamente a tutte le persone fisiche che compongono la famiglia fiscale, a prescindere dal reddito.

A questo punto ci si chiede: la flat tax si farà? Per il momento, sebbene sia stato riavviato il cantiere della riforma fiscale, appare abbastanza difficile che il piano di semplificazione e riduzione del peso del Fisco prenda in considerazione l’introduzione della una tassa piatta.

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