Le cartelle tagliano i pagamenti della PA: la novità vale anche per le vecchie fatture

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Dal 15 giugno entrano in vigore le novità sui pagamenti della PA a professionisti e professioniste: le cartelle taglieranno i compensi, anche in caso di vecchie fatture

Le cartelle tagliano i pagamenti della PA: la novità vale anche per le vecchie fatture

Dal 15 giugno i professionisti e le professioniste che hanno cartelle da pagare devono fare i conti con la Pubblica Amministrazione. Letteralmente.

Con le novità introdotte dall’ultima Manovra, chi attende un pagamento dalla PA ma ha debiti da sanare riceve solo l’importo che resta dal confronto tra dare e avere.

Le nuove regole entreranno in vigore nei prossimi mesi, ma si applicheranno anche ai compensi maturati prima della metà di giugno. È questa l’interpretazione che arriva dal Ministero della Giustizia con la circolare diffusa il 17 marzo e che traccia una rigida prospettiva dei nuovi controlli.

Fatture della PA ai professionisti: riduzione dei compensi ad ampio raggio in caso di cartelle

Nonostante il disappunto delle categorie professionali e dopo un restyling dell’impianto iniziale, nella Legge di Bilancio 2026 è stata inserita la stretta sulle fatture di professionisti e professioniste che hanno cartelle da pagare.

Con il nuovo comma 1 ter dell’articolo 48-bis del dpr n. 602 del 1973, la Pubblica Amministrazione è tenuta a controllare la situazione debitoria della partita IVA che deve ricevere i compensi a prescindere dall’importo del debito e della fattura da saldare.

La PA è chiamata a verificare la presenza di cartelle e comportarsi da arbitro nel rapporto tra Riscossione e contribuente.

Pagamento dalle fatture alla PA Verifica della situazione del professionista
Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) In presenza di cartelle, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista
Oltre i 5.000 euro Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro

Anche in presenza di un solo euro di debito, è necessario gestire il compenso per pareggiare i conti: la PA, infatti, deve versare il compenso direttamente alla Riscossione fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica. Se l’importo della fattura è più consistente della cartella da sanare, la partita IVA riceve la cifra residua. In sintesi si agisce per priorità e per sottrazione.

Le cartelle mangiano i compensi dei professionisti: la novità vale anche per le vecchie cartelle

Le novità entrano in vigore dal 15 giugno e riguardano l’attività professionale degli esercenti arti e professioni, compresa quella svolta per gratuito patrocinio.

In ambito giuridico, è il Ministero stesso a fare degli esempi, l’eventuale taglio dei compensi toccherà avvocati, anche in regime di patrocinio a spese dello Stato in sede processuale o nei procedimenti di mediazione e negoziazione assistita, ausiliari del giudice e periti di parte, professioniste e professionisti incaricati in ambito civile, penale, amministrativo e tributario.

La circolare ministeriale chiarisce che in presenza di cartelle il meccanismo di taglio scatta immediatamente e si concretizza con lo “scomputo immediato del compenso dovuto, mediante trattenuta della quota corrispondente all’inadempienza accertata e contestuale versamento all’Agente della riscossione, con corresponsione al professionista della eventuale parte residua”.

I tempi sono particolarmente rilevanti anche nelle modalità di applicazione delle nuove regole. Per il Ministero della Giustizia la norma si traduce in una riduzione indiscriminata dei compensi in presenza di cartelle a partire dal 15 giugno 2026, “indipendentemente dalla data di acquisizione dei documenti contabili o dalla riferibilità delle prestazioni professionali a periodi precedenti”.

I primi chiarimenti estendono ulteriormente il raggio di azione di una novità che già da principio ha messo in allarme le categorie interessate: anche i compensi relativi a prestazioni professionali pregresse, se liquidati dopo metà giugno, potranno essere tagliati.

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